Frontiers Rock Festival III @ Live Club Trezzo d’Adda DAY ONE – 23 Aprile 2016

 

Il Frontiers Rock Festival in soli 3 anni è diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti del genere e del sano “stare insieme” in nome del rock’n’roll che è la nostra bandiera. L’etichetta tutta italiana con al timone Serafino Perugino, Mario De Riso e Elio Bordi è riuscita nell’intento visionario di riunire in un appuntamento annuale, in uno dei club più conosciuti e ambiti del nord Italia, una due giorni (ben tre nella ormai storica prima edizione) di puro rock alla quale non possiamo davvero più rinunciare – si vocifera stiano già lavorando all’edizione n°4, staremo a vedere. 14 band previste per il palco del 2016, seppure con qualche polemica sugli headliners che è rimbalzata sui social networks nelle settimane precedenti l’evento, per un weekend all’insegna della buona musica live e della fratellanza rock, la vera essenza della nostra passione.

Longliverocknroll.it c’era per voi,  e vi racconta la prima giornata senza sconti, come è giusto che sia, bando ai fronzoli e ai paroloni.

FRONTIERS ROCK FESTIVAL 2016 – DAY 1: sabato 23 aprile
LAST IN LINE + TREAT + DRIVE, SHE SAID +THE TREATMENT + FIND ME + SHIRAZ LANE + NO HOT ASHES

Quando si riuniscono centinaia di persone come me, abituate a frequentare locali e festival sia in Italia sia all’estero, è più che normale approcciarsi agli eventi di questo tipo con altissime aspettative. Fans, giornalisti, musicisti e addetti ai lavori sembravano non aspettarsi “faville”, almeno per la prima delle due giornate, ma va detto che qualche graditissima sorpresa (Shiraz Lane) e qualche inevitabile meritatissima conferma (Last in Line) hanno reso la prima parte della manifestazione davvero piacevole e ben riuscita. L’ atmosfera unica del LIVE club, la quantità di amici e colleghi che si incontrano e si ritrovano in questa occasione, le canzoni cantate a gran voce tutti stretti sotto al magnifico palco di questa venue eccezionale ci hanno fatto dimenticare le quasi 12 ore passate in piedi e l’odioso temporale che ha infestato gran parte del sabato della provincia milanese. Ebbene ecco cosa abbiamo ascoltato e vissuto in ordine di apparizione:

no-hot-ashes-2No Hot Ashes erano un’amatissima band di Belfast negli anni 80 con un grandissimo potenziale, ma sfortuna avversa, il giorno in cui dovevano aprire per  Bonnie Tyler lei cancellò il concerto. Una firma con GWR, alcune aperture degne di nota per Steve Marriott, Mama’s Boys e Magnum non gli evitarono nel 1990 di veder esaurirsi le opportunità da cavalcare, e così la band lasciò Londra ritirandosi in Irlanda del Nord insieme ai loro sogni andati in frantumi. Ma non smisero mai di essere musicisti. I membri originali degli ‘No Hot Ashes’ hanno passato gli ultimi 24 anni a fare dei lavori “normali” e a crescere i loro figli, convinti ormai che la strada del rock’n’roll fosse lontana … fino ad un live del 2013 che ha cambiato il corso degli eventi. In appena poche settimane si sono ritrovati a suonare al Welsh festival Hard Rock Hell e ad aprire per i Foreigner e gli FM a Dublino e Belfast…ed eccoli qui, quasi increduli e sorridenti, a servirci l’antipasto come apertura. Non avranno esattamente contribuito a scaldare gli animi, ma la classicità e la piacevolezza dei loro modi uniti al garbo e all’eleganza dell’esibizione ne hanno fatto un delicato preludio a ciò che è seguito. Una nota di merito alla solarità e alla modestia quasi eccessiva della band che ha vissuto questo live con grande commozione.

