L’integrazione dell’intelligenza artificiale nella creazione di nuova musica rimane uno dei temi più controversi dell’industria contemporanea. Tra scetticismo e curiosità, anche le icone del rock iniziano a esprimere il proprio punto di vista. Recentemente, durante una sessione di domande e risposte tenutasi presso il negozio HMV di Londra, Zakk Wylde ha condiviso la sua visione sull’uso degli algoritmi per comporre melodie e testi.

Il frontman dei Black Label Society e storico chitarrista di Ozzy Osbourne ha adottato un approccio pragmatico. Per Zakk Wylde, l’IA può essere considerata un’implementazione di ciò che i musicisti hanno sempre fatto: provare a scrivere nello stile dei propri idoli.

“L’IA va bene. È quasi come se io e te ci sedessimo e dicessimo: ‘Ehi, potete scrivere una canzone che pensate scriverebbero i Black Sabbath?'”, ha spiegato il chitarrista.

Tuttavia, secondo Wylde, esiste un limite invalicabile che la tecnologia non può superare: la sensibilità umana.

Il punto focale della riflessione di Wylde riguarda l’unicità del contributo individuale dei membri di una band. Non si tratta solo di note, ma di un pezzo dell’anima che viene consegnato all’ascoltatore.

“Non sarai mai in grado di sostituire ciò che esce dalla mente di Ozzy Osbourne, dalla mente di Tony Iommi, o ciò che pensa Geezer Butler quando scrive i testi”, ha affermato. “È lo stesso discorso se dicessi di voler scrivere i Pantera con l’IA. Non puoi sostituire ciò che passava per la mente di Dimebag Darrell o quello che avrebbe suonato Vinnie Paul. I Pantera sono quei quattro ragazzi: Philip Anselmo, Rex Brown, Dime e Vinnie. Questo è quanto”.

Wylde ha citato anche icone del pop come Elton John e il paroliere Bernie Taupin, sottolineando come il fascino dell’arte risieda proprio nell’ imprevedibilità del fattore umano.

Nonostante la difesa della creatività umana, Zakk Wylde non demonizza la tecnologia. Ha ammesso di trovare divertenti certi esperimenti, come i “mashup” creati digitalmente. Ha ricordato con un sorriso quando lo stesso Ozzy Osbourne gli sottopose un mix in cui la voce di Ozzy cantava “War Pigs” sul riff di “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin, con l’ingresso di Robert Plant per l’assolo.

“È la cosa più forte di sempre”, ha commentato, “ma non sostituirà mai Jimmy Page che suona quel riff o Robert Plant che lancia quel grido sopra la musica. Perché quella è la cosa reale. Non potrai mai sostituire l’originale”.

Redazione
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