Gli Alchemy Divine sono una band davvero molto valida e formata da musicisti professionisti, che ormai suonano insieme da una vita. Il loro curriculum personale è impressionante. I loro componenti hanno anche aperto date (con altri progetti) per James Brown, Chuck Berry tra le altre cose. Inoltre hanno fatto tour in lungo e in largo con Jo Squillo e vantano varie apparizioni televisive prestigiose. Passione per il rock e conoscersi alla perfezione tra di loro, sono le cose che balzano subito all’orecchio.

Il lavoro è prodotto magistralmente e non ci sono proprio sbavature. Segno, che ogni singola canzone, strumento e voce sono stati minuziosamente provati per ottenere un risultato, che è degno di una produzione internazionale. Il loro genere è sicuramente rock, ma ci sono piacevoli divagazioni nel miglior pop anni 80/90 con varie sonorità  che mi hanno ricordato in taluni frangenti i No Doubt, Katrina and The Waves e The Cranberries. La bellissima voce di Francesca Mantovani (che ha all’attivo anche un eccellente carriera professionale come attrice teatrale di spot), ti guida per tutti gli otto brani del lavoro.

Si parte con la grintosissima “Running out of time“, quattro minuti di pura “libidine sonora” con un attacco di batteria di Michael “Kos” Kotska, davvero potente e i riffoni di Mauri Belluzzo che sono come pugni ben assestati al costato. Il basso pulsante della new entry, Luca De Mare (con la band da qualche anno) è l’altro ingrediente segreto per un risultato davvero eccellente. Francesca è una cantante davvero brava, che sa passare in un battibaleno in varie tonalità  ed emerge chiaramente che per essere bravi performers non bisogna mai improvvisarsi e applicarsi sempre.

Pezzi come “I’m in a rush“, sono davvero vincenti con ogni strumento che rappresenterei metaforicamente come un purosangue lanciato a tutta velocità  in una pista. Sette canzoni che vedono (secondo me) in “The prey“, il loro momento piùriuscito. E’ un pezzo, che sprizza energia ogni secondo e che ogni volta apprezzi qualche passaggio diverso. Ottimo l’assolo di Mauri, molto pulito e classicheggiante alla Van Halen.

La band esiste dal 2005 e nella loro biografia affermano di essere sempre un laboratorio musicale sempre alla ricerca di nuovi elementi da miscelare. Conoscendo diversi componenti di persona, posso affermare che questi “ragazzi amanti del rock e del metal da una vita”, non si danno mai per scontati e si divertono davvero a comporre canzoni e poi a proporle dal vivo.

Crushed” è formata da pezzi mid tempo o suonati davvero “molto fast” e un’eccezione è rappresentata dal pezzo piùlungo del lavoro “Orwell’s prediction“, cinque minuti che mi hanno regalato la classica “goosebumps”(rappresentata in italiano da “pelle d’oca”). La chitarra di Mauri ha saputo regalarmi brividi e mi ha ricordato i momenti piùintensi e pregni di pathos di Dave Mustaine e del compianto Dimebag Darrell.

Purtroppo, non sono tempi facili per la musica che amiamo e la loro eccellente proposta non arriverà  in ogni media, ma io fossi in voi un ascolto approfondito su Spotify o un acquisto dei loro lavori(presenti sul sito ufficiale) lo valuterei proprio.

Questo lavoro si chiude con “What can i do“, pezzo davvero grintosissimo e con parecchie sfumature metal classico.

Non mancateli in future date live (ovviamente quando la situazione attuale lo permetterà ), ma intanto gustatevi questo lavoro.

Tracklist

1 – Running out of time
2 – I’m in a rush
3 – The prey
4 – Empires fall
5 – Life
6 – Orwell’s prediction
7 – What I can do

Band

Francesca Mantovani – voce-testi
Mauri Belluzzo ”“ chitarre-tastiere
Michael ‘Kos’ Kostka ”“ batteria-testi
Luca Di Mare (basso)

“Crushed” è disponibile sulle migliori piattaforme digitali (Amazon, Spotify etc) e in forma fisica sul loro sito: alchemydivine.com

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/alchemydivine/

 

 

Mauro Brebbia
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