Setlist:

I’m Back – Glow – Summer Rain – Boulders – Come Alive – Satisfied – Little Johnny Redhead

Band:
Dave Irvine – Guitar
Nial Diver – Guitar
Paul Boyd – Bass
Steve Strange – Drums
Tommy Dickson – Keyboards
Eamon Nancarrow – Vocals

 

shiraz laneIl debutto ‘For Crying Out Loud’, fresco di release ad Aprile di quest’ anno, promette bene. Nata nel 2011, Shiraz Lane è una Formazione finlandese con energia da vendere. Fortemente influenzati da mostri sacri quali Aerosmith, SKID ROW (inevitabile il paragone) e Guns N’ Roses, la band è un brulicare di talenti. The 69 Eyes, Amorphis, Children Of Bodom, Lordi ne hanno parlato come una delle nuove band più capaci di intrattenere a livello live attualmente presenti sulla scena. Giovanissimi ma già veterani del circuito underground di casa loro, si presentano per mettere in chiaro che hanno intenzione di restare. Bellissima energia on stage, una voce che (gli auguriamo di conservare per almeno un lustro) arriva come un pugno in faccia e tutta la voglia di spaccare dei ragazzi con i sogni di gloria. Dal look curato nei dettagli alla padronanza di palco da rockers navigati, dai pezzi coinvolgenti e potenti come l’opener “Wake Up”, alle belle vibrazioni durante tutto lo show, pare che non manchi alcun ingrediente per sfornare il nuovo perfetto fenomeno musicale. Molto apprezzata l’intensità di “Begging for mercy” quando Hannes chiede al pubblico “Do you think you know what love is?” L’entusiasmo non può non essere nel bagaglio di una band giovane come questa…  che siano già nati i nuovi Santa Cruz?

Setlist:

Wake Up – Momma’s Boy – House Of Cards – Begging For Mercy – Same Old Blues – Behind The 8-Ball – For Crying – Out Loud – M ental Slavery – Out There Somewhere

Band:
Hannes Kett – Lead Vocals
Jani Laine – Lead Guitar
Miki Kalske – Rhythm Guitar
Joel Alex – Bass
Ana Willman – Drums

 

FInd meFeaturing Robbie LaBlanc e Daniel Flores, il debutto per Frontiers è di Agosto con “Wings of Love”. FIND ME vede la collaborazione della voce di Robbie LaBlanc dei BLANC FACES con il produttore e musicista Daniel Flores (THE MURDER OF MY SWEET, MIND’S EYE). Melodie fresche e ariose e un vero calderone di talenti come Sören Kronqvist (Crash the System, Sunstorm) Erik Mårtensson (Eclipse, W.E.T., Jimi Jamison) il nostro orgoglio italiano Alessandro Del Vecchio (Hardline), più i fratelli Tom and James Martin (Vega, Sunstorm), Issa e Mikey Wilson. Senza dubbio i secondi classificati della giornata, con un Le Blanc davvero divino, e una band caricata a  palla per l’occasione. Emozionante la scaletta, ben dosata tra pezzi dal tiro micidiale e momenti di forte emozione come il medley acustico che ha visto Le Blanc riempire da solo un palco immenso e soffuso carico di magia. Particolarmente amato da tutti, Mr Le Blanc si è rivelato un vero gentiluomo anche off stage, sempre pronto a regalare un sorriso a chiunque e ben felice di godere del suo quarto d’ora di gloria dopo una carriera in penombra… sul palco ha dimostrato di avere un’ugola cristallina in grado di regalare brividi e pelle d’oca a tutti i presenti.

