Un ritorno tanto atteso per gli Smashing Pumpkins: la band di Billy Corgan arriva in Italia per due date, la prima al nuovo Parco Musica Milano all’interno della rassegna UnAltroFestival (mercoledì 30 giugno) e la seconda all’Ippodromo delle Capannelle, nella cornice di Rock In Roma. Siamo a Milano, arrivati poco prima dell’inizio: nessuna band d’apertura ma un sacco di persone con una birra in mano e cariche di aspettative che non vengono per niente deluse.
Gli Smashing Pumpkins salgono sul palco, già ampiamente occupato da una scenografia tanto imponente quanto, successivamente, luminosa. Attaccano con i primi due pezzi uno dopo l’altro, Glass’ Theme e Heavy Metal Machine, salutando il pubblico a dovere con un inizio decisamente esplosivo e degno del loro nome.
“Ciao ciao Milano, how are you?” esordisce James Iha alla chitarra. È lui più di tutti a interagire con il pubblico con una chiacchiera qua e là ogni tanto, tra una canzone e l’altra. Dopo Where Boys Fear To Tread e Pentagrams suonano Today, “una nostra grande hit”. Tempo di riprendere un po’ fiato durante Edin e subito dopo si canta di nuovo a pieni polmoni con Bullet With Butterfly Wings. La scenografia si illumina, il pubblico si scatena ed è tutto perfetto, nonostante la rabbia di cui stiamo cantando.

Dopo Muzzle è la volta di 1979, cantata con le braccia al cielo come fosse un vero e proprio inno generazionale: questa cosa accade a canzoni alternate, anche con Mayonaise, Disarm e l’intramontabile Tonight, Tonight affiancate alle più nuove Sighommi e 999, dall’ultimo disco Aghori Mhori Mei. C’è spazio anche per la cover Take My Breath Away in questa lunga setlist, presentata da James Iha come “non una nostra canzone, ma la colonna sonora di un film pazzesco che è Top Gun”.
Dopo una Cherub Rock con un light design notevole che ci riporta alla nostalgia dei tempi di Siamese Dream, una JellyBelly ripescata direttamente da Mellon Collie And The Infinite Sadness e una If There Is A God direttamente da uno dei primi dischi totalmente gratuiti dei primi anni 2000, è il momento di Ava Adore al suo debutto in questo specifico tour: ipnotica al punto giusto da farci ballare tutti, Billy Corgan è sempre di pochissime parole ma interagisce col pubblico cantando e lasciando tutti liberi di partecipare attraverso la propria voce.

Altro debutto in tour spetta a Stand Inside Your Love pronta a precedere il caos (quasi) finale che è Zero. Nessun encore speciale, nessuna finta uscita di scena, solo un ultimo saluto con The Everlasting Gaze introdotta da un piccolo tributo a Ozzy Osbourne e ai suoi Black Sabbath tramite un assaggio di N.I.B. alle chitarre, che ci ricorda quanto nessuno dei nostri musicisti preferiti sarebbe lì dov’è oggi se non fosse per quella band e quell’unico inimitabile Principe delle Tenebre a cui nessuno di noi è ancora pronto a dire addio.
Billy Corgan sorride tantissimo, saluta, tira plettri qua e là. Le luci si riaccendono ma il pubblico rimane ancora in attesa di qualcosa: con gli Smashing Pumpkins c’è un’unica regola, la magia di quelle chitarre non può realmente finire mai.
Setlist:
- Glass’ Theme
- Heavy Metal Machine
- Where Boys Fear to Tread
- Pentagrams
- Today
- Edin
- Bullet With Butterfly Wings
- Muzzle
- 1979
- Porcelina of the Vast Oceans
- Sighommi
- Mayonaise
- Take My Breath Away (Berlin cover)
- 999
- Disarm
- Tonight, Tonight
- Cherub Rock
- Jellybelly
- If There Is a God
- Bodies
- Ava Adore
- Stand Inside Your Love
- Zero
- The Everlasting Gaze (preceduta dall’intro di “N.I.B.” dei Black Sabbath)

Comments are closed.