Unredeemed – Intervista 2015

E’ da pochissimo uscito il debut album degli Unredeemed dal titolo ‘Amygdala‘. Un lavoro potente e davvero granitico. Approfitto delle disponibilità della Bill2Kill e consegno una serie di domande per la band… Mi rispondono Emilio Cornaglia, Giovanni Matteo Gliozzo e Roberto Giuliano (quest’ultimo di stringate parole…) ed ecco il risultato della nostra chiacchierata…

Long Live Rock’n’Roll.it:
Come è ovvio che sia, vi ringrazio e davvero vi faccio i complimenti per il vostro ‘Amygdala’. Come dicevo nella recensione, sono rimasto spiazzato dalle prime note di ‘Drinking with the Devil’. Ho dovuto togliere le cuffie, prender fiato e ricominciare… Quindi, che mi dite di questo album? come lo vivete dopo poco più di un mese dall’uscita? che ne pensate e quali sensazioni avete quando lo riascoltate?

Emilio Cornaglia:
Intanto ti ringraziamo sia per i complimenti sia per lo spazio concessoci! Quest’album è stato un “parto difficile”, nel senso che era già pronto da tempo ma a causa di alcuni problemi legati alla produzione dello stesso abbiamo dovuto ad un certo punto guardarci di nuovo intorno per trovare una label con la quale collaborare. A dicembre 2014 abbiamo trovato nella “Buil2Kill” il partner giusto a cui affidare il nostro lavoro che in tempi brevissimi ha visto la luce!

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Ciao Francesco! Innanzi tutto, mi unisco al mio collega Emilio nel ringraziare te e LLRNR per le fantastiche parole spese su di noi ed il nostro lavoro! Bellissimo vedere come anche ‘addetti ai lavori’ apprezzino il nostro disco! Le vicissitudini di questo lavoro sono già state illustrate dal mio chitarrista, quindi io parlerò a livello strettamente personale. Che ti dico di questo album… Ti dico che è la realizzazione di un sogno. E’ la materializzazione di ciò che sono ed ecco perché io lo vivo davvero in modo particolare. Poche volte in vita mia mi sono sentito davvero orgoglioso di qualcosa… e ‘Amygdala’ è una di queste occasioni. Quando lo ascolto penso a tutta la ‘sostanza fecale’ (parlo forbito, altrimenti mi accusano di esser volgare, auahauh!) abbia dovuto mangiare in tutti questi anni e quanto fossero fastidiose tutte quelle voci che ai tempi ridevano ed invitavano a smettere. ‘Amygdala’ è la personalissima rivincita di un semplice innamorato della musica heavy nei confronti del suo mondo. Gli apprezzamenti ricevuti ripagano ogni singolo cent speso in strumentazione, viaggi, sale prova, alcol e reintegrano ogni singola goccia di sudore spese per la causa.

Long Live Rock’n’Roll.it:
‘Amygdala’, ottimo titolo. La parte del cervello che gestisce le emozioni e in particolare la paura… (mi sono documentato, che secchione)… concept o elementi separati che si uniscono?

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Fondamentalmente…Tutto e niente. Ho pensato che ‘Amygdala’ sintetizzasse perfettamente le tracce presenti nell’album a livello lirico e musicale, poiché reputo la nostra musica pura violenza sonora ed i nostri testi semplicemente sentimenti molto terreni… Trattano di morte, violenza, esperienze negative e non, voglia di riscatto, guerre, massoneria, follia, spiritualità, dubbi… Tutti argomenti molto umani che suscitano in ognuno di noi semplicemente PAURA… Dell’oggi, del domani… Di ciò che è stato… Dove anche un ricordo bello porta non dico tristezza, ma inquietudine, magari perché lo si guarda con semplice nostalgia che diventa malinconia. L’amigdala gestisce in generale le emozioni ed i sistemi mnemonici, ecco perché ho scelto questo nome: era il terminale perfetto di tutte le emozioni e le paure mi portassi dentro, sfociate poi nei testi del nostro album. In sintesi… Un’unica parola che racchiude centinaia, migliaia di significati, azioni, stati d’animo di ognuno di noi. Mi viene anche da sorridere, perché chi mi conosce sa che sono una persona fondamentalmente solare e guascona, con sempre la voglia di ridere e scherzare…Probabilmente la musica mi aiuta a tirar fuori il mio ‘lato oscuro’…e ciò mi consente di vivere bene il resto della vita. Di giorno fancazzista burlone, di notte musicista introspettivo. 🙂

Long Live Rock’n’Roll.it:
Ovviamente… da dove parte l’idea e chi è il colpevole? e di conseguenza potreste ‘svelarci’ le fasi dell’album?

