Winterage – Gabriele Boschi, Intervista 2015

Con molto piacere, qualche giorno prima dell’uscita del primo lavoro dei Winterage, titolo “The Harmonic Passage“, propongo una serie di domande a Gabriele Boschi, violinista e uno dei membri fondatori del gruppo di  symphonic-power metal… ecco il risultato della nostra conversazione epistolare…

Long Live Rock’n’Roll:
Inizio facendovi i complimenti per “The Harmonic Passage“, non per imbonirvi o entrare nelle vostre grazie e nemmeno da appassionato del genere che proponete (a proposito, symphonic-power metal è giusto?), ma per la cura nei dettagli, impeccabile songwriting, esecuzione e nella spinta passionale che ho trovato ascoltando il vostro primo ‘full lenght’.
Partiamo dal titolo? Che mi dite della scelta di “The Harmonic Passage“?

Gabriele Boschi:
Ciao! Parto ringraziandoti sinceramente per i complimenti, dopo il monumentale lavoro, fanno davvero piacere, e sì, il genere è proprio azzeccato: Symphonic Power Metal.
The Harmonic Passage“, in realtà ha un doppio significato, come molti elementi che riguardano i Winterage. Da un lato, come dimostra ampiamente la copertina, abbiamo un varco, un passaggio verso un mondo di fantasia che la nostra musica vuole descrivere, in cui l’ascoltatore, in modo sognante ed armonico viene risucchiato; mentre dall’altro lato, abbiamo voluto dare anche nel titolo un assaggio della caratteristica portante di questo disco: la grandissima ispirazione proveniente dalla musica classica, e quindi l’utilizzo di diversi “passaggi armonici” provenienti da quello smisurato bagaglio musicale che così bene riesce ad esprimere sensazioni e stati d’animo.

Long Live Rock’n’Roll:
…ma vorrei che voi spendeste anche due parole a proposito della copertina…

Gabriele Boschi:
Come già accennato, balza subito alla vista il portale, che incurante della fisica terrena si apre verso un mondo di fantasia. Questo è il concetto portante, l’intero album è un viaggio sognante in cui l’ascoltatore si lascia condurre dall’alternarsi delle diverse sonorità proposte dalle canzoni. Come si può notare dalla copertina, l’ambientazione dominante è un teatro lirico in rovina, simbolo della decadenza attuale, culturale e non, da cui il nostro personaggio in primo piano cerca di fuggire, per rifugiarsi nei propri sogni e nell’infatuazione della propria fantasia. In realtà, al contrario di come molti avranno pensato, il personaggio con in mano un violino non sono io, è un’identità che serviva per dare un senso al messaggio: l’idea iniziale infatti, era quella di usare un direttore d’orchestra, poi abbiamo pensato che era giusto mettere il violino in copertina dato che è la caratteristica principale della band e così è stato.

Long Live Rock’n’Roll:
Passione da vendere per la musica e per la letteratura fantasy… dividiamo la domanda in due parte se non vi dispiace.
La musica: tradizionale o folk, classica e heavy metal. Da dove nascono le vostre passioni e come arrivano ad un punto di contatto che è quello che confluisce nei Winterage?
(avete studi alle spalle, intendo se avete approfondito la vostra passione musicale con studi di musica classica o di altro tipo o semplice passione)

Gabriele Boschi:
Esatto, abbiamo unito parecchi generi musicali, spinti dai nostri diversi gusti, pur attenendoci ad un sound di base, che è quello del power metal. I tre generi che tu hai citato, vengono portati nel songwriting dai tre  compositori della band: io, che studio musica classica da quando sono piccolo e la ascolto da quando sono nato; Dario, che anche lui ha iniziato studiando pianoforte alla maniera classica per poi appassionarsi alla musica irlandese e iniziare a suonare strumenti tradizionali come whistles e uilleann pipes ed infine Riccardo, chitarrista heavy-power metal, fucina illimitata di riff, che dà la giusta grinta richiesta dal genere.

