Milano, 3 dicembre 2025: sul palco dell’Alcatraz ci sono gli Zen Circus, per un ritorno full band molto atteso dopo i lavori che li hanno visti coinvolti singolarmente (i progetti solisti di Andrea Appino e Francesco Pellegrini, gli appuntamenti djset con Ufo e i suoi vinili, le sonorizzazioni dei film Häxan, Nosferatu e Metropolis di Karim Qqru al fianco di Xabier Iriondo, Corrado Nuccini e Roberta Sammarelli).

A due anni e mezzo di distanza dall’ultimo tour, il Circo Zen torna in scena per presentare dal vivo l’ultimo disco, Il Male, uscito lo scorso settembre per Carosello Records. Con loro in apertura il cantautore livornese Candra in un set voce e chitarra che ha inizio con Io No, ultima traccia del disco d’esordio Bonola Boy, uscito nel 2022. Tra le canzoni in scaletta anche i nuovi singoli Daniel Johnston e Claymore +15, perfetti per quel momento di malinconia che precede l’inizio della festa.

Il senso di nostalgia continua tra una canzone di Tom Waits e l’altra finché non si spengono tutte le luci: la marcia imperiale di Star Wars accompagna l’ingresso della band che inizia il live proprio con la title track del disco. A seguire La terza guerra mondiale, Catene e Non voglio ballare ma manca ancora qualcosa: chi è abitudinario ai concerti degli Zen sa che vige una sola regola sempre ben esplicitata, quella del più voi fate casino, più noi facciamo casino. Mi era mancata proprio tanto e non c’è età che tenga per non tener fede a questo unico credo: che tu abbia Vent’anni o il doppio, sei qui sottopalco e canti a pieni polmoni tutto questo malessere generazionale condiviso e trasformato in musica.

I gattari di tutto l’Alcatraz si uniscono per urlare MIAO, prima de Il fuoco in una stanza: li trovo in forma, con un disco tutto giusto che sembrava quasi essere proprio il pezzo mancante del puzzle che è la loro discografia. La setlist è studiata affinché ogni brano si colleghi all’altro dando l’idea non solo di uno show coerente e coeso ma anche prontamente studiato nei minimi dettagli, pur rimanendo la solita casa rock’n’roll frequentata per anni. Arriva il mio momento preferito, quello in cui ci mandiamo tutti affanculo a gran voce, certa che subito dopo l’outro sarebbe di nuovo partita una delle chitarre capaci di riuscire a leggerti dentro più di tanti altri, quella di Ilenia.

 

 

 

The Zen Circus live @ Vidia Club, Cesena – 6/09/2026, ph Linda Fenara

 

 

La musica non si ferma perché la batteria ci porta subito un nuovo intro, quello di Vecchie Troie, uno dei pezzi più cattivi e riusciti de Il Male che si sposa perfettamente con I Qualunquisti, la canzone a seguire.

Non abbiamo più il fiato, ci servirebbe un momento di pausa ma non ce ne frega niente: se gli Zen Circus ti suonano Novecento, Canta Che Ti Passa e Il mondo come lo vorrei tu continui a farti male ancora un po’ perché ti fa bene, almeno fino al momento più intimo e acustico come su Appesi Alla Luna, dall’outro strumentale rivisitato rispetto ai tour precedenti ma sempre catartico.

Non possiamo però rimanere per troppo tempo così seri e composti, del resto la natura Zen è pur sempre quella di Figli di puttana: non è la loro festa se non ci sono i canotti che li fanno surfare sul pubblico durante Ragazzo Eroe, sempre “come i Rammstein ma con meno budget” che comunque è Meglio di niente, come il titolo della canzone dopo. A seguire un altro momento catartico della serata formato dalla combo Non ed È solo un momento, che più che mai mi ricorda di quanto è bello essere vivi e presenti in questa dimensione qui, quella dei concerti dal vivo.

 

 

The Zen Circus live @ Vidia Club, Cesena – 6/09/2026, ph Linda Fenara

L’encore è affidato a L’anima non conta com’è giusto che sia e il gran finale rimane sempre una certezza: Viva ci fa saltare, pogare, urlare, amare e odiare, piangere e sorridere finché non ci fanno male le guance. La festa è finita ma solo nel tempo che ci separa dalla prossima data: qui non si tratta solo del ritorno degli Zen Circus in full band sui palchi di tutta Italia ma del ritorno a una casa accogliente per tutti noi che ci siamo ad ogni club, in qualsiasi festival, persino alle feste di natale – ovviamente sempre con quel paio di guanti di cui non riusciamo mai a liberarci.

 

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