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Come detto nella domanda precedente, io sono il colpevole. Voglio il mio legale! 🙂

E’ tutto spiegato nella prossima risposta…

Long Live Rock’n’Roll.it:
Paura? ne avevate durante la realizzazione, composizione, strutturazione dell’album?

Emilio Cornaglia:
Direi di no!! L’album si è sviluppato molto spontaneamente, quando abbiamo deciso di dare vita agli Unredeemed la maggior parte dei pezzi era già pronta, era solo questione di adattarli alla nuova formazione e di arricchirli ognuno col proprio apporto.

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Parafrasando uno dei miei film preferiti, Rocky, posso dirti che la paura è come il fuoco: se non la controlli ti brucia, se la controlli… ti scalda. Non credo si possa parlare di paura vera e propria, però siamo stati molto attenti all’amalgama e abbiamo fatto in modo che ci scaldasse. Come diceva Emilio molte idee erano già sul tavolo, ma eravamo tutti chiamati ad unire vecchie idee, partorite da vecchi cervelli ( in senso buono, perché purtroppo nella musica come nell’arte un minuto hai una hit, il minuto dopo hai niente…e perché i loro padri, Emilio, Roberto e Federico nel frattempo erano cresciuti, artisticamente e non) con idee nuove e soprattutto cervelli nuovi, i loro ed i nostri. Io e Glenn ci siamo uniti in corsa, unire il tutto poteva portare a disagi e quindi alla paura di fallire. Invece abbiamo legato subito a livello umano instaurando un clima davvero armonioso e piacevole, facendo quindi evolvere la situazione musicale in modo molto naturale e produttivo.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Quali sono i punti di forza di questo lavoro e quali che vi hanno lasciato meno contenti rispetto alle vostre aspettative?

Emilio Cornaglia:
I punti di forza di Amygdala, almeno secondo la mia opinione, sono l’immediatezza e la “semplicità” delle tracce. Sin dai tempi della nostra precedente esperienza coi Deformachine abbiamo improntato i nostri pezzi sull’impatto e sulla facilità di ascolto. Sono dell’idea che le cose semplici, soprattutto dal vivo, abbiano più influenza sul nuovo ascoltatore e che risultino più facili da ricordare. Proporre brani con 4000 riff e 20 cambi di tempo, pur essendo tecnicamente apprezzabili, non è mai stato il mio/nostro stile. La realizzazione di questo disco è stata affrontata con calma e attenzione (e probabilmente anche con più esperienza), quindi direi che non c’è nulla che non mi soddisfi, adesso ci auguriamo che i nostri sforzi siano apprezzati!

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Mi associo alla risposta di Emilio ed aggiungo che secondo me il punto di forza è il non dare tregua all’ascoltatore. Un disco ‘sintetico’, della durata perfetta per un massacro. Dieci tracce, semplici, serrate, che ti lasciano senza fiato. Inizia pesante e finisce pesante. Personalmente credo che la musica estrema oggi abbia troppi compromessi, perdendo essenzialmente ciò per cui e’ nata. Per il ‘meno contenti’… Beh, credo niente, altrimenti il disco non sarebbe uscito. Abbiamo curato ogni minimo dettaglio e solo al momento in cui eravamo tutti soddisfatti al 100% abbiamo dato l’ok affinché il mondo ci conoscesse.

Long Live Rock’n’Roll.it:
C’è un brano che rappresenta meglio l’album?

Emilio Cornaglia:
Il brano che secondo me rappresenta meglio l’album è “Unredeemed I am”, che è anche uno dei brani che abbiamo scritto tutti insieme e che mescola le influenze musicali di ognuno di noi.