Long Live Rock’n’Roll:
E poi il fantasy? Siete tutti amanti di questo genere oppure è la passione di uno, o di parte della band, che prevale e viene accettata positivamente dagli altri componenti? Da dove nasce questa passione? La letteratura di questi ultimi anni, film o studi scolastici?
Wow… scusami ma sono un mucchio di domande in una… ma sono certo che con un inchino e un leggiadro sorriso risponderai a tutto…

Gabriele Boschi:
Beh, la passione per il fantasy è un altro elemento fondamentale che ci lega. Tutti noi siamo appassionati di libri e film di questo genere (lo si può notare solo dando uno sguardo alla copertina haha), e siamo tutti d’accordo sull’inserire questi elementi nella nostra musica. Alla fine, quello che in realtà la musica fa è proprio raccontare storie, attraverso sonorità e stati d’animo, senza limitazioni…quindi perchè non dare una propria personale interpretazione ad una storia che ci ha affascinato?

Long Live Rock’n’Roll:
Parliamo della stesura dell’album. Molto complesso per quel che ho potuto comprendere. Le fonti che vi hanno ispirato sono chiare, ma com’è nato questo album? Avevate già in mente la realizzazione con l’orchestra o questo è stato un passaggio successivo?

Gabriele Boschi:
In realtà essendo il primo disco, comprende canzoni che sono state composte 3 anni fa e canzoni scritte un paio di mesi prima delle registrazioni haha…
All’inizio avevamo già chiaro in mente di chiamare un po’ di collaboratori, ma l’idea dell’orchestra si è formata strada facendo, e senza neanche renderci conto di quello che stava succedendo, abbiamo raccolto circa 40 persone tra strumentisti e coristi, riuscendo a realizzare qualcosa che neanche noi ci aspettavamo così grande!

Long Live Rock’n’Roll:
Sei mesi di lavoro… wow!!!! È filato via tutto liscio oppure ogni tanto vi siete sfidati in singolar tenzone davanti a dame e madonne e elfi di varie dimensioni e statura morale?

Gabriele Boschi:
Haha… bella domanda! In realtà il tutto è filato abbastanza liscio, ci siamo presi tutto il tempo che ci serviva per fare le cose in modo più preciso ed ordinato possibile, combattendo la smania di avere il prodotto finito ed arrivando ad odiare le nostre canzoni, ormai per noi trite e ritrite, avendole ascoltate milioni di volte per curare ogni minimo dettaglio che non ci soddisfacesse. Alla fine possiamo dire di essere pienamente soddisfatti del lavoro fatto.

Long Live Rock’n’Roll:
Ci sono stati dei momenti in cui le cose in ambito di composizione, esecuzione e ‘assemblaggio’ dell’album vi hanno dato attimi di scoraggiamento?

Gabriele Boschi:
Beh molto spesso siamo tornati sui nostri passi, soprattutto in fase di songwriting, per avere un prodotto che funzionasse sotto tutti gli aspetti. Se da un lato non abbiamo dato freno alla nostra fantasia compositiva, dall’altro abbiamo dovuto valutare il risultato sotto l’aspetto tecnico, in modo che tutto potesse funzionare e valorizzasse le idee al meglio. In ogni caso, scoraggiamento no, se non timore di non riuscire a fare il meglio che sapevamo di poter dare!

Long Live Rock’n’Roll:
Dimmi la verità, quale reazione avete avuto al primo ascolto di “The Harmonic Passage”? vi siete riuniti o ciascuno di voi singolarmente ha fatto un primo ascolto completo. E di cosa avete discusso fra di voi una volta ascoltato l’album? E le attuali sensazioni?

Gabriele Boschi:
Non c’è stato un vero e proprio ”primo ascolto”, direi piuttosto ultimo ascolto! Lo abbiamo ascoltato non so quante volte, in tutte le sue fasi ed alla fine, quando stavamo valutando i diversi master, non ne potevamo davvero più, volevamo soltanto farla finita e basta haha…
Le sensazioni attuali sono di consapevolezza di aver fatto un buon lavoro e di soddisfazione per tutto l’impegno che ci abbiamo messo… e perchè no un po’ di agitazione per l’uscita ufficiale!

Long Live Rock’n’Roll:
Qual è il punto di forza di questo album e quale quello che forse avreste dovuto o potuto migliorare (se ve ne sono, chiaro)?

Gabriele Boschi:
A mio parere il punto di forza, è proprio l’aver registrato una vera orchestra sinfonica ed un vero coro lirico… cosa che non è da tutti, men che meno per una band al debutto, la cui età media è 23 anni.
Non è per stare sopra le parti, ma abbiamo fatto un lavoro enorme di cui neanche noi ci capacitiamo, sia dal punto di vista musicale che di arrangiamento, e questo gli amanti del genere sono sicuro che lo apprezzeranno. Per quanto riguarda invece quello che avremmo potuto migliorare, forse è l’esecuzione tecnica… molte cose le avremmo potute registrare in meno tempo, ma nessuno di noi è ancora un professionista e stiamo tutti ancora andando a lezione di strumento!!!

