Napalm Records – 2020

Gli Unleash the Archers pubblicano il loro quinto album dal titolo “Abyss” a tre anni di distanza dal loro ultimo disco “Apex”. Questi due concept album sono strettamente legati da testi che raccontano una storia di fantascienza molto avvincente che sarà anche prossimamente raffigurata in un romanzo grafico che ripercorrerà l’intera storia che ha ispirato questi due album. “Abyss” si presenta quindi come il sequel di “Apex”, che rappresentava inoltre, fino a quest’ultimo album, la punta di diamante della carriera della band canadese.

Mi piacerebbe iniziare questa recensione sottolineando quanto gli Unleash The Archers siano una delle band più sottovalutate dell’intero panorama metal. È una band di cui non si parla tanto, ma a livello tecnico rappresenta senza dubbio uno dei migliori interpreti della scena power metal. La cantante della band, Brittney Slayes, possiede una voce che per potenza e tenuta di note alte ha veramente pochi artisti al suo livello. Allo stesso modo, la tecnica sopraffina del duo di chitarristi Grant Truesdell e Andrew Kinglsey raggiunge davvero livelli di tecnica e di velocità di esecuzione paragonabili al rinomato duo dei Dragonforce composto da Herman Li e Sam Totman. Non a caso, infatti, gli Unleash The Archers (iniseme ai Visions of Atlantis) erano proprio in tour negli Stati Uniti come supporting bands dei Dragonforce nel recente marzo 2020, prima che purtroppo il tour venisse cancellato in corso d’opera a causa della pandemia. Un tour che speriamo quindi possa riprendere da dove si era fermato appena sarà possibile proseguire in sicurezza, così come tutti gli altri tour che hanno dovuto subire la stessa sorte.

Immergendoci in “Abyss” troviamo un album di una bellezza davvero singolare. Gli Unleash The Archers sono riusciti in questo disco ad incanalare quelle che sono le principali caratteristiche del power metal, ovvero la tecnica e la velocità di esecuzione, in una melodia che per certi versi ricorda addirittura il metal sinfonico. Ci sono quindi sempre e comunque gli inconfondibili virtuosismi degli assoli di chitarra che si alternano e che esaltano al meglio questo genere, ma che vengono combinati a delle linee melodiche che danno una sensazione molto epica. Se “Apex” aveva già toccato quest’aspetto con un paio di brani, in “Abyss” troviamo veramente un filo conduttore in questa caratteristica attraverso quasi tutti i brani, il che è davvero sensazionale! “Apex” presentava dei pezzi che trasmettevano un’energia ed un’esplosività davvero entusiasmante mentre “Abyss” riesce a reggere il confronto puntando su dei pezzi meno esplosivi ma melodicamente davvero ricercati ed accattivanti. Si ha proprio la sensazione che questi due album si completino a meraviglia, non solo quindi a livello della storia dei testi che li lega, ma anche da uno punto di vista strumentale. Siamo di fronte ad un album che conferma ed eguaglia la bellezza del disco che lo precede, distinguendosi con qualità diverse che fanno davvero capire quanto la band di Vancouver abbia raggiunto un livello di maturità impressionante.

Dopo la traccia d’apertura “Waking Dreams”, dove un lungo intro di chitarra molto dolce in clean sound spiana la strada per alcune strofe cantate con un crescendo d’intensità e di suspense davvero accattivante da parte di Brittney, si inizia con il brano titletrack dell’album, ovvero “Abyss”. Una traccia dal carattere davvero epico dove Brittney sprigiona una voce che ha davvero dell’incredibile! Non solo per l’intensità e per le note vertiginose che riesce a raggiungere, ma proprio per le armonie che riesce ad associare a queste caratteristiche, mostrando quindi un potenziale davvero impressionante. C’è proprio questa sensazione di essere catapultati in un’odissea, grazie ad una linea melodica davvero trascinante e a un video altrettanto geniale. Inutile specificare che possiamo inoltre già gustarci in questa traccia un duo di assoli di chitarra sensazionale, ed è solo il primo di una lunga serie.

Con “Through The Stars” il ritmo rallenta leggermente, ma per dar spazio ad una delle più belle melodie dell’intero album. Questo brano è davvero uno dei miei preferiti per la capacità di essere una power ballad arricchita da un suono più intenso di quello che troviamo nelle ballad più tradizionali. C’è un suono ed una melodia davvero avvolgente che rende questo pezzo davvero unico. È infatti quasi difficile definirla come una power ballad talmente l’intensità musicale di questa traccia è imponente. Un ritornello bellissimo ed un outro strumentale in fade-out rendono questo pezzo davvero emozionante.

“Legacy” possiede una prima parte di intro molto dolce per poi proseguire dopo pochi secondi su una seconda parte strumentale caratterizzata da un virtuosismo di chitarra davvero impressionante per velocità di esecuzione e tecnica. Le strofe sono costruite su dei cori che creano un effetto d’echo alle parti cantante da Brittney, dando un tocco davvero curioso e ben riuscito. Una traccia originale ed estremamente piacevole perché fuori dal comune per cadenza di ritmo e composizione generale, con la caratteristica di avere uno dei duo di assoli di chitarra con l’esecuzione più veloce dell’intero album, a creare quindi un contrasto molto ben riuscito con la melodia generale del pezzo che è tendenzialmente dolce.

“Return to Me” si distingue da una marcia superiore dal punto di vista ritmo globale del pezzo. Possiamo inoltre gustarci l’inserimento di efficaci harsh vocals piazzati in punti davvero azzeccati e che rendono questo pezzo una traccia caratterizzata da grande esplosività in perfetto stile power metal. Il riff di base su note molto acute è davvero ben riuscito e Brittney sprigiona ancora una volta una performance vocale davvero stellare.

