In una recente intervista concessa a The Dark Melody, l’ex chitarrista degli STRATOVARIUS, Timo Tolkki, ha spiegato perché al momento non ha intenzione di comporre nuovo materiale.

«Non ha davvero più senso fare nuova musica», ha dichiarato. «Perché costa denaro e non ci sono più CD. Nessuno li compra. Si fanno nuovi dischi principalmente per andare in tour, ma io ho realizzato circa 25 album. Al momento non lo considero. Voglio una buona produzione, ma costa soldi. E l’industria musicale è cambiata tantissimo».

Alla domanda se prenderebbe in considerazione la possibilità di scrivere musica solo “per amore della musica”, Tolkki ha risposto:

«L’amore per la musica è l’unica ragione per cui farla. Ma la produzione di un album è un lavoro enorme, richiede mesi. E davvero non voglio fare le cosiddette registrazioni casalinghe. Per me bisogna affittare uno studio. E il Finnvox Studio di Helsinki, dove abbiamo registrato diversi album degli STRATOVARIUS, costa 500 euro al giorno».

Parlando invece del rapporto con i suoi ex compagni di band, Tolkki ha dichiarato:

Siamo molto buoni amici. A volte vado a vedere i loro concerti qui in Finlandia, ed è strano perché suonano ancora molte delle mie canzoni. Sentirle dal pubblico è una sensazione particolare. Mi è piaciuto molto l’ultimo album degli STRATOVARIUS. Credo che meritino il successo, hanno lavorato duramente dopo la mia uscita. Solo vibrazioni positive da parte mia».

Autore di oltre 100 brani per gli STRATOVARIUS, Tolkki ha lasciato la band nel 2008 per intraprendere la carriera solista. A lui si devono classici del power metal come “Black Diamond”, “Hunting High And Low”, “Speed Of Light”, “Paradise”, “Forever” e “Destiny”. Gli album del periodo in cui militava nella formazione hanno venduto oltre quattro milioni di copie.

Negli ultimi anni ha riformato la lineup storica di “Dreamspace” con il progetto TIMO TOLKKI’S STRATO, insieme a Tuomo Lassila (batteria) e Antti Ikonen (tastiere), con i quali aveva registrato i dischi “Fright Night”, “Twilight Time”, “Dreamspace” e “Fourth Dimension”.

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