Il procedimento giudiziario che vede MORGAN (all’anagrafe Marco Castoldi) imputato per stalking e diffamazione aggravata nei confronti della musicista Angelica Schiatti prosegue.
Il tentativo di giustizia riparativa, autorizzato dal Tribunale di Lecco a settembre 2024, si è concluso con un nulla di fatto. Come riportato da Il Giorno, è stata la parte offesa a ritirarsi dal percorso, rifiutando l’offerta economica dell’imputato.
Nel corso dell’udienza tenutasi il 1° luglio presso il Tribunale di Lecco, la difesa, rappresentata dall’avvocata Rossella Gallo, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale in merito all’impossibilità per il giudice di dichiarare estinto il reato di stalking anche a fronte di una condotta riparatoria. In aula è stato riferito che Schiatti avrebbe avanzato una richiesta risarcitoria di 150.000 euro, mentre Morgan ha offerto 15.000 euro. Secondo la difesa, si tratta di un gesto di disponibilità e responsabilità, non di ammissione di colpa.
Al termine dell’udienza, Morgan ha pubblicato un video su Instagram nel quale ha dichiarato:
«È assurdo pensare che io sia una persona pericolosa, il tribunale dei media mi ha già condannato; ho subito danni gravissimi, umani e professionali. Dare a me dello stalker è come dare del palestrato a David Bowie».
«La giustizia riparativa è un luogo dove si valutano veramente il vissuto e i sentimenti delle persone. Angelica ha perso un’occasione».
Corredato di questo testo:
«Oggi si è tenuta l’udienza per il procedimento in cui sono accusato a seguito di comportamenti che, fin dall’inizio, ho ritenuto estranei alla mia intenzione di nuocere e non corrispondenti alla mia natura di cittadino, artista e persona pubblica.
Il giudice ha accolto l’eccezione preliminare sollevata dalla mia difesa, visto che il fatto contestato non ha carattere di particolare gravità e non dovrebbe essere procedibile d’ufficio.
Il giudice ha acquisito agli atti la somma di 15.000 euro da me offerta in spirito di riparazione, senza alcuna ammissione di colpevolezza, ma con la volontà di dimostrare responsabilità, rispetto e disponibilità al confronto civile.Ancora più rilevante, è stata sollevata una questione di legittimità costituzionale riguardante la norma su cui si fonda l’accusa. Il giudice ha rimandato per decidere se rimetterla alla Corte Costituzionale per una valutazione più ampia e strutturale.
Ciò significa che il mio caso non è più solo una questione personale, ma è occasione di riflessione sulla correttezza delle norme che regolano la vita dei cittadini, specialmente nei casi in cui la libertà di espressione o i rapporti umani complessi vengono semplificati in formule inadeguate.Ribadisco la mia fiducia nella magistratura, che oggi ha dimostrato lucidità e ascolto, e ringrazio i miei avvocati, che hanno saputo difendere la mia posizione non solo giuridica, ma anche umana.
Aggiungo una riflessione: la somma di 15.000 euro, che per me e la mia famiglia rappresenta un grande sacrificio, è stata versata non come ammissione di colpa, ma come gesto di disponibilità e senso civico.
Qualora la persona offesa, che gode di una condizione patrimoniale di rara prosperità, decidesse di accettarla, mi auguro che voglia devolverla a un’associazione che si occupa di tutelare le donne che hanno subito violenza, vera, fisica o psicologica.
Attendo l’udienza di settembre con serenità, sapendo di aver agito secondo coscienza.»
Alle dichiarazioni dell’artista ha risposto direttamente ANGELICA SCHIATTI, pubblicando su Instagram una storia che riportiamo qui integralmente:
«Comunicazione forzata di servizio, perché la verità è l’unica cosa che ho.
Oggi l’udienza è stata rinviata al 9 settembre.
La strategia dell’imputato è quella di prendere tempo (mi ricorda qualcun*) per sfinire i magistrati di eccezioni pretestuose da vagliare e ovviamente per sfinire me, pensando che prima o poi possa mollare.
SPOILER: no.
A parte la follia mistificatrice, che comunque non mi sorprende, del dichiarare tramite un video sui social che i magistrati oggi abbiano stabilito la sua innocenza (che si stabilisce eventualmente solo con una sentenza mentre in questo caso ancora deve partire tutto), oggi i magistrati hanno solo rinviato a settembre, per fare fronte ad una delle tante richieste degli avvocati dell’imputato.
In aula si è anche lamentata l’eccessiva mediaticità:
la giusta risposta, soprattutto davanti al mio silenzio, mi sembra proprio quella di fare una diretta Instagram dicendo bugie e di fare una dichiarazione (per cui sto già sporgendo altra denuncia) dove si fa intendere che tutto sommato io lo stalking, la diffamazione aggravata, i pedinamenti ad opera di pregiudicati, la violazione della mia intimità, gli appostamenti e chi più ne ha più ne metta, sotto sotto me li “meriti” perché invitata due volte a Radio 2 (…) nel memorabile programma del soggetto.
Vorrei dire al giornalista che ha permesso questo schifo prima di tutto che sono una professionista anche senza fare la ballerina in TV, che sono stata tante volte a Radio 2 senza l’imputato e che la seconda volta che ho partecipato al suo programma è stato solo per fargli un favore e tappare un buco poiché nessun ospite voleva presentarsi, così per dire.
Detto ciò, avrei preferito non dire niente e come al solito torno al mio lavoro, da 5 anni troppo spesso interrotto.
La cosa che mi fa sentire peggio è pensare a quante donne siano nel limbo in cui mi trovo io, in attesa di giustizia.
Siate forti, non mollate mai!»
Successivamente Morgan ha postato uno scritto intitolato “la distruzione (di Morgan) – anatomia di un crimine simbolico”
La prossima udienza è fissata per il 9 settembre 2025, quando il giudice si esprimerà anche sull’eventuale trasmissione alla Corte Costituzionale della questione sollevata dalla difesa. Nel frattempo, il processo prosegue.
Visualizza questo post su Instagram
Visualizza questo post su Instagram

Comments are closed.