Candlelight Rec. – Aprile 2015

Ritornano sulla scena quelli che vennero definiti come “bambini prodigio” del thrash metal piemontese, gli Ultra-Violence! E questa volta lo fanno accompagnati dal colosso Candlelight Records!

Non sono mai stato un grande fan di questo particolare genere musicale, però ammetto che quando una band ha tutte le carte in regola per far parlare di sé e propone musica di alto livello so riconoscerla e ho piacere di parlarne. Questi quattro ragazzi hanno energia e voglia di fare da vendere, e si sente! La passione e  l’entusiasmo che mettono nel comporre musica e suonarla, esce fuori da ogni singola nota di questo disco. Il precedente Privilge to Overcome, era stato il loro manifesto di intenti e con questa nuova uscita hanno ribadito il concetto. Ci troviamo di fronte a dieci pezzi di puro thrash metal sparato in faccia alla velocità della luce, con un “tiro” micidiale che in molte occasioni toglie il fiato.

A differenza del suo predecessore, trovo che siano stati inseriti alcuni elementi moderni all’interno dei brani, come alcuni passaggi di batteria in blast beat che tanto vanno di moda adesso, e parti con un groove in stile Machine Head epoca recente, o comunque riconducibili alle moderne evoluzioni del metal e della musica diciamo “estrema”…

Scelta voluta? Evoluzione naturale? Credo di si, anche se il pensiero che la Candlelight abbia messo lo zampino rimane…

Parlando nello specifico dei musicisti coinvolti, non si può fare altro che lodarne le capacità tecniche e compositive. La sezione ritmica è di una precisione pazzesca e spinge i riff in maniera impeccabile. Molto più veloce e quasi death metal in molti frangenti se paragonata al recente passato. Le chitarre, sempre taglienti e tese, creano riff che invocano l’headbanging più sfrenato. Infine, la voce di Loris si è fatta col tempo un po’ più rauca e cavernosa rispetto al passato e dona alle composizioni un tocco abrasivo e aggressivo in più che le completa alla perfezione l’opera. La sensazione che mi accompagna durante l’ascolto di “Deflect the Flow”, è che questo disco sia un po’ come “And Justice for All…” (con le dovute proporzioni sempre) fu per i Metallica…

Ovvero bello compatto, trita ossa ma?!? Troppo lungo…

Per me canzoni così devono durare la metà! Strofa, ritornello, assolo e stop, per evitare di perdere la furia e l’energia sprigionata! Tuttavia non un difetto che compromette l’esito l’album, però il rischio di annoiare l’ascoltatore in alcuni momenti c’è… Il revival del thrash metal è sotto gli occhi di tutti anche se capita raramente che nuovi gruppi siano all’altezza di ridare vigore e linfa vitale a questo genere che ha segnato indelebilmente la musica metal molti anni fa. Molto probabilmente gli Ultra Violence sono tra quelli, se sapranno inoltre destreggiarsi a dovere (data la giovane età) nel music business più feroce, fatto di label che ti spremono fino al midollo!

Promossi a pieni voti, aspetto di vedere come sapranno muoversi live in giro per l’Europa sfidando i colossi che non muoiono mai…

www.facebook.com/ultraviolencemetal

Tracklist:
1. Burning Through the Scars
2. Why so Serious
3. Gavel’s Bang
4. Lost in Decay
5. In the Name of Your God
6. A Second Birth
7. The Checkered Sun
8. Don’t Burn the Witch (Venom cover)
9. The Way I’ll Stay
10. Fractal Dimension

Band:
Loris Castiglia – voce, chitarra
Andrea Vacchiotti – chitarra
Roberto ‘Robba’ Dimasi – basso
Simone Verre – batteria

Ultra Violence

 

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