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Concordo in parte. Credo che ‘Unredeemed I Am’ rappresenti perfettamente la band e la sua filosofia, quindi l’album. Però se dovessi scegliere una traccia per far capire all’ascoltatore piu’ o meno la linea del disco a livello audio, sceglierei una tra ‘Drinking with the Devil’ e ‘The Stone’. Questi due pezzi a mio avviso uniscono l’artiglieria pesante della vecchia guardia con l’innovazione della nuova guardia. La classica formula di distruzione canalizzata nel giusto modo grazie ad un nuovo ‘know how’. Ecco perché ho sempre sostenuto che fossimo complementari. Il materiale esistente rivisto e corretto… mille volte più distruttivo di ciò che andava a sostituire.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Intensità, potenza, assoluta professionalità. che cosa si potrebbe aggiungere a questo tris d’assi… come si potrebbe completarlo per arrivare al poker? Oppure…

Roberto Giuliano:
La carta “vincente” è sicuramente la voglia di continuare facendo esperienza live soprattutto!!!

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Vedo che ti hanno informato male… ‘assoluta professionalità ‘?!?! NOI??? auhahhauha!! Scherzi a parte… Credo che DETERMINAZIONE sia il termine corretto per servire il poker. Disposti a tutto pur di realizzare il nostro sogno.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Debut album… ma voi siete tutti abbastanza navigati come musicisti. Esperienza ne avete già sul groppone grazie alla militanza in altre band, differenti in stile musicale e poi le vostre differenti personalità… Come nasce l’idea Unredeemed? e perchè… hahhaha…

Emilio Cornaglia:
Gli Unredeemed sono stati un’evoluzione naturale. Col progetto Deformachine eravamo arrivati ad un punto di stallo, un album autoprodotto nel 2006 che, anche per “errori di gioventù”, è rimasto un po’ in sordina, e i continui cambi di line-up hanno fatto sì che l’interesse per la band piano piano si spegnesse. A quel punto io (Emilio), Roberto e Federico abbiamo pensato di avere del buon materiale nuovo, ma avevamo bisogno di nuova linfa vitale per ritrovare l’entusiasmo di un tempo. Federico era entrato da poco a fare parte della storica band horror metal italiana Death SS in cui già militava Glenn Strange. Ascoltando un po’ del nostro materiale è nato il suo interesse per portare avanti il progetto in cui ha deciso di coinvolgere il suo amico Giovanni. Nonostante la distanza, e quindi anche la difficoltà nell’incontrarsi per arrangiare e provare i pezzi, fin da subito abbiamo capito che c’era di nuovo la voglia di suonare e di portare a termine il disco.

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Come già spiegato, io e Glenn Strange siamo stati chiamati a chiudere un cerchio aperto dai nostri tre amici anni prima con i Deformachine. Non dovevamo resuscitare niente, perché non era giusto nei confronti loro, nostri, dei vecchi membri dei Deformachine e della band stessa. Le persone nascono, crescono, muoiono. Così le bands. Però ci sono persone che prima di ‘morire’ artisticamente devono chiudere dei cerchi. Credo che tutti e cinque, in quel preciso momento, dovessimo chiudere i nostri cerchi. Il karma ha voluto che ci trovassimo e ci completassimo a vicenda, musicalmente parlando. Eravamo 1/5 di una cosa meravigliosa ma ancora non lo sapevamo. Personalmente è il primo disco all’attivo e per me è stato davvero come avere un figlio. Lo guardo e non vedo un pezzo di plastica ma un album di ricordi, anni della mia vita, di sacrifici, di arrabbiature, di risate, di chilometri, di notti insonni e di amicizia tutto concentrato in pochi centimetri quadrati!

Long Live Rock’n’Roll.it:
So che è presto pensare a certe cose e queste domande spesso sono inutili, ma appunto faccio anche io l’inutile… è stato solo un esperimento questo Unredeemed, un momento unico da consegnare alla storia oppure si andrà avanti con date dal vivo e magari un altro lavoro?

Emilio Cornaglia:
Il progetto Unredeemed è vivo e vegeto!! Continueremo a suonare dal vivo (abbiamo già in calendario alcune date tra cui una ad aprile di supporto agli Extrema ed altre news dovrebbero arrivare a breve) e a scrivere nuovo materiale sperando di riscuotere consensi e di poter dare un successore ad Amygdala.

