Il 19 novembre 2025 l’Alcatraz di Milano ha aperto il suo palco minore ma sorprendentemente andato sold out a pochissime ore dall’inizio del concerto, ad una serata a dir poco teatrale. Gli Ice Nine Kills hanno infatti dato inizio al Work of Art Tour proprio in Italia, accompagnati da The Devil Wears Prada e Creeper.
Creeper

Dopo solo cinque mesi dall’ultimo passaggio in Italia che li ha visto protagonisti come headliner, ritornano i Creeper come prima band di apertura di questa serata davanti all’Alcatraz quasi già tutto pieno. Le sonorità e l’estetica ci trasportano direttamente ai migliori anni di splendore del glam e goth rock, condito da tematiche horror punk. L’ispirazione ai gruppi che hanno fatto grande questo genere è innegabile ma arricchita da un interessante immaginario dark dei testi anche se ancora legati ad una narrazione, soprattutto della figura femminile, ormai sorpassata. Il tempo a loro disposizione non è stato molto ma i Creeper hanno saputo sfruttare ogni minuto preferendo limitare le chiacchiere e lasciar spazio alla loro musica.
The Devil Wears Prada

Molto più loquaci i The Devil Wears Prada che richiamano subito l’attenzione del pubblico chiedendo mosh pit già a partire dalle prime canzoni. Il gruppo è fresco dell’uscita dell’ultimo album Flowers ma nonostante questo, la scaletta ha spaziato molto tra le varie uscite passate. Le canzoni tratte dalla recente uscita sono due, il minimo indispensabile per una scaletta sfortunatamente corta, solo nove brani. Non sono mancati “grandi classici” come Danger: Wildman, Outnumbered perfettamente combinati con momenti più riflessivi e sentiti come Chemical che il pubblico ha accolto con grande energia. Il cantante l’ha notato e l’ha fatto presente nel momento dei ringraziamenti, aggiungendo che non passavano all’italia da un po’ e che questo è il concerto più grande che abbiano fatto qui. Speriamo quindi in un ritorno non troppo lontano.
Ice Nine Kills

Gli Ice Nine Kills imbastiscono un’atmosfera fatta di cinismo e ironia con un’intro di video, spezzoni di programmi televisivi e messinscena fatte direttamente dai componenti del gruppo per poi aprire con due pezzoni belli arrabbiati, Meat & Great e Funeral Derangements. La scelta dei brani e l’ordine di esecuzione è ben bilanciato tra momenti di pogo scatenato, altri più tranquilli con The Grave Mistake e altri ancora più divertenti e spensierati, come le cover Walking on Sunshine e The Impression That I Get.
Quello che colpisce di più di questo gruppo è la magistrale e attenta composizione musicale e di scrittura, grazie ai loro testi riescono a creare immaginari e mondi a sé parlando di temi horror e collegandosi a storie di film e videogiochi. Come se la creatività di scrittura non bastasse, ci si aggiungono spettacolari abbinamenti di abiti, scenografie, mascotte che animano il palco e scenette collegate al tema del brano. Quasi ogni canzone è intervallata da un intermezzo di video riprodotto sui due maxi schermi ai lati del palco, che introducono con immagini, parole e suoni, il brano successivo e lasciano tempo ai musicisti di cambiarsi.
Anche il pubblico abbraccia questa attenzione per i dettagli e molte sono le persone travestite da personaggi da loro citati e truccate in modo horror: un bello spettacolo di cui godere e un segno dell’affetto nei confronti dei Nine Ice Kills.
Scaletta:
1. Meat & Greet
2. Funeral Derangements
3. Hip to Be Scared
4. Stabbing in the Dark
5. Wurst VacationWalking on Sunshine (Katrina and the Waves cover)
6. Rainy DayThe Great Unknown
7. Ex-Mørtis
8. Farewell II Flesh
9. The Impression That I Get (The Mighty Mighty Bosstones cover)
10. A Grave Mistake
11. The Laugh Track
12. The Greatest Story Ever Told
13. The Shower Scene
14. Welcome to Horrorwood
15. IT Is the End
16. Encore:
17. The American Nightmare
18. A Work of Art
Si ringrazia MC2live.it.

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