2025 – Carosello Records
A distanza di tre anni dal precedente “Cari fottutissimi amici”, tornano sul mercato discografico i The Zen Circus. Il nuovo album si intitola “Il Male” ed è uscito il 26 settembre tramite Carosello Records. L’album è il numero 13 della band guidata dal carismatico cantante e chitarrista Andrea Appino, membro fondatore di questa band pisana e unico superstite della formazione originale. I The Zen Circus sono un’autentica istituzione del rock italiano e sono riusciti a conquistarsi un pubblico che abbraccia ogni genere di ascoltatore, mantenendo la propria proposta musicale sempre all’altezza delle aspettative.

“Il Male” è un disco che conquista subito e segna un evidente ritorno alle sonorità iniziali. Le stesse sonorità che nel corso della loro onorata carriera – che li ha visti anche nel 2019 sul palco del Festival di Sanremo – hanno conquistato anche membri di Pixies, Violent Femmes e Talking Heads, presenti come ospiti in album del passato. Una band che è sempre stata impegnata e mai banale, assolutamente ribelle e contro il sistema, come si può evincere ad esempio dal loro fortunato album “Andate tutti affanculo” del 2009, disco che viene catalogato da Rolling Stone Italia tra i 100 dischi più importanti di sempre.
Tornando a parlare di “Il Male”, dopo i duetti di “Cari fottutissimi amici” e la pausa per i vari progetti dei componenti della band, non si tratta di una celebrazione del male, ma della sua contrapposizione al bene. Le canzoni riescono a coinvolgere pienamente l’ascoltatore. Appino ha una voce davvero bella e sa come narrare adeguatamente i temi che vengono via via proposti nel disco. Il suo stile compositivo regala storie personali e piccole gemme, come ad esempio nella splendida e lenta “Meglio di niente”, che vede il trio pisano tutto infreddolito e con berretti camminare su spiagge assolate.
“Novecento” è stata costruita attorno a un riff di chitarra davvero coinvolgente e descrive perfettamente tutto quello che è successo in questo secolo, con citazioni bizzarre ma mai riferite a personaggi e situazioni reali: “Novecento / come i campi di concentramento / Il muro, il buco nell’ozono / Jovanotti, Putin, Gerry Scotti”.
“Caronte” è invece la celebrazione del male presente in vari vizi che fanno rilassare come fumare, bere e pensare. Una canzone che fa riflettere e pronta a essere cantata a squarciagola ai loro concerti. “Vecchie troie” non è un pezzo riferito a escort attempate, ma è un brano autocritico sulla stessa band e sul loro non sopportare tante situazioni, come quando qualche ragazzino si scusa per averli urtati mentre camminavano, con la frase “Scusi, signore”. Un pezzo dominato dalla perfetta simbiosi del basso di Massimiliano “Ufo” Schiavelli e della batteria di Karim Qqru.
Varie foto d’epoca e attuali accompagnano il video di “Un milione di anni”, splendida ballad che vede accostati albe e tramonti, torti e ragioni, e un invito a non dimenticarsi delle persone. Il lavoro procede sempre con un piglio deciso e vincente, fino alla conclusiva “La fine”, pezzo molto pieno di pathos e nostalgia. In questo caso, il male è celebrato in tutte le sue forme.
In conclusione, i The Zen Circus regalano un album davvero molto bello, che si candida certamente a essere il disco italiano più bello del 2025. Nessun compromesso, nessun smaccato occhiolino al mainstream dell’industria discografica italiana e delle radio commerciali per vendere più copie. Una band davvero coerente, che non fa compromessi e continua a regalare splendide emozioni, spesso crude e dirette.
Mauro Brebbia
Tracklist:
- Il male
- Miao
- E’ solo un momento
- Meglio di niente
- Novecento
- Caronte
- Vecchie troie
- Un milione di anni
- Virale
- Adesso è qui
- La fine
Formazione:
- Andrea Appino (voce, chitarra, armonica)
- Massimiliano “Ufo” Schiavelli (basso, cori)
- Karim Qqru (batteria, cori)
Sito ufficiale:
www.zencircus.it

Comments are closed.