Boston è considerata la città piùeuropea e piùelegante degli Stati Uniti tanto da essere titolata come il “salotto d’America”.
La location è anch’essa un salotto, un moderno anfiteatro sulle colline di Los Angeles chiamato Greek Theater con una vista mozzafiato sulla città degli angeli. Per finire gli headliner, Boston, possono essere considerati “rock da salotto” per le loro liriche pulite, mai violente e testi edulcorati, niente sesso e droga per intenderci.
A “rovinare” il trio da salotto ci si mette una ritrovata Joan Jett che, pur non presentando nessun disco nuovo come i titolari della serata, è ritornata a solcare palchi importanti con suo piacevole e poco impegnativo rock.
Spiacevole inizio di concerto alle 19:30 anzichè le 20:00, orario già quasi pomeridiano indicato sul biglietto, d’altronde nel salotto rock del Greek Theater si finisce presto per non disturbare il ricco vicinato e si pagano quei maledetti 30$ di parcheggio per lasciare l’auto in mezzo ad un prato.
Ma basta polemiche e godiamoci una cruda Joan Jett da Philadelphia con la formazione Blackhearts che riprone classiconi da FM con un’esposizione scarna e sincera. Cherry Bomb e Do you wanna touch me le ascolto da fuori per i motivi di cui sopra, ma Bad Reputation e You drive me Wild me le godo nel salotto. Inutile sottolineare il fatto che tutto il pubblico canti le canzoni all’unisono e su I love Rock’n’roll e I hate myself for loving you possa contare anche sul mio contributo, quello che conta è riportare che si tratta di un piacevolissimo show, senza pretese e senza virtuosismi, ma ricco di pepe. Si chiude con Everyday People e un bagno di affetto della folla nella quale molti venuti principalmente per lei.
Dai Boston mi aspetto, in quanto umile suonatore di chitarra, qualche diavoleria tecnica di Tom Sholz, chitarrista ingegnere e fondatore del gruppo, che ha personalmente inventato e prodotto tutti i suoi amplificatori ed effetti. Un altro punto interessante è il nuovo cantante Tommy de Carlo che sostituisce il compianto Brat Delp suicida nel 2007. Proprio la voce, oltre alla chitarra, è un carattere distintivo della band e per questo un grande punto interrogativo, sarà all’altezza?
La band non ha nessun nuovo disco da proporre (oltre i soli 5 registrati) e compare dal nulla con una sontuosa produzione e un lungo tour, per ora, americano. L’ingresso avviene in pompa magna con una superhit: Rock and Roll Band scaraventata con grande appeal e, fortunatamente, con una voce impeccabile e dei cori da manuale. Suoni puliti, precisione svizzera e scenografia sontuosa con luci e megaschermi che quasi distraggono tanto sono belli. Segue Feelin’ Satisfied con Tom che a volte si sposta all’Hammond e quasi sciorina fraseggi piùimpegnativi che alla chitarra. È un rock leggero, sempre allegro, mai disperato, “da salotto”, tanto per ripetermi, a volte pare manchi un po’ di mordente, ma così è la band e così ce la teniamo. Si continua fino alla cover Whole Lotta Love mentre Tom alterna, devo dire in modo non troppo coinvolgente, con lunghi soli e atteggiamenti da primadonna. Devo ammettere che a volte la seconda chitarra di Gary Pihl suoni piùaccattivante della sua, ma io sono cattivo e quindi non mi si deve prendere per forza per detentore della verita’… Ovvia esplosione di pubblico per More Than a Feeling, onestamente suonata in modo fa-vo-lo-so. Si prosegue con altre superhit quali To be a Man e Walk on mentre ci si avvia verso la fine dello show.Cosa ci si porta via dalla serata? L’ascolto impeccabile di hit da FM famose in tutto il globo, tanto garbo ed educazione sonora, un gran show di luci e tanta allegria.
Ora scusatemi, ma mentre torno a casa magari metto su un po’ i Voivod…
SETLIST
Rock’n’roll band, Feelin’ Satisfied, Smokin’, Peace of Mind, Cool the engines, We’re Ready, Hollyann, Don’t be Afraid, Whole lotta Love, I think I like it, Don’t look Back, Something about You, Amanda, The Launch, Magdalene, More Than a Feeling, The Journey, To be a Man, Walk on, Freplay – ENCORE: Party
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