È una piazza gremita, quella che stasera accoglierà il concerto di Bryan Adams e la sua band per una delle tappe più attese del So Happy It Hurts Tour.

Con il live dell’artista canadese, si chiude stasera, domenica 27 luglio, il ricco cartellone estivo, proposto, anche quest’anno, dal Lucca Summer Festival.

La scenografia è sobria, ma potente, Adams si avvale di un grande pannello luminoso che occupa tutta la parete posteriore del palco, sul quale si alternano clip e inquadrature live, palloni d’aria che volteggiano sopra le teste delle prime file, e nel brano “So Happy It Hurts”, addirittura, vediamo “decollare” un altro pallone gonfiabile a forma di macchina volante, che per qualche secondo resta sospeso in aria davanti al palco per poi tornare da dove è partito.

Il concerto si apre con “Kick Ass”, un manifesto rock urlato col sorriso: “Il mondo ha bisogno di un po’ più di rock’n’roll!”. 

Si passa subito ai classici: “Run to You” e “Somebody” che scatenano la piazza. L’adrenalina cresce, tra riff essenziali e quel suo modo di cantare che sembra non invecchiare mai.

Con “Roll With the Punches” e “18 til I Die” arriva il cuore ironico e sfacciato del suo repertorio: è qui che Bryan scherza col pubblico, raccontando divertito di quando arrivato all’aeroporto a Napoli, lo hanno chiamato ironicamente “Bryano”, quasi fosse un nome d’arte. Un siparietto che strappa risate e crea una complicità immediata.

La parte centrale del concerto scava più in profondità. Con “Take Me Back”, “Go Down Rockin’” e “It’s Only Love” (dedicata con affetto a Tina Turner, “una vera regina, una forza della natura, una sorella di palco”), Bryan porta il pubblico negli anni ‘80, tra amori consumati e inni alla resistenza rock.

Poi arriva il momento più toccante: “Shine a Light”. Prima di iniziare, Bryan ricorda con emozione la recente scomparsa del padre: “Questa canzone è per chi ci ha lasciato, ma continua a brillare dentro di noi”. Chiede alla piazza di accendere le torce dei telefoni, e in un attimo Lucca si trasforma in un firmamento pulsante. È uno dei vertici emotivi della serata, tra commozione e gratitudine.

Con “Heaven” e “Into the Fire”, si resta sospesi tra nostalgia e redenzione. Ma è con “Make Up Your Mind”, “You Belong to Me” (con un’improvvisa e divertita citazione di “Blue Suede Shoes”) e la cover coinvolgente di “Twist and Shout” che il ritmo risale, fino a trasformare la piazza in un unico, gigantesco coro.

La scaletta prosegue compatta e variegata: “When You’re Gone”, “Cuts Like a Knife”, “So Happy It Hurts”, fino alla leggendaria “Summer of ‘69”, che il pubblico canta come un inno generazionale.

In chiusura, arriva anche un’altra sorpresa: la cover di “Can’t Take My Eyes Off You”, eseguita con elegante semplicità, e poi, dopo un attimo di pausa, “All for Love” in una versione intima, come un abbraccio collettivo prima dei saluti.

Quello di Bryan Adams a Lucca non è stato solo un concerto, ma un viaggio emotivo: tra ballate senza tempo, ricordi personali, tributi e battute improvvisate, Adams ha dimostrato che il vero rock è quello che resta umano, anche sotto i riflettori. Una serata che ha saputo unire generazioni, con un piede negli anni ‘80 e lo sguardo rivolto al futuro.

Testo di Lucilla Sicignano

Setlist

1. Kick Ass

2. Run to You

3. Somebody

4. Roll With the Punches

5. 18 til I Die

6. Take Me Back

7. Go Down Rockin’

8. It’s Only Love

9. Shine a Light

10. Heaven

11. Into the Fire

12. Make Up Your Mind

13. You Belong to Me *(con inserto di “Blue Suede Shoes”)*

14. Twist and Shout *(cover dei The Top Notes)*

15. A Little More Understanding *(debutto live con la band)*

16. When You’re Gone

17. The Only Thing That Looks Good on Me Is You

18. Never Ever Let You Go

19. Cuts Like a Knife

20. (Everything I Do) I Do It for You

21. So Happy It Hurts

22. Back to You

23. Summer of ’69

24. Can’t Take My Eyes Off You *(cover di Frankie Valli)*

Encore:

25. All for Love

 

Si ringrazia D’Alessandro & Galli

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