Anthrax- Mazda Palace, Milano – 7 Luglio 2005

 

Posso dire una cosa?

Ma quanto è bello l’heavy metal !!!! Un concerto come quello degli Anthrax ti riconcilia con la musica e ti da una carica indispensabile per affrontare l’opprimente quotidianità. Dopo anni e anni finalmente riesco ad assistere all’esibizione live del quintetto americano, forte della recente reunion con Belladonna e Spitz.

Il Mazda non è gremito come mi aspettavo, visto anche il prezzo popolare del biglietto, ma comunque circa un migliaio di persone sono presenti per assistere a questa serata di old school thrash metal.

Gli anni ’80 sono stati sicuramente il periodo migliore per questo genere oggi un po’ stantio e privo di nomi nuovi, ma che in passato ha donato al metal delle perle ancora oggi inarrivabili come “Among the Living” degli stessi Anthrax, “Master of Puppets” dei Metallica, “Rust in Peace” dei Megadeth e “The Legacy” dei Testament solo per citarne alcuni.

Dei quattro grandi del thrash (Anthrax, Metallica, Megadeth e Testament), sicuramente gli Anthrax sono quelli che nel corso degli anni hanno saputo rinnovarsi meglio e evolversi in modo intelligente, mantenendo un sound riconoscibile al primo ascolto. Ammetto che la reunion mi ha colto di sorpresa visto che la formazione con Bush mi sembrava stabile e in armonia, pero’ gli Anthrax che hanno entusiasmato i metal fans sono quelli del periodo 1985/1990.

Verso le 22:30 si spengono le luci e dopo una breve intro tratta dal film “The Blues Brothers”, i nostri attaccano con “Among the Living”.

Belladonna è in forma e con lo stesso look scuro della tournée di “Persistence of Time”. Il tempo sembra essersi fermato nel vedere quanta energia ha ancora la band. Certo gli anni passano per tutti, ma a sentire come pestano i nostri (sprattutto Benante), non sembrerebbe affatto. “Got the Time” scatena il mosh come del resto quasi tutti i brani proposti, pescati principalmente da “Spreading the Disease” e “Among the Living”, veri capolavori della band.

Saranno anche passati 20 anni ma sentire “N.F.L.”, “Medusa”, “Antisocial”, “Madhouse”, “A.I.R.” mette di buon umore e emoziona ancora. Un po’ trascurato l’album “Persistence of Time” da cui vengono pescate solo “Got the Tme” e “In My World”, così come da “State of Euphoria” (album un po’ sottovalutato) vengono suonate solo “Be All, End All” e “Antisocial”.

Toccante e estremamente sincero l’omaggio che la band tributa all’amico Dimebag Darrel (R.I.P.) suonando un minuto di a “New Level” dei Pantera, con Scott Ian alla voce.

Dopo questa parentesi c’è ancora tempo per delle versione spaccaossa di “I’m the Law”, “Indians” e la storica “Metal Thrashing Mad”, forse l’unico pezzo dove Belladonna non è proprio impeccabile. La band saluta i presenti, ma dopo pochissimo ritorna sul palco e Ian annuncia il primo pezzo tratto dal primo disco, “Fistul of Metal” del 1983. Ovviamente si tratta di “Deathrider”, pezzo tiratissimo, a metà strada tra lo speed di gruppi come gli Exciter e il thrash più grezzo.

E’ giunto il momento dei saluti di rito ricambiati da un pubblico soddisfatto della dose di metallo ricevuta. Cambiano le mode, i generi, si cercano nuove sonorità, ma una band come gli Anthrax è al di sopra di tutto ciò. 20 anni senza scendere a compromessi o quasi sono la testimonianza di un gruppo di amici e di uomini che crede in quello che fa e lo fa onestamente nel rispetto dei fan.

Setlist:
1. Among the Living
2. Got the Time
3. Caught in a Mosh
4. A.I.R.
5. Madhouse
6. Antisocial
7. Efilnikufesin (N.F.L.)
8. Medusa
9. Indians
10. Be All, End All
11. I’m the Man
12. Metal Thrashing Mad
13. A New Level
14. I Am The Law
15. Deathrider

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