Nevermore – Jeff Loomis, Intervista 2009

Ciò che viene riproposto di seguito è un breve estratto / resoconto delle domande che il pubblico presente alla clinic di Jeff Loomis, tenutasi alla Music Academy di Bologna, ha rivolto al chitarrista dei Nevermore. Tanti spunti interessanti per gli addetti ai lavori, musicisti e curiosi presenti alla “lezione”…

Long Live Rock n Roll:
Considerando la tua tecnica spaventosa, quante ore al giorno dedichi all’esercizio?

Jeff Loomis:
Beh, in passato, quando non ero ancora un musicista professionista, passavo circa 8/9 ore al giorno. Oggi, fra la composizione di brani nuovi, e i periodi trascorsi in tour, non mi resta che esercitarmi nei ritagli di tempo, diciamo circa un paio d’ore al giorno. Oggi, preferisco dedicare più tempo alla scrittura delle canzoni che alla tecnica.

Long Live Rock n Roll:
Le tue composizioni sono sempre caratterizzate da una tecnica sbalorditiva, con fiumi di riffs e di scale. Non pensi che a volte, l’ascoltatore (specie il non musicista) possa rimanere disorientato da tanta tecnica, rischiando di non lasciargli molto al termine dell’ascolto?

Jeff Loomis:
Non saprei, almeno per quanto riguarda il mio lavoro solista, cerco di sopperire alla mancanza delle parti cantate con dei fraseggi abbastanza orecchiabili, intervallati da scale più complesse. Del resto, sono un chitarrista e non ho grandi doti vocali. Dunque, è la chitarra che “canta” al posto mio. È l’unico modo che conosco per esprimermi in musica.

Long Live Rock n Roll:
Hai sempre e solo suonato la chitarra o in passato ti sei cimentato con qualche altro strumento?

Jeff Loomis:
Mio padre era un musicista, un batterista per l’esattezza, ed è con la batteria che mi sono avvicinato alla musica, principalmente al rock di gruppi come i Kiss (qui boato generale n.d.r.), ma mi sono reso conto presto che non era lo strumento che faceva per me e passare alla chitarra è stato del tutto naturale, dato che in casa c’era una chitarra classica.

Long Live Rock n Roll:
Quali sono le influenze musicali che accompagnano la stesura dei tuoi brani?

Jeff Loomis:
Di solito cerco di avere un approccio del tutto personale alla musica. Penso di avere, negli anni, acquisito un mio particolare stile ed è quello che contraddistingue buona parte dei miei lavori. Certo, ci sono anche numerosi artisti che hanno influenzato la mia formazione musicale, in particolar modo fra i chitarristi, Jason Becker e Marty Friedman, sia da solisti sia come Cacophony. Ascolto anche molta musica classica che, per così dire, aiuta ad aprirmi la mente verso armonie nuove ed è sempre un ottima fonte d’ispirazione per quando compongo.

Long Live Rock n Roll:
Parlando sempre del tuo modo di comporre, ti capita mai di seguire degli schemi particolari, fatti di scale precostituite dalle quali ricavare dei brani, o preferisci lasciarti andare ad una metodica più libera?

Jeff Loomis:
Nel corso della mia carriera, ho avuto la fortuna di suonare con i più svariati tipi di musicisti: da quelli, per così dire, “educati” dal punto di vista musicale a quelli che andavano più ad orecchio e ti dico che, per quel che mi riguarda, questi ultimi li ho sempre apprezzati di più. Spesso mi trovo (e qui ci offre vari esempi, n.d.r.) ad accostare delle scale con dei riff che, stando ad una certa educazione musicale, non dovrebbero sposarsi bene. Ma è proprio la loro dissonanza che li rende piacevoli all’ascolto, e tutto questo grazie ad un lavoro che è più di fantasia che di tecnica preimpostata. Io credo che se sei dotato di un buon orecchio, non c’è nulla che non si possa realizzare in musica.

Long Live Rock n Roll:
Come sei riuscito a raggiungere certi risultati con la tecnica del bending?

Jeff Loomis:
Eseguendoli molto lentamente. Facendo in questo modo, ti renderai conto di come esistono un’infinità di modi per eseguirlo, tutti con una sfumatura diversa dagli altri (e qui ci dimostra vari esempi di bending, n.d.r.).

Long Live Rock n Roll:
Come solista e come chitarrista dei Nevermore, qual è stato il riff o l’assolo che, più di ogni altro, ti ha impegnato, a causa della sua difficoltà?

Jeff Loomis:
Mi viene da pensare all’intera “This Godless Endeavor”, ma soprattutto ad un passaggio intermedio su “Born”, dove Warrel esegue dei vocalizzi e la chitarra, appunto, esegue un fraseggio molto rapido fatto di pennate e contropennate velocissime. Quello, sì che mi ha dato parecchio filo da torcere!

Long Live Rock n Roll:
Preferisci la dimensione solista o essere membro di una band?

Jeff Loomis:
Da solista, posso permettermi di registrare tutto ciò che mi pare senza alcuna mediazione con altra gente, il che mi permette di esprimere me stesso al 100%. Ma, quando suono con gli altri membri dei Nevermore, specie se davanti a 15000 spettatori… Wow, non c’è paragone!

Long Live Rock n Roll:
Che progetti ci sono in cantiere per te?

Jeff Loomis:
Dunque, come solista, ho un contratto con la Century Media per altri due album, il primo dei quali inizierò a comporre appena rientrato a casa da questo clinic tour. Coi Nevermore, circa due settimane fa abbiamo terminato le registrazioni del nostro nuovo album “The Obsidian Conspiracy” che dovrebbe uscire a fine anno (applausi di tutti i presenti n.d.r.). L’anno prossimo saremo costantemente in tour e dovremmo passare dall’Italia per la fine del 2010…

Long Live Rock n Roll:
Magari da Bologna!

Jeff Loomis:
Speriamo di sì!!!

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*