Tobias Sammet’s AVANTASIA – Ghostlights

 

Nuclear Blast/Warner – Gennaio 2016

La favola degli Avantasia sembra non conoscere mai fine (per fortuna !!!). Ogni disco sembra dover essere l’ultimo e poi fortunatamente ne arriva uno nuovo. “Ghostlights” è finalmente arrivato sul mercato, sicuramente una delle uscite metal più attese dell’anno (e questo 2016 è pieno di grandi nomi). Il precedente disco “The Mystery Of Time” del 2013 aveva riportato il nome Avantasia agli antichi splendori dei primi due lavori.

Questa volta le new entry alla voce sono, tenetevi forte, Dee Snider, Geoff Tate e Robert Mason (Lynch Mob, Warrant).
Rimane praticamente inalterato il team che in questi anni ha dato vita alla saga Avantasia.
Ritroviamo dunque Michael Kiske, Jorn Lande, Bob Catley, Sascha Paeth e Oliver Hartmann, fedeli compagni di Tobias Sammet nel corso degli ultimi quindici anni.

Metto il cd nel lettore inizia la musica.“Mystery Of A Blood Red Rose” apre il disco in modo teatrale, un brano corale e di ampio respiro, alla Meat Loaf di “Bat Out Of Hell”. Molta enfasi nell’interpretazione, grandi cori e numerosi cambi di tempo, come inizio non c’e’ male.
La successiva “Let The Storm Descend Upon You” è più cupa pur mantenendo un’impronta teatrale. Un mid tempo molto piacevole che vede alternarsi alla voce oltre a Tobias, Jorn Lande, Ronnie Atkins e Robert Mason in un susseguirsi di emozioni.

Arriviamo alla traccia numero tre “The Haunting” introdotta da un pianoforte sinistro e la voce inimitabile di Dee Snider, espressivo come sempre.
Una nenia inquietante che si inserisce alla perfezione nel meccanismo sonoro di “Ghostlights”.

Seduction Of Decay” colpisce col suo muro sonoro e l’interpretazione davvero convincente di Geoff Tate (quando canta brani di un certo spessore si che è ancora grandissimo in quanto a interpretazione e estensione). Un brano granitico e a tratti oscuro che conferma lo stato di grazia di Tobias Sammet come compositore.

La title track è un piccolo grande ritorno alle origini del power fantasy, una cavalcata in doppia cassa fatta di melodie chitarristiche di Helloweeniana memoria.
E chi poteva interpretare questo brano se non sua maestà Michael Kiske? Passano gli anni ma il grande Michael raggiunge con la sua voce vette inarrivabili per chiunque. Sarò un inguaribile nostalgico ma quando ascolto Kiske alle prese con questo tipo di canzoni, la mente ritorna inevitabilmente alla fine degli anni ottanta e a due capolavori che hanno scritto le regole del power metal (“Keeper On The Sevent Keys I & II”).

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Draconian Love” è un interessante mix di gothic rock (Him e Paradise Lost fase elettronica) e metal Avantasia style. In alcuni punti mi ha ricordato la cover di “Wicked Game” (Chris Isaak) che fecero gli Him alcuni anni fa.

Master Of The Pendulum” è un altro brano dalla struttura varia e complessa, un susseguirsi di emozioni e atmosfere differenti tra loro, una versione dei Nightwish meno pomposa e onirica.

Isle Of Evermore” ha quell’atmosfera irlandese che ti conquista al primo ascolto con le voci di Tobias e Sharon Den Hadel che si rincorrono e si incrociano fondendosi alla perfezione. Un brano dove le chitarre rimangono in disparte sopraffatte dalle tastiere.

Dopo questa pausa di riflessione si ritorna al rock più classico e d’impatto con “Babylon Vampyres” dove troviamo Robert Mason a suo agio anche con sonorità un po’ diverse da quelle dei Lynch Mob. Una buona song con pregevoli duelli chitarristici ad opera di Bruce Kulick, Oliver Hartmann e Sascha Paeth.

Lucifer” è ancora una volta un brano dove la musica fa da contorno alle emozioni. Una prima parte solo per piano e voce (Tobias e Jorn Lande) e poi l’esplosione del metal che in pochi istanti ci fa dimenticare i dolci momenti iniziali.

Unchain The Light” vede l’incontro tra due voci molto diverse tra di loro ma altrettanto belle e particolari, quelle di Ronnie Atkins (Pretty Maids, Nordic Union) e Michael Kiske. Un brano orientato verso il metal melodico che può essere accostabile al progetto Kiske – Somerville. Uno degli episodi migliori di questo disco.

Non poteva mancare una song cantata dal grande e insuperabile Bob Catley che dal primo capitolo della saga Avantasia a oggi è stato sempre presente.
A Restless Heart And Obsidian Sky” è molto Magnum-oriented, piena di cori e dall’atmosfera da musical. Bob è molto misurato nell’interpretazione ma il suo timbro caldo e inconfondibile emozionano come sempre.

Siamo arrivati alla fine di questo entusiasmante viaggio nel mondo degli Avantasia ma rimane ancora un brano da ascoltare, la bonus track “Wake Up To The Moon” ennesimo esempio di musical metal (mi piace definirlo così) a tratti spensierato dove le superbe voci di Kiske, Atkins e Lande sono le assolute protagoniste.

Ghostlights” è a mio avviso il capitolo più maturo e completo di questo progetto musicale creato da Tobias Sammet. Un disco che definire solo metal sarebbe riduttivo, qui la creatività è messa a servizio della musica e di grandi artisti tutti uniti come una squadra. Il 2016 è appena iniziato ma “Ghostlights” è già nella mia classifica delle migliori uscite.

www.tobiassammet.com

Tracklist:

1.Mystery Of A Blood Red Rose
2.Let The Storm Descend Upon You
3.The Haunting
4.Seduction Of Decay
5.Ghostlights
6.Draconian Love
7.Master Of The Pendulum
8.Isle Of Evermore
9.Babylon Vampyres
10.Lucifer
11.Unchain The Light
12.A Restless Heart And Obsidian Skies
13.Wake Up To The Moon (Bonus Track)

Band:

Tobias Sammet – voce, basso, tastiere
Sascha Paeth – chitarra, basso, tastiere
Michael Ridemberg – tastiere
Bruce Kulick – chitarra
Oliver Hartmann – chitarra
Felix Bohnke – batteria
Jorn Lande – voce (1,5,10,13)
Ronnie Atkins – voce (2,11,13)
Robert Mason – voce (2,9)
Dee Snider – voce (3)
Geoff Tate – voce (4)
Michael Kiske – voce (5,11,13)
Herbie Langhans – voce (6)
Marco Hietala – voce (7)
Sharon Den Adel – voce (8)
Bob Catley – voce (12)

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