Durante il concerto tenuto il 13 marzo 2026 all’Alcatraz di Milano (qui la gallery completa), i Kanonenfieber hanno deciso di non vendere il proprio merchandise ufficiale.
La band tedesca ha spiegato la scelta con un messaggio pubblicato sui social al termine della serata, nel quale denuncia le commissioni richieste per la vendita dei prodotti durante lo show.
A causa delle richieste economiche oltraggiose imposte dal locale, oggi a Milano non abbiamo venduto alcun articolo di merchandising. Ci rifiutiamo di avallare questo tipo di pratiche da parte delle venue.
Le band dipendono dalla vendita del merchandising, poiché rappresenta una fonte di guadagno calcolata che aiuta a coprire i costi associati al tour.
Questo palese tentativo da parte dei locali di spillare fino all’ultimo centesimo agli artisti è qualcosa che non sosterremo.
Tuttavia, non vogliamo negare ai nostri fedeli ascoltatori in Italia l’opportunità di portare a casa un ricordo sotto forma di maglietta del tour. Per questo motivo, è ora disponibile nel nostro negozio online.
Grazie per la splendida serata.
Il caso riaccende una discussione ricorrente nel circuito dei concerti internazionali. Per vendere merchandise in modo regolare durante una data in Italia, infatti, una band straniera deve appoggiarsi a una società italiana dotata di registratore fiscale. In molti casi questo servizio viene fornito direttamente dalla venue oppure da una società esterna specializzata. Il servizio comporta normalmente una commissione che può variare indicativamente tra il 10% e il 20%, alla quale si aggiunge anche l’IVA italiana del 22%.
La questione delle percentuali applicate alla vendita del merchandise era già emersa circa un mese fa in occasione del concerto dei Mayhem, anch’esso tenutosi all’Alcatraz di Milano, quando la band norvegese aveva sollevato pubblicamente dubbi simili sulle condizioni economiche legate alla vendita dei prodotti durante la data e decidendo di vendere magliette dal retro del loro furgone.
Al momento la venue milanese non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda. La discussione resta comunque aperta, in un contesto in cui il merchandise rappresenta da tempo una delle principali fonti di entrata per molte band in tour, contribuendo a coprire le spese di viaggio, produzione e personale.

Comments are closed.