I Necrodeath sono una presenza inossidabile nel panorama metal stremo italiano. Non si fermano mai, non indugiano mai. Non c’è tregua, nessun sollievo, nessuna cura. Solo un infinito inferno che apre le porte per accogliere anime inquiete e per far uscire orde di demoni pronti a nutrirsi di incertezze e follie che avvolgono il pensiero dei deboli e unitili essere umani…

Neraka‘ è uno dei tanti inferni che esistono nelle latitudini delle terre oscure e profonde, nelle sacralità delle culture infinite che sono parte della nostra infelice umanità. Di questo inferno si parla in questo mini lavoro della mai doma band italiana, di incubi, di figure mitologiche, di momenti spettrali senza dimenticare il malefico tributo al padre del nostro inferno letterario, il sommo, il visionario, l’unico Dante Alighieri.

Tre brani che, come ci rivela GL nell’intervista che vi proponiamo di seguito, riprendono il filo conduttore di un altro dissacrante gioiello quale ‘The Age of Dead Christ‘. La stessa potenza, la stessa malefica irriverente potenza, le stesse armonie dissonanti che graffiano i sensi e il corpo e creano un disagio malinconico ed eccitante. 

Mi stupisco ogni volta all’ascolto di un lavoro dei Necrodeath e non dovrei. Ma il pensiero si imbatte nella putrida realtà che fa emergere la immutata vena creativa di una band che non deve dimostrare niente a nessuno! 

Le tre perle nere… ‘Inferno‘… lo è. Di iniziali sbuffi malefici e voci demoniache e urla, di campane con rintocchi funebri che si fanno largo prima dell’esplosione iniziale e della furibonda baraonda sonora che ne segue. Un estremo momento tra velocità impossibili e rallentamenti assordanti e le dissonanze che le armonie della chitarra produce… ‘Infeeernoooo’…

 

Petrify‘ dopo l’intro selvaggio ecco un classico soffocante brano metal, che ti annienta come lo sguardo ammaliante e velenoso di Medusa che ti blocca e paralizza assieme alle tue sensazioni e che ti sconvolge accelerando fino a provocare la morte…

E gli originali si esauriscono con ‘Succubus Rises‘, di dantesca memoria un viaggio ‘nell’inferno del nostro subconscio ed è anche rappresentato nella copertina dalla figura femminile  con un copricapo demoniaco‘. Spettrale e spettacolare allo stesso tempo.

Necrodeath è un oscuro pensiero che avvolge le profondità dell’anima e gli abissi delle menti, un’entità che si nutre della paura e della fragilità dell’essere umano…

Tracklist:
Inferno
Petrify
Succubus Rises
Flame of Malignance (live)
California Uber Alles (Dead Kennedys cover)

Band:
Flegias – Voce
Pier Gonella – Chitarra
Peso – Batteria
GL – Basso

 

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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