Arriviamo a quello che a mio avviso è uno dei pezzi metal più belli di tutto il 2020, tutti generi compresi! “Soulbound” è uno di quei pezzi che ascolterei ripetutamente senza mai averne abbastanza, uno di quei pezzi che crea una vera e propria dipendenza perché ha davvero ogni singola componente che è stupefacente. Fin dalla prima strofa ci si fa prendere da un crescendo di intensità che crea davvero grande entusiasmo e porta ad un ritornello altrettanto stupefacente, introdotto da un pre-chorus in clean & harsh vocals alternato che funziona splendidamente. La genialità di questo pezzo è anche costruita su una composizione atipica, dove dopo una prima strofa ed il primo ritornello, si prosegue su una seconda strofa che inizia su una costruzione analoga alla prima ma che progressivamente si trasforma in una parte più lunga ad introdurre (manco a dirlo) il duo di chitarre dalla melodia più bella dell’intero disco. Si viene quindi sorpresi dall’assenza di un secondo ritornello dove ce lo saremmo aspettati per rimanere altrettanto sorpresi dell’inserimento di una seconda strofa sensazionale associata ad una seguente parte strumentale fenomenale. Un altrettanto efficacissimo bridge permette di creare un effetto di suspense estremamente ben riuscito che ci permette quindi una transizione su un secondo ritornello piazzato atipicamente alla fine del pezzo e quindi ancora più apprezzato. A mio avviso, una scelta geniale! L’intera composizione del pezzo è stata costruita nel creare un effetto di suspense per la sezione che segue la precedente. Un pezzo a dir poco meraviglioso, senza esagerare con i termini.

“Faster Than Light” è un pezzo di una difficoltà impressionante che gli Unleash The Archers fanno sembrare la cosa più semplice di questa terra. Sia dal punto di vista strumentale che del canto. Oltre al fatto che Grant e Andrew raggiungo delle velocità di esecuzione di assoli di chitarra davvero stupefacenti e che la batteria di Scott Buchanan raggiunge bpm altissimi, Brittney sprigiona una performance vocale che ha davvero dell’incredibile! Raggiunge note di una difficoltà singolare oltre che a mantenerle per lunghissimi secondi con una maestria davvero esemplare. C’è veramente da sottolineare che la sua potenza vocale è davvero stupefacente e si può decisamente affermare che ci sono pochissimi cantanti capaci di arrivare a quei livelli. Il pezzo è quindi una cavalcata “alla velocità della luce” che entusiasma moltissimo con un ritornello condito ancora una volta da una melodia molto accattivante.

Con “The Wind That Shapes The Land” sembra inizialmente che ci si soffermi su una ballad malinconica dal carattere molto intenso senza particolari elementi di power metal prima di venire prontamente smentiti con una grande accelerata del ritmo che trasforma il pezzo in un continuo evolversi di melodie e cambi di ritmo. Un pezzo camaleontico che mette ancora una volta in rilievo la capacità di composizione di una band che ha sicuramente tanto talento da vendere.

“Carry The Flame” è una power ballad che presenta un bellissimo duetto vocale di Brittney con Andrew, che dimostra quindi che oltre ad essere un chitarrista fenomenale è anche un cantante di tutto rispetto. Anche questa ballad dispone di un suono estremamente avvolgente che trasmette intensità ed ampiezza a delle linee melodiche davvero seducenti. È un pezzo che trasmette molta energia positiva e senza dubbio un altro dei cavalli di battaglia di questo album.

L’album si conclude con una traccia dal carattere molto epico che ha la particolarità di avere come ospite il nostro Francesco Ferrini dei Fleshgod Apopcalypse alle orchestrazioni. “Afterlife” è quindi arricchito da strumenti musicali e melodie tipiche da orchestra, dando un tocco teatrale davvero singolare. Ci troviamo quindi di fronte ad un brano ibrido che combina elementi d’opera al power metal per creare una metamorfosi davvero intrigante e ben riuscita. Ne esce fuori quindi un pezzo che per lunghi tratti potrebbe anche essere la colonna sonora di un film ambientato nelle battaglie della tragedia greca. Una combinazione sorprendente e davvero geniale che chiude l’album in grande stile, come se fosse la fine trionfale di un viaggio ricco di emozioni e avventure esaltanti.

“Abyss” completa e perfeziona quanto di eccellente già fatto con “Apex”, accentuando su delle linee melodiche estremamente incisive che combinate all’energia del power metal creano dei pezzi davvero fantastici! I due album vanno veramente ascoltati insieme perché se già ci si entusiasma nell’ascoltarli individualmente, quando li si mette insieme ci si fa prendere ancor di più da un filo conduttore che lega tutti i pezzi in un’unica grandissima opera. E se questa connessione si percepisce già dal punto di vista musicale, non abbiamo neanche parlato del fatto che tutti questi pezzi sono legati da un’unica avvincente storia di fantascienza, di cui vi invito vivamente a guardare il “track-by-track” di Brittney (che potete trovare su questo link) dove spiega tutta la trama del romanzo che si cela dietro questi fantastici brani.

Gli Unleash The Archers sono una band che merita davvero una maggiore visibilità e di poter farsi spazio nella scena metal mondiale perché con questi ultimi due album hanno raggiunto una qualità eccezionale che va più che sottolineata.

Tracklist

Waking Dream
Abyss
Through Stars
Legacy
Return to Me
Soulbound
Faster Than Light
The Wind That Shapes the Land
Carry the Flame
Afterlife

Band

Brittney Slayes – Vocals
Scott Buchanan – Drums
Grant Truesdell – Guitar / Vocals
Andrew Kingsley – Guitar / Vocals

Sito Ufficiale: https://unleashthearchers.com/

Metal Dan
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