Voodoo Circle – More Than One Way Home

AFM Records – Febbraio 2013

Ancora una volta le mie orecchie incontrano i Voodoo Circle e ancora una volta mi incazzo. Si perché non è possibile che questi musicisti, parlo di David Readman (Pink Cream 69), Alex Beyrodt (Sinner, Primal Fear), Mat Sinner (Sinner, Primal Fear), non riescano ad avere un minimo di personalità. Questo nuovo “More Than One Way Home”, è pesantemente devoto a band come Whitesnake, Deep Purple, Black Sabbath, insomma i mostri sacri dell’hard rock, e se dovessi giudicare unicamente la personalità, beh lo stroncherei senza mezze misure.

I Voodoo Circle sanno però scrivere buone canzoni e per questo motivo non si meritano di finire nel fondo di un sacco, anche se ogni singola canzone contiene riferimenti e plagi di hit del passato. “Graveyard City” inizia con un riffone di quelli che fanno saltare dalla sedia, preludio di una catastrofe, e poi invece il brano rallenta, anche se così, mossa intelligente, l’impatto è maggiore, risultando granitico e monolitico. Questo è uno dei pezzi con più personalità (vi lascio immaginare gli altri…). “Tears In The Rain” è un blusettone hard alla Whitesnake, quelli dell’ultimo periodo per intenderci. David Readman imita alla perfezione David Coverdale, usando quella timbrica lasciva che solo il buon Coverdale riesce ad avere, ma ciò mi irrita e non poco viste le notevoli qualità del singer tedesco. Passiamo a “Heart Of Babylon”, una copia neanche tanto riuscita di “Still Of The Night”, storico brano del serpente bianco. Siamo solo al terzo brano ma già mi cadono le palle, ma nonostante questo mi sono imposto di arrivare fino alla fine. La successiva “Cry For Love”, anche se ricorda da vicino “Here I Go Again”, ha un briciolo di personalità che la fa apprezzare fino in fondo. Si tratta di un mid tempo melodico introdotto da un hammond che dona al brano un vago sapore seventies. “Alissa” è finalmente un distacco dalle band sopracitate e mette in luce le buone doti compositive dei Voodoo Circle. Una canzona semi acustica, molto d’atmosfera, che finalmente non ha elementi che fanno dire ‘assomiglia a…’.

La tregua dura poco perché già con “The Ghost In Your Heart”, ritornano gli scopiazzamenti più o meno palesi. Questa volta tocca a “Perfect Strangers” dei Deep Purple. Stessa struttura, stessi suoni. Ascoltatevi l’originale che è meglio. Un grande riff, di quelli che potrebbero esser stati scritti nel 1987, introduce “Bane Of My Existence”. Ma un momento, questo riff arriva veramente dal 1987, cazzo è uguale a quello scritto da Tony Iommi per “Born To Lose”, presente nel disco “The Eternal Idol”. Nella strofa, giusto per copiare anche da altri gruppi, i nostri si “ispirano” alla melodia di “Fool For Your Lovin’”, così come, ed in modo ancor più evidente, in “The Killer In You” ennesimo plagio, che arrivati a questo punto del disco, fa gridare all’ascoltatore ”BASTAAAA”.

Io sono masochista e voglio arrivare fino in fondo. “The Saint And The Sinner”, brilla quasi di luce propria (fatico a crederci). Una canzone coinvolgente, soprattutto nel ritornello di facile presa, che finalmente ci da una boccata di ossigeno. Anche “Victim Of Love” si ascolta piacevolmente, senza fare la caccia al plagio, o alle somiglianze. Tanta melodia e pathos, in questa song dal duplice volto. “Open Your Eyes” e “Shape Of Tings To Come” scivolano via senza lasciare traccia e arriviamo così alla conclusive “Castle Burn”, brano veloce, infarcito di hammond targato Deep Purple.

Ragazzi, ad inizio recensione ho detto che questo album non si merita di finire nel sacco nero, però non ve lo consiglio per niente. Ascoltatevi gli originali e dimenticatevi che i Voodoo Circle siano mai esistiti.

BRANO TOP: The Saint And The Sinner
BRANO FLOP: Heart of Babylon

www.voodoocircle.de

Tracklist:
1. Graveyard City
2. Tears in the Rain
3. Heart of Babylon
4. Cry for Love
5. Alissa
6. The Ghost in Your Heart
7. Bane of My Existence
8. More Than One Way Home
9. The Killer in You
10. The Saint and the Sinner
11. Victim of Love
12. Open Your Eyes

Band:
David Readman – voce
Alex Beyrodt – chitarra
Mat Sinner – basso
Jimmy Kresic – tastiere
Markus Kullmann – batteria

 

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