la sera di domenica 27 agosto 2023, l’aria a San Mauro Pascoli è frizzantina, un po’ perché sta finendo l’estate e un po’ perché sono al mio primo appuntamento con i Verdena.

Un nome e un riferimento citatomi costantemente nelle conversazioni con le mie conoscenze esperte del settore, un ascolto a cui mi sono approcciata di tanto in tanto ma che non ha mai fatto scattare il famoso colpo di fulmine. Pertanto, questo live lo attendevo da tempo per farmi finalmente un’idea più chiara del gruppo di Albino (Bergamo) e del perché una delle rock band più in voga del panorama alternative italiano non mi avesse ancora conquistata.

In apertura, dinanzi alle porte di Villa Torlonia, si esibiscono alcune curiose creature dalla scena indie locale: i Bella Notte con le loro sonorità 80s, i nostrani San Leo di Bronson Recordings nelle loro sperimentazioni post-rock profondamente influenzate dal doom e dal kraut-rock ed infine Andrea Poggio, con il suo cantautorato indie dallo spirito fine e carismatico, supportato in maniera importante dalle due coriste e musiciste con cui si accompagna.

Sul palco Alberto Ferrari ci accoglie con le note ammiccanti del blues rock di “Paul e Linda”, seguite dalle chitarre distorte di “Loniterp” e Villa Torlonia inizia a saltare. Già al terzo brano, vedo comparire le scarpe in aria dei primi crowd surfing  sul drums magistrale di Luca Ferrari in “Logorrea (Esperti All’Opera)”. Roberta Sammarelli, gentil sesso del trio bergamasco, governa il basso in posizione centrale con la sicurezza di una carriera quasi trentennale. Mi è chiaro da subito che l’esperienza live era fondamentale per capire i Verdena, in quanto la potenza che ci invade proveniente dal palco non è affatto un qualcosa percepibile o deducibile in cuffia.

Ho sempre avuto un problema con questo gruppo, problema che di solito con altre realtà musicali riuscivo a bypassare: il fatto che le parole risultino spesso biascicate in modo tale da essere alle volte incomprensibili mi ha sempre portato a considerarli non facilmente accessibili. Tuttavia, l’esperienza dal vivo è stata determinante per comprendere come la voce di Alberto Ferrari si declini non diversamente da uno strumento e che l’effetto con cui viene filtrata e distorta non è molto distante da ciò che accade alle tastiere o alle chitarre. Tutto concorre ad attribuire al brano e alla performance un senso, il più delle volte, di agitazione, inquietudine, una buona dose di mistero ed anche una debole messa a fuoco sulle parole, sulle note, come sulle linee melodiche. La maggior parte delle loro canzoni sono destrutturate, quel motivetto andrà a finire esattamente dove non ti aspetti ed è esattamente ciò che la band desidera.

Della data dei Verdena ad Acieloaperto mi porto a casa i brividi del trittico dell’encore “Il Gulliver”, “Valvonauta”, “Muori Delay” in un climax ascendente verso il momento più alto del concerto. Mi guardo attorno e i miei amici cantano ad occhi chiusi, braccia alzate e visi contratti, quasi ripassassero dolori adolescenziali improvvisamente tornati in superficie con queste canzoni e un po’ di questa loro emozione decennale mi è arrivata sulla pelle e mi ha riscaldata per qualche minuto.

Il trio non ha quasi nessun vero scambio con il pubblico, sentiamo spesso Alberto introdurre i brani con versi deliranti o con espressioni esilaranti, senza mai prendere le distanze da quell’aria decadente e travagliata che li contraddistingue. Ci salutano con “Pascolare” dal loro ultimogenito “Volevo Magia” (2022), un album uscito dopo sette anni di silenzio stampa, poiché della coerenza con se stessi e in quello in cui credono hanno sempre fatto una priorità, senza scendere a compromessi ed è uno dei tratti che spiega la loro innegabile originalità.

Non so se in seguito a questo live metterò in riproduzione più spesso i Verdena, ma posso senz’altro dire che li rivedrei dal vivo più che volentieri.

Setlist
1. Paul e Linda
2. Loniterp
3. Logorrea (Esperti all’opera)
4. Cielo super acceso
5. Lui gareggia
6. Dentro Sharon
7. Luna
8. Dialobik
9. Chaise longue
10. Nevischio
11. Fuoco amico II (Pela i miei tratti)
12. Crystal Ball
13. Don Calisto
14. Sui ghiacciai
15. Volevo magia

Encore
16. Scegli me (Un mondo che tu non vuoi)
17. Il Gulliver
18. Valvonauta
19. Muori delay
20. Pascolare

Testo di Lucia Rosso
Gallery di Michele Mattarelli qui

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