Whitesnake – Good to Be Bad

SPV / Steamhammer – Aprile 2008

Non ho alcun timore nell’affermare che non mi aspettavo niente di buono da questo nuovo album di Mr David Coverdale ed i suoi Whitesnake… ma mi è bastato ascoltare la prima nota di questo nuovo “Good to Be Bad” per ricredermi in un batti baleno e porgere le mie scuse sentite (anche se sarà difficile poterle fare di persona) a un grande ed immenso personaggio della storia universale del rock’n’roll… La classe non è acqua ed in questo caso, per questo album, per questa band e per questo singer, non vi è frase assolutamente più adatta! Con una carriera trentennale alle spalle, migliaia di ore di concerti sulle spalle, vita vissuta sulla e nella pelle e dopo 10 anni di assenza con un album ufficiale in studio, questo ritorno è veramente fenomenale. Non me ne vogliano i giovani lettori, le giovani band e le giovani etichette, ma i Whitesnake sono troppo grandi per essere messi in discussione.

“Good to Be Bad” si apre alla grande con una tripletta di brani da far increspare la pelle per bellezza, raffinatezza, impressionante qualità stilistica ed emozionale: “Best Years”, “Can You Hear the Wind Blow” e “Call on Me”. Un’interpretazione magistrale, una voce realmente magica, dei riff accattivanti e potenti come da sempre Whitesnake ci ha abituati. Eppure in trennt’anni di musica si sono alternati nella band incredibili artisti dal talento e dall’esperienza inimmaginabile (Steve Vai, Tommy Aldridge, Adrian Vandeberg, Marco Mendoza, John Sykes, Rudy Sarzo, Cozy Powel, Jon Lord, tanto per citarne alcuni… e la lista è lunghissima), ma il risultato è stato ed è sempre lo stesso: puro hard rock con la solita venatura melodica e con il solito roccioso stile assoluto. Una band che suona Whitesnake al 100%, con lo stesso sapore degli album che abbiamo amato e disintegrato a causa dei numerosi ascolti; una band che in ogni riff mette anima e corpo, e un leader, un frontman, una voce unica e riconoscibile fra 1000 altre. 59 minuti di assoluto spessore e sapore gustoso. Forse qualche piccolo calo di tensione lo si può notare, ma se proprio si deve, in “Summer Rain” e in “All I Want all I Need”, due ballad dell’album, ma se proprio si deve trovare qualcosa che non va, come dicevo in precedenza. Poi il resto è un incalzare di riff, assoli, pienezza musicale, un insieme che fa veramente gioire sia per il modo in cui i brani vengono eseguiti e sia per le sensazioni che possono e riescono a suscitare. Il singolo “All for Love” che rispetta lo stile hard rock melodico, “Good to Be Bad”, “Lay Down Your Love”, “A Fool in Love”, blues dal sapore eighties, di quello che non ti stancheresti mai di ascoltare per lasciarti porta via dalla musica, “Got what You Need” e la conclusiva e acustica “‘Til the End of Time” che prende per mano il classico tema tanto caro a Mr Coverdale: rock’n’roll, passione e amore…

Che dire di più? Bentornati Whitesnake… ancora con noi fino alla fine dei tempi?… questo è certo!!

www.whitesnake.com

Tracklist:

1. Best Years
2. Can You Hear the Wind Blow
3. Call on Me
4. All I Want all I Need
5. Good to Be Bad
6. All for Love
7. Summer Rain
8. Lay Down Your Love
9. A Fool in Love
10. Got what You Need
11. ‘Til the End of Time

Band:
David Coverdale – voce
Chris Drury – batteria
Doug Aldrich – chitarra
Reb Beach – chitarra
Uriah Duffy – basso
Tomoty Drury – tastiere

Articoli Correlati

About Francesco Amato 665 Articoli
Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*