In una recente intervista al The Garza Podcast, condotto dal chitarrista dei Suicide Silence, Chris Garza, il leader dei Prong, Tommy Victor, ha parlato del suo lungo rapporto di collaborazione con Glenn Danzig e della sua esperienza all’interno della storica band Danzig.
Victor, che ha suonato con Danzig per quasi trent’anni (non consecutivi), ha raccontato alcuni retroscena del loro legame artistico e personale.
“Ho suonato per tre periodi con i Danzig. In questo momento sono ancora con loro. E questa volta non finirà mai. Suono con loro regolarmente dal 2011 o giù di lì. A volte Glenn si arrabbia con me e mi caccia. I Prong hanno suonato al Whisky A Go Go l’altro giorno, lui è venuto e siamo stati parecchio insieme. E’ un tipo a posto e andiamo molto d’accordo ormai, con l’andare avanti dell’età.”
Parlando di come sia lavorare accanto a Glenn Danzig, Victor ha voluto chiarire che il cantante è spesso frainteso nel suo modo di essere.
“È molto frainteso, perché è all’antica, tutta la sua mentalità lo è. Ho un fratello più grande e sono molto simili come modo di pensare. È molto severo, tipo: ‘fatti gli affari tuoi, chiudi la bocca. non ne voglio sapere.’ E lo capisco… Gli piace quando le persone sanno stare al loro posto. Suona terribile, ma è così, amico.”
Victor ha poi aggiunto un’osservazione sul modo in cui Danzig gestisce il proprio entourage:
“Molti della crew, che siano i tecnici o chiunque lavori per la band, pensano di essere parte del gruppo. All’improvviso li vedi dietro le quinte, come se fossero membri ufficiali. È tipo: ‘Che ci fai qui? Vai a controllare le chitarre o resta vicino al rig.’ Poi vogliono uscire, rimorchiare ragazze e sballarsi. A lui questa cosa non piace per niente.”
Il chitarrista ha ricordato anche l’importanza storica del primo album dei Danzig, pubblicato nel 1988 su Def American, l’etichetta di Rick Rubin. Glenn Danzig è oggi l’unico membro rimasto della formazione originale che registrò quel disco, reso celebre dal brano “Mother”, ancora oggi un classico assoluto dell’heavy rock americano.

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