2026 FearlessRecords
A circa quattro anni di distanza dal precedente capitolo discografico, i The Pretty Reckless ritornano sulle scene con il nuovo e quinto attesissimo album in studio intitolato Dear God, la cui data di uscita ufficiale è fissata per il 26 Giugno 2026. Questo lavoro segna una svolta importante nella carriera della formazione statunitense, trattandosi del primo album pubblicato con la prestigiosa etichetta Fearless Records.
Prodotto dal fidato collaboratore Jonathan Wyman insieme alla stessa cantante Taylor Momsen, il disco si propone come uno spaccato intimo,profondo e privo di compromessi artistici, capace di unire le radici dell’hard rock classico a spigolose venature punk e grunge. L’evoluzione della band è avvertibile in ogni traccia, e mostra una maturità compositiva che non rinnega il passato ma fa venire fuori tutto il vero potenziale artistico della band
Nati nel 2009 a New York dall’immaginazione e dalla forte personalità dell’ex attrice Taylor Momsen(nda Il Grinch ad esempio) i The Pretty Reckless possono vantare ormai diciassette anni di solida militanza nel panorama rock internazionale. Fin dall’esordio con “Light Me Up” (2010), la band ha saputo scalare le classifiche mondiali, inanellando record su record e diventando la prima band guidata da una donna a portare ben quattro singoli consecutivi al primo posto della Billboard Mainstream Rock Airplay chart.
La line up della band vede oggi, accanto alla Momsen, la presenza stabile dei membri storici: Taylor Momsen (voce, chitarra ritmica), Ben Phillips (chitarra solista, cori), Mark Damon (basso) e Jamie Perkins (batteria). Per questa nuova fatica in studio, il gruppo ha scelto di non avvalersi di ospiti esterni, concentrandosi esclusivamente sulla propria alchimia interna per dare vita a una scrittura fortemente diaristica ed emotiva, dove ogni strumento lavora in funzione della narrazione lirica.
Il disco si apre con la malinconica intro “Life Evermore Pt.2”, quasi quarantacinque secondi dominati dall’inconfondibile voce di Taylor Momsen. Troveremo anche la parte 3 nella tracklist centrale e la parte 1 in fondo.
L’opener “For I am Death” è un brano a dir poco micidiale, dominato dalla chitarra infuocata di Ben Phillips. Le sue sfumature oscure riportano alla mente – fatte le debite proporzioni – le vibrazioni selvagge degli indimenticati Velvet Revolver. In alcuni frangenti, la voce di Taylor Momsen evoca i registri bassi e magnetici di Scott Weiland, mentre quando sale sugli acuti e spinge sull’acceleratore è semplicemente fantastica: immaginate una Meredith Brooks all’ennesima potenza. Impossibile poi restare fermi con il singolo successivo, “When I Wake Up”, che sfreccia veloce come una Lamborghini (quella vera, non Elettra!) in autostrada. Qui la band si mostra incredibilmente coesa, traendo ispirazione dalle ritmiche del punk più viscerale. Le chitarre esplosive e graffianti di Phillips sorreggono una Momsen in stato di grazia, capace di spaziare con disinvoltura da tonalità crude e sfrontate a improvvise aperture melodiche di grandissimo impatto.
L’intensità sale alle stelle con “Love Me”, un pezzo riuscitissimo dal ritornello killer: vi si appiccicherà addosso proprio come quella classica Big Babol sotto la sedia ai tempi delle superiori, quando ci si divertiva con questi scherzi stupidi. Da qui in poi, la varietà stilistica dell’album emerge con forza nei brani centrali. La band rallenta i battiti per esplorare territori più acustici, introspettivi e quasi blues, mettendo a nudo la vulnerabilità della Momsen attraverso testi profondi che affrontano la perdita, l’isolamento e una successiva rinascita spirituale.
Tra le tracce più riuscite spicca senza dubbio “Dragonfire”, una delle mie preferite in assoluto, trainata da un giro di chitarra acustica ossessivo che esplode e rapisce l’ascoltatore non appena entra in gioco il drumming preciso e potente di Jamie Perkins. Si cambia decisamente registro con la title-track “Dear God”, il pezzo più lungo del disco; un brano denso e rallentato che si muove sinuosamente tra le atmosfere doom dei primi Black Sabbath e il grunge più cupo.
Tra gli episodi più trascinanti va segnalata anche “About You”, un gioiellino coinvolgente ricco di sfumature che strizzano l’occhio a icone come Blondie e Go-Go’s. Se invece cercate la traccia più ipnotica del lotto, quella che non lascia scampo dall’inizio alla fine, la scelta ricade inevitabilmente su “Spell on You”, un mid-tempo magnetico costruito attorno a un riff di chitarra letteralmente assassino firmato da Phillips. Verso la fine incontriamo “Rollercoaster of Life”, una semiballad che si sviluppa sinuosa per tutta la sua durata, seminando qua e là dinamiche che ricordano Red Hot Chili Peppers e U2.
Il risultato finale è un album estremamente vario, maturo e incredibilmente piacevole. Un disco che fa decisamente centro.
Ogni canzone si sviluppa in modo fluido, alternando l’aggressività delle chitarre a momenti di pura tensione emotiva, rendendo l’album un’opera lineare, matura e priva di riempitivi, perfetta testimonianza di una band che ha saputo raccogliere l’eredità di giganti del rock dopo un trionfale tour mondiale di due anni al fianco degli AC/DC.
I The Pretty Reckless presenteranno i brani del nuovo album in un esteso tour europeo da headliner il prossimo autunno, che farà tappa in Italia per un’unica attesissima data il 14 novembre al Fabrique di Milano.
TRACKLIST:
- Life Evermore Part 2
- For I Am Death
- When I Wake Up
- Love Me
- Dragonfire
- Dear God
- Life Evermore Part 3
- About You
- Spell On You
- Rollercoaster Of Life
- Eye Of The Storm
- Devil In Disguise (Michelle’s Song)
- Dark Days
- Life Evermore Part 1
BAND:
Taylor Momsen (voce, chitarra ritmica)
Ben Phillips (chitarra solista, cori)
Mark Damon(basso)
Jamie Perkins (batteria)
Sito Ufficiale: theprettyreckless.com
Facebook: facebook.com/theprettyreckless
Instagram: instagram.com/theprettyreckless
Recensore: Mauro Brebbia


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