Il dibattito sulla natura della Rock & Roll Hall of Fame si è riacceso negli ultimi giorni, vedendo contrapposte alcune delle figure più iconiche della musica mondiale. Al centro della controversia ci sono le recenti dichiarazioni di Gene Simmons, storico co-fondatore dei KISS, che ha ribadito la sua ferma contrarietà all’inclusione di artisti rap e hip-hop all’interno dell’istituzione di Cleveland.
In una recente intervista, Gene Simmons ha espresso nuovamente il suo scetticismo, dichiarando che generi come l’hip-hop, l’opera o la musica sinfonica non dovrebbero far parte della Rock & Roll Hall of Fame per una questione di coerenza terminologica. “Aspetto solo di sapere quando i Led Zeppelin saranno inseriti nella Hip-Hop Hall of Fame”, ha ironizzato il bassista dei KISS, sottolineando come, a suo avviso, l’istituzione stia perdendo la sua identità originaria legata strettamente al rock tradizionale.
Non si è fatta attendere la risposta di Chuck D, leader dei Public Enemy (già introdotti nella Hall of Fame nel 2013). Interpellato sulla questione, il rapper ha mostrato un approccio riflessivo ma critico verso la visione di Simmons.
“Gene Simmons sembra dire queste cose ogni tre anni circa”, ha commentato Chuck D.
Pur definendo i KISS come degli “dei del rock”, il frontman dei Public Enemy ha evidenziato una mancanza di comprensione della storia musicale:
“Quello che Gene non realizza è che il nome è Rock and Roll Hall of Fame. Tutto ciò che non è propriamente ‘rock’, da quando il genere si è frammentato negli anni ’60, rappresenta il ‘roll’. Quel groove, quel flow e quell’anima sono parte integrante del termine”.
Con una punta di ironia, ha poi aggiunto che i KISS sono grandi icone rock, ma forse mancano proprio di quella componente “roll”.
Anche il mondo del rock più viscerale si è schierato a favore dell’apertura della Hall of Fame. Chad Smith, batterista dei Red Hot Chili Peppers, ha espresso un parere molto sintetico ma inequivocabile. Quando gli è stato chiesto se l’hip-hop avesse diritto di cittadinanza nell’istituzione, Chad Smith ha risposto con un secco: “Sì, certamente”, confermando la visione inclusiva che molti artisti della sua generazione condividono.
Questa disputa non è nuova: già nel 2016, in occasione dell’induzione degli N.W.A., si era verificato un botta e risposta simile tra Simmons e Ice Cube.

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