Nel vasto panorama della storia del rock, pochi nomi riecheggiano con la stessa autorità di Tony Iommi. Il leggendario chitarrista dei Black Sabbath non ha semplicemente dato vita a un genere musicale, ma ha tracciato un solco profondo entro cui si muovono, ancora oggi, migliaia di musicisti in tutto il mondo. In una recente riflessione che ha coinvolto mostri sacri del calibro di Zakk Wylde e Brian May, è emerso chiaramente quanto il contributo di Iommi sia stato per loro fondamentale e, per certi versi, insostituibile.
Secondo Zakk Wylde, leader dei Black Label Society e storico collaboratore di Ozzy Osbourne, l’intera storia del metal e dell’hard rock ha un debito incalcolabile nei confronti del chitarrista di Birmingham. Con la sua consueta schiettezza, Wylde ha sottolineato come la genialità di Tony Iommi non risieda solo nella tecnica, ma nella capacità di aver creato un “vocabolario” musicale completamente nuovo.
“Abbiamo tutti un lavoro grazie a quest’uomo eccezionale” ha dichiarato il chitarrista,
evidenziando come la struttura stessa dei riff dei Black Sabbath sia diventata il modello standard per la musica heavy.
Anche Brian May, storico chitarrista dei Queen, si è unito al coro di elogi. Nonostante i generi musicali di appartenenza possano sembrare distanti, May ha sempre manifestato una profonda ammirazione per il modo in cui Iommi ha saputo trasformare un limite fisico — l’incidente alle dita occorso in gioventù — in un punto di forza stilistico e unico. Per Brian May, la capacità di Tony Iommi di evocare atmosfere oscure e potenti attraverso accordi semplici ma magistralmente eseguiti è ciò che lo eleva al di sopra dei suoi contemporanei.

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