Nel corso di una recente intervista riportata da Loudwire, Alex Skolnick è tornato a parlare dell’annoso confronto tra i Testament e i cosiddetti “Big 4” del thrash metal, offrendo una riflessione lucida e per certi versi definitiva sulla questione.«Non ci penso molto perché, per me, non si tratta solo dei “Big 4”, ma dei “primi quattro”. Quelle band avevano già pubblicato album quando i Testament si chiamavano ancora Legacy ed erano una band locale di cui sentivo parlare quando andavo al liceo. E avevano anche supportato alcune di quelle band, ma tutti i “Big 4” avevano già dischi all’attivo mentre i Legacy stavano ancora iniziando. Quando poi i Legacy sono diventati Testament e hanno pubblicato il loro album di debutto, quelle bands avevano già diversi album pubblicati. Non si può davvero fare il paragone.
“Loro erano già in giro, erano molto più avanti quando noi abbiamo iniziato. Ha più senso parlare della generazione successiva ai cosiddetti “Big 4”. Ed è un onore che la gente pensi – e spesso lo fa – che siamo uno di quei nomi. Per me va benissimo così».”
Parole che ridimensionano con eleganza una disputa spesso alimentata più dai fans che dagli stessi musicisti, e che mettono in prospettiva la cronologia storica della scena thrash.
Cos’era il Big 4 Festival
Con l’espressione “Big 4” si indicano le quattro band simbolo del thrash metal americano: Metallica, Slayer, Megadeth e Anthrax.
Il “Big 4 Festival” è stato un evento celebrativo che ha riunito queste quattro formazioni sullo stesso palco, con concerti diventati storici per i fan del genere, a partire dal 2010. L’iniziativa ha sancito ufficialmente il loro ruolo centrale nella nascita e nell’esplosione del thrash negli anni ’80, fissando nell’immaginario collettivo una gerarchia che ancora oggi alimenta discussioni.
Cosa fa oggi Alex Skolnick
Oltre a essere uno dei chitarristi più tecnici e versatili della scena metal, Skolnick continua la sua attività con i Testament, impegnati tra tour internazionali e nuovi progetti discografici. Parallelamente porta avanti il suo percorso più jazz e fusion con l’Alex Skolnick Trio, dimostrando una versatilità che va ben oltre i confini del thrash metal.

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