Long Live Rock’n’Roll:
L’orchestra. Davvero imponente. Sono molto curioso di conoscere come si sia saldato il sodalizio fra voi e i 40 membri, senza dimenticare il direttore…

Gabriele Boschi:
Come ho già detto, è stata una cosa che è nata pian piano, senza neanche che ce ne accorgessimo. L’orchestra è composta per l’80% da studenti del Conservatorio come me, 10% da professionisti, 10% da altri musicisti e dal 100% da amici.
Mi sono occupato io degli arrangiamenti orchestrali e di trovare le persone disposte a partecipare a questo progetto, chiedendo ad amici, e conoscenti se avessero piacere di registrare per me; sorprendentemente quasi tutti quelli a cui mi sono rivolto si sono dimostrati entusiasti e hanno accettato con piacere di partecipare alle registrazioni del disco. Così è bastato organizzare i giorni di studio per le varie sezioni orchestrali e corali ed tutto è stato fatto, a parte i timpani che sono stati registrati a Roma al Cinque Quarti Music Studio da un mio caro amico. Inoltre non finirò mai di ringraziare Alessandro Sartini, il nostro direttore d’orchestra che mi ha dato davvero una mano con le partiture nelle quali a quest’ora sarei ancora immerso senza il suo aiuto!

Long Live Rock’n’Roll:
Cosa ti aspetti e vi aspettate da questo album? Riscontro, poter suonare di più in sede live, aver ragione ad aver portato avanti le vostre idee, sesso droga e rock’n’roll…

Gabriele Boschi:
Beh direi un po’ tutto quello che hai detto ahaha…
Siamo fieri di aver creato questo disco tutto da soli, senza il bisogno di collaborazioni da parte di musicisti famosi, ora vogliamo diffondere la nostra musica il più possibile suonando in giro per l’Italia e anche fuori!
Speriamo anche che la critica lo accolga bene, è molto importante per noi avere un riscontro positivo dopo tutto il lavoro e l’impegno.

Long Live Rock’n’Roll:
Il nome della band, Winterage, è da interpretare come ‘winter age’ o ‘winter rage’? (Scusate se ogni tanto vado fuori di testa, ma vi avevo avvisato…) e perché la scelta di questo nome?

Gabriele Boschi:
Eheh… anche qui c’è il doppio significato! Abbiamo voluto non mettere in risalto né la R di Rage né la A di Age, per lasciare libera interpretazione ai fan. In ogni caso, siamo sia Winter Age che Winter Rage: l’inverno è una stagione ricca di emozioni, profumi, atmosfere che fanno viaggiare con la mente chi si lascia trasportare da queste sensazioni, ma sa essere però anche molto rigido e talvolta violento. Ecco come il nome riassume in un’unica parola il sound della band. Sul perchè proprio Winterage…vi dico solo che siamo dei fan accaniti dei nostri conterranei Rhapsody of Fire 😉

Long Live Rock’n’Roll:
Avete cominciato a pensare se ci sono delle possibilità per poter promuovere dal vivo “The Harmonic Passage”? in Italia e magari anche fuori?

Gabriele Boschi:
Certo che si! Ci stiamo muovendo molto seriamente su questo fronte e stiamo iniziando a fissare le prime date in Italia, collaborando con le band del nostro stesso genere. Pian piano, se le cose prenderanno la giusta piega, potremo anche andare all’estero… si vedrà!

Long Live Rock’n’Roll:
Vi ringrazio per la vostra paziente disponibilità; cosa volete dire ai lettori di www.longliverocknroll.it che fin’ora non abbiamo detto e per promuovere “The Harmonic Passage” e concludere la nostra chiacchierata epistolare?
Vi ringrazio inoltre per la vostra professionalità e passione dimostrata in queste vostre prime fasi di vita nel mondo della musica e vi auguro un in bocca al lupo perché meritate di andare avanti…

Gabriele Boschi:
Siamo noi a dover ringraziare voi per averci concesso questo spazio! E ovviamente ringraziamo tutti i lettori, spero che dopo questa chiacchierata qualcuno in più si avvicinerà alla nostra musica che così tanto ci teniamo a diffondere!

Stay winter
Gabriele

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