Setlist:

Nowhere To Hide – Did You Feel Any Love – Dark Angel – Where Do I Go – Road To Nowhere – Midnight Memories – Powerless – Unbreakable – I’m Free – Acoustic Medley – Let Love Rule

Band:
Robbie LaBlanc – Vocals, Guitars
Philip Lindstrand – Guitars
Mike Palace – Bass
Sören Kronqvist – Keyboards
Daniel Flores – Drums

thetreatmentThe Treatment, portatori sani di hard rock britannico, si formano a Cambridge nel 2008. Dopo il Medication For The Nation tour nel Regno Unito per promuovere l’album di debutto This Might Hurt, la band ha supportato Alice Cooper nel 2011, nel 2012 gli Steel Panther e i tour nordamericani di Kiss e Mötley Crüe. Il 3 dicembre è stato distribuito il video musicale di I Bleed Rock+Roll il primo singolo estratto dal terzo album in studio Running With The Dogs pubblicato il 3 febbraio 2014 dalla Spinefarm Records.  Forse un pò fuori contesto visto il filone melodico della manifestazione, questa band giovanissima e dall’aria punk/heavy metal non meglio specificata ha comunque goduto di un riscontro positivo da parte del pubblico (nonostante il recente cambio di cantante), con una potentissima esibizione. Torneranno sicuramente ancora in Italia dove hanno già lasciato una discreta impronta con pezzi dal tiro giusto, anche se un pò ridondanti.

Setlist:

Let It Begin – The Doctor – Tell Us The Truth – The Devil – I Bleed Rock+Roll – We Are Beautiful – Bloodsucker – Cry Tough – Backseat Heartbeat – Generation Me – Running With The Dogs – Emergency – Shake The Mountain

Band:
Mitchel Emms – Vocals
Tagore Grey – Guitar
Tao Grey – Guitar
Dhani Mansworth – Drums
Rick ‘Swoggle’ Newman – Bass

 

574072_logo“Pedal To The Metal“, questo il titolo del nuovo album, fresco di release il 15 aprile sapientemente forgiato da Mark Mangold e Al Fritsch, nel segno del melodic rock / Aor. Al Fritsch e soci, chili di troppo a parte ci regalano classe ed esperienza, con una scaletta perfettamente bilanciata tra vecchi classici e brani del nuovo album. Forse la voce un pò stanca e lo scarso affiatamento on stage ha remato contro alla resa finale mancando nell’intento di entusiasmarci a dovere, ma nel complesso il pubblico ha cantato e apprezzato ogni singola canzone, perché diciamocelo, non capita tutti i giorni di ascoltare dal vivo brani che hanno fatto la storia dell’AOR e che rimarranno sempre nei nostri cuori. Ben accolto anche il ritorno on stage della rediviva Fiona, a duettare con Al Fritsch su In Your Arms.

 

Setlist:

Pedal To The Metal – Hard To Hold – Don’t You Know – In ‘R Blood – Touch – Drivin’ Wheel – In Your Arms – Maybe It’s Love – Rain Of Fire – Writing On The Wall”

Band:
Al Fritsch – Vocals, Guitar
Tommy Denander – Guitar
Mark Mangold – Keyboards
Jon Bivona – Guitar
Greg Smith – Bass
Peter Yttergren – Drums

treatGli svedesi Treat, formati ormai nel lontano 1982 sulla scia stilistica degli Europe, sono una delle formazioni più di successo del filone metal-melodico scandinavo. Il nuovo lavoro “Ghost Of Graceland” prodotto da Peter Mansson e Anders Wikström, ci presenta una band che sebbene possa vantare una carriera trentennale, non ha certo l’intenzione di tirare il freno a mano. Un sound grintoso e spavaldo, melodie che ti si stampano in testa, con echi di  VAN HALEN, e UFO. Una performance molto attesa e che fin da subito colora una scaletta coinvolgente e pirotecnica, ma decisamente troppo improntata sui pezzi recenti e a tratti impregnata di un’innaturale perfezione…Il pubblico ha comunque dimostrato di apprezzare molto restituendo una grande partecipazione, anche se un po’ di amaro in bocca per le basi preregistrate delle vocals (e non solo per i cori) rimane. Che dire, band di questo calibro avrebbero molto da insegnare ai loro “successori”, se solo si facessero portavoce di alcuni imprescindibili valori.