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
La storia è fatta di avvenimenti che si susseguono ed un episodio singolo è fine a se stesso. ‘Amygdala’ è la nostra dichiarazione di guerra, ci siamo posizionati e presto attaccheremo, perché ci troveremo in una stanza e daremo seguito a ciò che abbiamo iniziato. Nessuno ha iniziato questa avventura con l’idea di ‘consegnarsi alla storia’ ma con l’idea di scriverla, nel nostro piccolo, passo dopo passo, nota dopo nota.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Un’unica parola per descrivere ciascuno di voi… quindi mi aspetto solo cinque parole…

Emilio: preciso!
Roberto: passione!
Federico: professionale
Giovanni: ubriaco 🙂 (ma anche ‘infiammabile’ va benissimo!)
Glenn: molesto

Long Live Rock’n’Roll.it:
Mi commentate l’affermazione che ho trovato sul vostro sito, please? ‘… la redenzione è uno stato mentale e gli Unredeemed sono qui per dimostrarlo…’ wow… interessante… che vuol dire? (un’idea ce l’avrei ma non so se è quella…)

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
L’idea è molto semplice. Nonostante l’apparenza, apprezzo e rispetto molto tutti i culti. Purtroppo però disprezzo quasi tutte le istituzioni che li rappresentano perché credo che speculino sulla fede delle persone che molto spesso si tramuta in paura. Mi spiego. Non voglio tacciare di ‘ignorante’ nessuno, ci mancherebbe… Però una cosa è avere una spiritualità e seguire una vocazione, un percorso. Una cosa è seguire un iter molto terreno per ottenere la salvezza. Ecco da dove deriva la mia riflessione. Ecco da dove deriva il nostro nome. Un prete (o chi per lui, Imam, Rabbino, Sacerdote, Pastore, Monaco, etc etc) è un uomo, ed in quanto tale è imperfetto, proprio come me. Non vedo il perché debba ergersi ad entità superiore giudicando ed offrendo la speranza di una cosa di cui non si ha tangibilità. Ed ecco che entra in gioco l’ignoranza delle persone, o più semplicemente la fede. Per ottenere la redenzione, si accodano al volere di qualcun altro. Come premesso rispetto tutti, ci mancherebbe, forse li invidio anche perché vorrei davvero essere una persona di fede. In realtà sono un uomo, sbaglio, cado… Ma la redenzione è nella mia testa, non nelle parole di un mio simile che si nasconde dietro dogma inappellabili. Noi ci redimiamo con la musica e soprattutto credo che la vera redenzione sia morire felici, avendo fatto ciò che si voleva nel rispetto degli altri ma soprattutto di noi stessi. Forse mi sono un po’ legato, ma sono le mie classiche frasi che vengono fuori in momenti mistici che poi trovano difficoltà ad essere spiegate! 🙂

Long Live Rock’n’Roll.it:
Aggiungete una risposta a una domanda che non ho vi ho fatto, per il mio Marzullo time…

Emilio Cornaglia:
Miiinghieeeee!!!

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Senza ghiaccio, grazie.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Grazie ragazzi per il tempo che mi / ci avete dedicato, in bocca al lupo per tutto… Vorreste lasciare un saluto ai vostri e nostri lettori di longliverocknroll.it e concludere voi questa chiacchierata epistolare…

…grazie e lunga vita al rock’n’roll…

Emilio Cornaglia:
Grazie a te e alla vostra redazione per la fantastica recensione di Amygdala e per averci dato la possibilità di far conoscere meglio ai lettori gli Unredeemed e il nostro full-lenght. Grazie inoltre ai nostri fan e a tutti quelli che supportano la scena metal in Italia, seguiteci sulla nostra pagina Facebook e sul nostro sito ufficiale per rimanere aggiornati sui prossimi concerti!! Long Live Rock’n’Roll!!!!

Giovanni Matteo Gliozzo (GMG):
Grazie a te, Francesco… Crepi il lupo! Chiaccherata piacevolissima, con domande davvero interessanti. Bello poter parlare nello specifico delle cose senza soffermarsi sempre sui soliti cliché che caratterizzano noi Rockers ma che spesso ci ghettizzano…Non che mi dispiaccia, visto che il Rock non è per tutti… Però insomma… Ogni tanto è bello parlare anche seriamente e non solo di alcol e belle donne! 😉 Un saluto a te e a tutti i lettori di longliverocknroll.it che hanno avuto il piacere, la voglia e la pazienza di stare in nostra compagnia! Sostenete il Metal nostrano, perché è vivo ma ogni tanto arranca… Siamo una famiglia e come ogni buona famiglia dobbiamo sostenerci a vicenda! Horns up, brothers and sisters!!!!

About Francesco Amato 715 Articoli
Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


X