Rca/Cult Records – 2020

C’era una volta un gruppo formato da cinque ragazzi Newyorkesi, cresciuti a pane e Lou Reed. Tale band scelse il nome di “The Strokes“, per l’alternanza perfetta delle loro sonorità “a volte carezze e a volte pugno”. Una cura esasperata per look elegantissimi e capelli sempre in ordine, li portarono all’attenzione di molti.

Certo non deve essere stato facile essere il figlio di un potentissimo agente di modelle famosissime- John Casablancas– ma il figlio Julian sembrava nato per stare sul palco piuttosto che mandare avanti l’impero del padre. Fin dal primo disco “Is this it” riescono a sfondare ovunque e tanti ricordano pure il video del loro notissimo singolo “Someday“, per la presenza di Slash, Duff McKagan e Matt Sorum.

Vari slot da headliner, vari album li elevano al ruolo di Superstar planetarie ma nel 2006 decidono di prendersi una lunga pausa e di proseguire con vari progetti paralleli. La band ritorna in azione nel 2011 con “Angles“, dopo che nel 2010 si erano esibiti segretamente a Londra con il nome segreto di “Venison”. Dopo varie pause tra un album e l’altro, ritornano sul palco per supportare il candidato democratico alla Casa Bianca, Bernie Sanders, tra l’altro ora ritiratosi.

Ad Aprile è  uscito “The New Abnormal“, che non stravolge per nulla la loro natura. Se li amate,li apprezzerete, se vi sono indifferenti non credo vi conquisteranno. Io sono un fan e li amo e non son rimasto deluso. Un disco prodotto alla perfezione, come loro tradizione e che ti sa intrattenere alla grande con i suoi nove pezzi.

Fortunatamente l’ispirazione dei primi dischi è tornata intatta e i contrasti tra Julian Casablancas e il tastierista Albert Hammond Jr, che li hanno portati a cercare successo con progetti paralleli non esattamente redditizi ed apprezzati, sono ormai alle spalle. Come novelli narratori newyorkesi, la band descrive musicalmente la decadenza della nostra società, la crisi del mondo americano dopo l’attentato alle Torri Gemelle e contemporaneamente ci infonde speranza con le sue note.

Forse il cd che suona più anni ’80 della loro produzione con evidenti riferimenti ad esempio ai Pet Shop Boys in “Brooklyn Bridge to Chorus” o ai The Cure che flirtano con gli Stereophonics del singolo “Bad decision” che cita anche l’immenso Billy Idol ad un certo punto (pure nei crediti).

Rock anni ’70 che si fonde alla perfezione con le sonorità new wave/synth degli anni ’80, sono il filo conduttore di questo lavoro che cancella totalmente la delusione di “Comedown machine“, uscito nel 2013 ed assai deludente.

C’è spazio anche per licks di chitarra stile Johnny Marr in “Why Sundays ‘s so depressing” con Nick Valensi ed Albert Hammond jr sugli scudi.

Con “Eternal summer” ,ti sembra di entrare al vecchio “Studio 54” e di ballare fino allo sfinimento sulle note dei Blondie, altra icona newyorkese e inoltre è evidente l’omaggio ai “The Psychedelic Furs”, altra band ritornata recentemente in attività dopo tantissimo tempo (anche loro campionati e citati nei crediti).

C’è spazio anche per la ballad “Not the same anymore“, unico episodio che non c’entra nulla col lavoro e che comunque nella sua decadenza ed oscurità ti scalda come il tuo maglione in pile preferito.

Ode to the mets” è puro pop anni 80 e decisamente molto vicino al progetto di Julian con i suoi “The Voidz“. Il pezzo inizia con un bel tappeto di tastiere e la voce cantilenante di Casablancas ti accompagna guidandoti per mano per tutta la durata di questo gioiellino.

C’è anche spazio per un trionfo danzereccio in “At the door“, figlio dichiarato della collaborazione passata di Julian con i Daft Punk.

Il disco è stato prodotto dal celebre Rick Rubin, che ha ormai ha collaborato con ogni tipo d’artista e pure Jovanotti un paio d’anni fa.

La copertina è tratta dall’opera di Jean-Michel Basquiat chiamata Bird on Money (1981) e dedicata al sassofonista jazz Charlie Parker.

La cosa curiosa è che anche questa volta sono apparsi in un periodo storico davvero terribile: la prima volta nel 2001 appena dopo l’attentato alle Torri Gemelle e nel 2020 sono ritornati in piena pandemia.
Bentornati “The Strokes”! Mi siete mancati.

Recensione: Mauro Brebbia

Line up
Julian Casablancas – voce
Albert Hammond Jr. – chitarra
Nick Valensi – chitarra
Nikolai Fraiture – basso
Fabrizio Moretti – batteria

Tracklist
1. The Adults Are Talking 
2. Selfless  
3. Brooklyn Bridge To Chorus 
4. Bad Decisions  (musica: The Strokes, Billy Idol, Tony James)
5. Eternal Summer  (musica: The Strokes, Richard Lofthouse Butler, Timothy Butler)
6. At The Door  (musica: The Strokes, Paul Vassallo)
7. Why Are Sunday’s So Depressing
8. Not The Same Anymore 
9. Ode To The Mets

Facebook: https://www.facebook.com/thestrokes/
Sito ufficiale: http://www.thestrokes.com

Mauro Brebbia
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