 

Setlist:

Ghost Of Graceland – Better The Devil You Know – Nonstop Madness – Ready For The Taking – Papertiger – Do Your Own Stunts – Endangered – Gimme One More Night – We Own The Night – Roar – Get You On The Run – Conspiracy – Skies Of Mongolia – World Of Promises

Band:
Robert Ernlund – lead vocals
Anders Wikström – lead guitars and background vocals (lead vocals on “Together Alone”)
Patrick Appelgren – keyboards, guitars and background vocals
Pontus Egberg – bass guitar
Jamie Borger – drums

La band Americana nata nel 2012 dalla lineup originale di Dio ne porta un tributo nel nome (l’album del 1984 “The Last in Line”). In seguito alla morte di Ronnie James Dio nel 2010, il batterista Vinny Appice (Black Sabbath), il bassista Jimmy Bain, il chitarrista Vivian Campbell (Def Leppard) e il tastierista Claude Schnell hanno reclutato la voce (pazzesca) di Andrew Freeman e insieme hanno pubblicato a febbraio 2016 il primo album “Heavy Crown” con la produzione dell’ex Dokken Jeff Pilson. L’esordio dei Last In Line avviene in un momento difficile, a pochi giorni dalla pubblicazione viene a mancare Jimmy Bain (ex anche dei Rainbow), ma sul palco l’energia è stata quella di un tornado, un vero boato di suoni familiari. Forse troppi pezzi del passato (quasi l’intera setlist!) per un evento di questa portata e con un album nuovo di pacca da vendere, ma nel complesso davvero i migliori della giornata, con una formazione al top e un Andrew Freeman stellare. Il pubblico è stato ben felice di attenderli, e un pò ci si commuove nell’ascoltare i pezzi di Ronnie James eseguiti dal vivo, come non cantare? Esaltazione a palla sulle prime note di “Holy Diver” e un vero e proprio terremoto su “Rainbow in the dark” ci hanno ricordato che per quanto alcune stelle non brillino più tra noi comuni mortali, la loro eredità rimarrà per sempre nei nostri timpani e nei nostri cuori. Vivian Campbell rimane un chitarrista di caratura eccezionale, che questa sera torna alle sonorità più dure degli esordi e che è sempre capace di farci emozionare e di far sfogliare l’album dei ricordi ai numerosi presenti over 40. Sezione ritmica impeccabile con Vinnie Appice e la new entry Phil Soussan (ex Ozzy).

 

Setlist:

Stand Up And Shout (Dio cover) – Straight Through The Heart (Dio cover) – Devil In Me – Don’t Talk To Strangers (Dio cover) – Evil Eyes (Dio cover) – Holy Diver (Dio cover) – Egypt (The Chains Are On) (Dio cover) – I Speed At Night (Dio cover) – The Last In Line (Dio cover) – Martyr – Invisible (Dio cover) – Rainbow In The Dark (Dio cover) – Starmaker – We Rock (Dio cover) – I Am Revolution

Band:
Vivian Campbell – Guitars
Vinny Appice – Drums
Phil Soussan – Bass
Andrew Freeman – Vocals
Erik Norlander – Keyboards

Insomma, non particolarmente scoppiettante questa prima giornata, seppure punteggiata di momenti emotivamente impagabili e atmosfere irripetibili che solo la musica può regalare. Davvero buona l’affluenza, impeccabile l’organizzazione, una discreta presenza di fans stranieri e volti noti del panorama musicale nostrano, moltissimi giornalisti di settore e voci celebri delle più ascoltate web radio da chi divora musica per diletto e per professione. Impossibile negare che questa manifestazione goda di uno zoccolo duro di aficionados e incuriosisca ogni anno nuovi avventori, regalando incontri imperdibili con artisti di grande caratura che si rendono piacevolmente disponibili a “mescolarsi” coi fans e a raccontarsi con tutto il cuore. Non capita tutti i giorni di farsi una birra con leggende del rock e di portarsi a casa foto, cimeli e ricordi che altrimenti potremmo solo immaginare. Aspettiamo di avervi raccontato anche la seconda parte del festival per tirare le somme di un evento che a priori vogliamo continuare a veder brillare.

 

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