Bruce Springsteen ha pubblicato a sorpresa una nuova canzone ispirata ai recenti fatti avvenuti a Minneapolis. Il brano è stato scritto, registrato e diffuso nell’arco di pochi giorni, come risposta diretta a quanto accaduto nella città e come gesto di solidarietà verso la comunità locale.
Nel messaggio che accompagna l’uscita del pezzo, Springsteen ha spiegato di aver composto la canzone nel fine settimana e di aver deciso di renderla immediatamente disponibile, dedicandola alla popolazione di Minneapolis, agli immigrati innocenti che vivono nella città e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good.
“Avevo scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e l’ho pubblicata oggi in risposta al terrore di Stato che si sta abbattendo sulla città di Minneapolis.
È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri vicini immigrati innocenti e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good.
Restate liberi.”
Nei giorni successivi all’uscita del brano, Bruce Springsteen era tornato sull’argomento anche dal vivo. Durante la sua esibizione al Light of Day Festival nel New Jersey, il musicista ha rivolto parole molto dure contro le operazioni dell’agenzia federale ICE, prendendo posizione a difesa dei diritti civili e della libertà di protesta.
“Se credete nella democrazia, nella libertà, se pensate che la verità conti ancora, che valga la pena parlarne e lottare per essa, se credete nella forza della legge e che nessuno sia al di sopra di essa, se vi opponete a truppe federali pesantemente armate e mascherate che invadono le città americane usando tattiche da Gestapo contro i nostri concittadini, se credete che non si debba essere uccisi per aver esercitato il diritto americano di protestare, allora mandate un messaggio a questo presidente.”
Nel corso dello stesso concerto, Springsteen ha anche citato le parole del sindaco di Minneapolis, ribadendo la richiesta che ICE lasci la città, e ha dedicato “The Promised Land” alla memoria di Renee Good, uccisa all’inizio del mese da un agente federale.
“So che questa è per te, e per la memoria di Renee Good, madre di tre figli e cittadina americana.”
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