Century Media – Luglio 2005
Non è mai facile recensire un disco dei Nevermore, gruppo che ha sempre diviso critica e pubblico. Ormai attiva da dieci anni, la band di Warrel Dane e Jim Sheppard (fondatori dei grandi Sanctuary), ha sempre proposto un metal di difficile classificazione, lontano dalle mode e estremamente personale. “This Godless Endeavor” è il sesto lavoro in studio, dopo due anni di silenzio seguiti alla pubblicazione di “Enemies of Reality” buon disco ma leggermente inferiore agli standard qualitativi a cui i nostri ci hanno abituati sin dall’esordio.
Questo nuovo album è come sempre diverso dal suo predecessore, e si presenta un po’ piùaggressivo, come testimoniato dall’opener “Born”, quasi un pezzo death metal, sia per il cantato (almeno nella parte iniziale), che per la velocità , ma tempo un minuto, ed il cantato teatrale ed enfatico di Dane ritorna prepotentemente come un vero e proprio marchio di fabbrica. Si continua alla grande con “Final Product”, pervasa da una melodia di fondo davvero originale, che rende il pezzo leggermente pi? accessibile rispetto ad altri. In linea con i primi due pezzi anche “My Acid Words”, piùmelodica, ma non per questo meno incisiva degli altri due. “Sentient 6” mette in luce l’emotività della voce di Dane, e qui secondo me un piccolo tributo al maestro Geoff Tate va riconosciuto. Un attimo di tregua, con questo pezzo che definire ballad non è forse appropriato. Un paio di brani abbastanza trascurabili come “Medicated Nation” e “The Holocaust of Thought”, e subito si arriva ad una delle perle del disco, “Sell My Heart For Stones”. Un arpeggio accompagnato dal piano, fanno da sfondo alla sempre magistrale interpretazione vocale. Il brano è un susseguirsi di cambi d’atmosfera, con l’alternanza di parti arpeggiate ad altre pi? metal. In chiusura dopo le buone “The Psalm of Lydia” e “A Future Uncertain”, arriviamo al brano che da il titolo al disco, “This Godless Endeavor”, otto minuti emozionanti, in cui tutta la band riesce a creare un’atmosfera davvero da brividi, sicuramente il brano piùteatrale dell’intero lavoro.
Ogni disco dei Nevermore necessita di ripetuti e attenti ascolti per essere apprezzato appieno, ma lasciatevi conquistare da questa band e scoprirete un metal intelligente ed assolutamente personale, lontano dalle banalità a cui siamo purtroppo abituati.
Tracklist:
1. Born
2. Final Product
3. My Acid Words
4. Bittersweet Feast
5. Sentient 6
6. Medicated Nation
7. The Holocaust of Thought
8. Sell my Heart for Stones
9. The Psalm of Lydia
10. A Future Uncertain
11. This Godless Endeavor
Band:
Warrel Dane – voce
Jeff Loomis – chitarra
Steve Smyth – chitarra
Jim Sheppard – basso
Van Williams – batteria
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