Voodoo Hill – Waterfall

 

Frontiers Records – Ottobre 2015

Mi risulta un po’ difficile recensire un album in cui canta Glenn Hughes, uno dei miei idoli assoluti, nonché una delle più belle voci in assoluto della storia della musica rock: alla certezza di accingermi ad ascoltare un cantante in grado di regalarmi sempre brividi particolari fa da contraltare il timore di non riuscire ad essere abbastanza obiettivo nel giudicare un disco nel suo complesso, senza farmi sopraffare dall’ammirazione per colui il quale è stato definito “The Voice Of Rock”.

Proviamo quindi a lasciare da parte ogni preconcetto e andiamo ad analizzare nei dettagli questo “Waterfall”, terzo platter pubblicato col moniker Voodoo Hill dal chitarrista/compositore genovese Dario Mollo. Attivo sin dal 1981 con i Crossbones, tra le band pionieri dell’heavy metal nazionale, e passato poi negli anni a collaborazioni con nomi del calibro di Tony Martin (Black Sabbath), Graham Bonnet (Rainbow, MSG), Don Airey (Rainbow, Deep Purple), solo per citare i più famosi, Dario ha poi ottenuto una maggiore visibilità internazionale proprio grazie al sodalizio con Glenn Hughes e ai due precedenti album a nome Voodoo Hill (”Voodoo Hill” del 2000 e “Wild Seed of Mother Earth” del 2004, entrambi usciti per la Frontiers).

L’album viene aperto da “All That Remains”, pezzo arioso guidato da un basso pulsante e dal sound vagamente Van Hagar/Chickenfoot, cui fanno seguito una “The Well” non molto distante come sonorità da quanto proposto recentemente dai Black Country Communion, e una “Rattle Shake Bone” che inizia con un groove danzereccio che si sviluppa poi in un bollente hard rock venato di blues.

I sei minuti e mezzo di “Underneath And Down Below” rappresentano a mio parere la prima vera gemma del disco: l’inizio non può non ricondurci alle atmosfere dei Rainbow più epici (era Ronnie James Dio per intenderci), ma il pezzo si sviluppa poi in maniera originale, con sognanti atmosfere arabeggianti; da applausi il lungo assolo di chitarra di Dario, capace di regalare brividi alla stregua del maestro Ritchie Blackmore.

Siamo riusciti finora a non parlare della prova di Glenn Hughes su quest’album, ma non possiamo certo trattenerci dal citare la sua esibizione strepitosa su “Waterfall”, nella quale il nostro si erge a protagonista assoluto, grazie ad una prestazione in cui mette in mostra la vastissima gamma delle sue pazzesche capacità vocali, dapprima melodiose e sognanti nelle strofe e successivamente deflagranti in un chorus dal crescendo incredibile, in cui si lancia nei suoi celeberrimi acuti soul carichi di feeling; il finale del brano lascia spazio ad un altro memorabile assolo di Dario, prima della chiusura melodica a richiamare la strofa principale. Pelle d’oca.

Questo disco per me potrebbe anche chiudersi qui, ma i Voodoo Hill, dopo il riff zeppeliniano di “Karma Go” e gli arrangiamenti heavy di “Evil Thing” ci stupiscono ancora con il trascinante hard rock di “Eldorado” ed il suo ritornello irresistibile. Un ispirato giro di chitarra introduce poi la cadenzata “White Feather”, in cui ancora una volta lo strumento di Dario brilla per classe ed eleganza dei suoni, mentre le settantiane “Sunflower” e “Last Door” chiudono il lavoro in maniera degna.

In definitiva possiamo affermare che la presenza dietro al microfono di Glenn Hughes riesce a dare colore all’album mettendosi al servizio delle canzoni senza coprirle completamente con la propria straripante personalità, permettendo al bravo Dario Mollo di rivestiire il ruolo di star principale di un disco che a tratti ci ha davvero emozionato.

www.dariomollo.com

Tracklist:
1. All That Remains
2. The Well
3. Rattle Shake Bone
4. Underneath And Down Below
5. Waterfall
6. Karma Go
7. Evil Thing
8. Eldorado
9. White Feather
10. Sunflower
11. Last Door

Band:
Dario Mollo – chitarra
Glenn Hughes – voce

con
Dario Patti – basso, tastiere
Riccardo Vruna – batteria
Andrea Maiellano – basso su 3, 4, 6
Vladimir Ruzicic Kebac – batteria su 7, 9, 11

 

Voodoo Hill - Mollo-Hughes

 

 

 

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