50 anni fa lo scatto che immortalò i Beatles sulle strisce pedonali per la copertina di ‘Abbey Road’

Abbey Road, una memorabile copertina fra le più iconiche, riprodotte, conosciute e imitate

50 anni fa lo scatto che rese famoso un attraversamento pedonale, quello all’angolo degli Abbey Studios di Londra in cui i Beatles erano soliti registrare i propri successi. Ebbene, tra leggende, miti e verità, ecco la storia…

Sono le 11:35 del mattino di una bella, calda mattinata di Londra. Siamo ad Abbey Road, strada che fiancheggia quelli che diventeranno, ma che in fonda già allora lo erano, i famosissimi Abbey Studios. C’è un po’ di trambusto poichè la strada viene bloccata. All’inizio della via un poliziotto devia il traffico, poco lontano qualche curioso e al centro della strada una scala da imbianchino su cui è appollaiato il giovane fotografo Ian McMillan, 31 anni, con la sua macchina fotografica Hasselblad. Poco più avanti quattro giovanotti, non ancora trentenni, che fanno su e giù sulle strisce pedonali, seguendo le indicazioni del loro mentore, accoccolato sul trespolo con i pioli, per ottenere la foto desiderata…

Bastano 10 minuti per realizzare tale desiderio, solo sei clic, sei pressioni del dito sul pulsante della macchina fotografica, sei scatti, sei apparentemente semplici movimenti. Fatto. Un attraversamento pedonale, un semplice attraversamento pedonale che diventerà importante e famoso quasi quanto i quattro che lo stanno oltrepassando.

Lo stesso McMillan dirà qualche tempo dopo:

La foto dei Beatles sulle strisce pedonali è stata definita un’icona degli anni ’60. Penso sia diventata così popolare per la sua semplicità…

L’idea della foto di copertina è nella mente di Paul McCartney che la disegna su un foglio. La bozza viene consegnata a McMillan che fa il resto. 

Cosa c’è di strano nel vedere i quattro Beatles attraversare la strada. In fondo è un’azione che ciascuno di noi compie tranquillamente molte volte al giorno. Un normalissimo momento di vita quotidiana. Ma sappiamo bene che quando si parla dei Beatles non vi è nulla di normale.

Il mito

Alla copertina di Abbey Road  sono state date sempre molte e fantasiose interpretazioni che hanno alimentato leggende, miti e racconti tutti molto suggestivi e ricchi di fascino accattivante. Nessuno sa la verità o se vi siano significati nascosti da dover leggere in modo più profondo o più bizzarro. Questo non importa perchè è bello volare con la fantasia e crescere nell’idea del possibile, seppur impossibile.

Il fulcro della storia è rappresentato da Paul McCartney che nella foto appare con elementi che lo diversificano dai suoi compagni George Harrison che lo segue, Ringo Starr e John Lennon che lo precedono. Ma perchè McCartney ha un atteggiamento diverso? Allora la sua diversità di posa, di abiti indossati conferma le voci che lo danno morto già tre anni prima?

Andando a ritroso, l’anno 1966, il 9 novembre per essere precisi, si crede essere la data della morte di Paul McCartney. Paul muore a causa di un incidente stradale in cui il bassista dei Beatles rimane anche decapitato. Si cercano indizi sulla sua morte ovunque, in ogni angolo della vita dei Beatles, anche nelle bellissime copertine dei loro dischi.

Concentriamoci sulla foto di questa copertina

Paul McCartney nella foto è scalzo, mentre gli altri indossano regolarmente le scarpe. Cosa vuol dire dunque. Non è come gli altri, quindi non fa parte del regno terreno e quindi è deceduto davvero.

Il Paul bassista dichiarerà tempo dopo di essersi tolto i sandali solo perchè aveva caldo (vedi galleria fotografica di seguito)…

Ma allora perchè la sua camminata non è come quella degli altri che hanno la gamba sinistra avanti mentre lui, avanti, porta quella destra? e perchè ha una sigaretta nella mano destra pur essendo lui mancino? allora non è lui ma un suo sosia!

Inoltre, potrebbe trattarsi del funerale di Paul, allora, visto che i quattro sono in fila come in una processione in cui John Lennon è vestito di bianco come un cerimoniere, un sacerdote, Ringo Starr che lo segue ha un vestito scuro come quello di chi conduce il carro funebre o come l’impresario delle pompe funebri e George Harrison porta umili abiti come quelli indossati da un becchino… allora Paul McCartney è davvero morto…

E la targa del maggiolone parcheggiato sul lato sinistro poco distante da George Harrison? A dire il vero si legge davvero poco. Ma secondo molti i numeri e le lettere della targa sono sono molto evidenti e facilmente leggibili ed interpretabili: LMW 281F. Chiaro allora Paul è davvero morto! il significato sarà di certo questo: Linda McCartney Widow 28 (years) 1F (he lives) – (Linda McCartney vedova se Paul avesse 28 anni)… davvero tutto chiaro. Eppure Linda e Paul nel 1966 non erano ancora sposati (ricordiamo che il 1966 è considerato l’anno della morte di Paul, quindi Linda non sarebbe potuta diventare vedova) e nel 1969 McCartney non aveva ancora compiuto 28 anni, ma ne aveva 27… 

E poi nell’ottobre del 1969, per stimolare la fantasia del pubblico ed in concomitanza con l’uscita dell’album, la telefonata al dj di una radio di Detroit con una voce che dice, dall’altra parte della cornetta, che McCarteny è morto (sarà la voce di John Lennon a urlare quelle parole? così si pensa…). E la storia continua.

Curiosità

Lo scatto utilizzato per la copertina di ‘Abbey Road’ è il quinto dei sei ‘tentativi’ effettuati dal giovane Ian.

Uno degli scatti dello stesso McMillan, uno di quelli non utilizzati per l’art work, è stato venduto all’asta per la cifra di 16.000 sterline, nel 2012.

Ma chi è quel signore che con aria sorniona è appostato sulla destra vicino alla macchina nera… la sua presenza lì, in quel particolare punto e momento fa parte del setting della scena oppure… Ebbene sì, oppure. È una presenza del tutto casuale. Si tratta di un turista americano piuttosto curioso che si ferma ad osservare quello che sta succedendo, ignaro di chi sia tutta quella gente e di cosa quel manipolo di persone stia facendo.

In un’intervista di molti anni dopo confesserà che a lui i Beatles non piacevano e non sono mai piaciuti, ha sempre preferito la musica classica ai quattro rumorosi capelloni di Liverpool…

Altri scatti di quella memorabile giornata…

 

 

 

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