Il dibattito sulla libertà d’espressione e sulla sensibilità nel mondo della musica torna al centro dell’attenzione grazie alle recenti dichiarazioni di Zak Tell, frontman dei Clawfinger. In un’intervista rilasciata a Made In Metal, il cantante della storica formazione alternative-metal svedese ha riflettuto sull’eredità di uno dei loro brani più celebri e controversi: “N*****“, contenuto nell’album di debutto del 1993, Deaf Dumb Blind.

Nonostante il titolo provocatorio, il brano è nato come una ferma dichiarazione anti-razzista. All’epoca, i Clawfinger cercavano di affrontare il tema del pregiudizio e dell’odio razziale in modo diretto e viscerale. Tuttavia, la scelta di utilizzare un termine così carico di tensione ha generato reazioni contrastanti, specialmente negli Stati Uniti.

Zak Tell ha ricordato come, all’epoca, la band ricevette un fax durissimo da una casa discografica americana che criticava aspramente il fatto che dei musicisti bianchi pretendessero di dare lezioni di vita alla comunità nera. Al contrario, il cantante ha sottolineato come molti ascoltatori afroamericani avessero apprezzato il brano, comprendendone il reale intento, mentre le maggiori critiche provenivano spesso proprio dal pubblico bianco.

Secondo Zak Tell, il contesto socio-culturale odierno renderebbe la pubblicazione di un brano simile ancora più problematica.

“Non credo che all’epoca venisse così frainteso,” ha spiegato il leader dei Clawfinger. “La maggior parte delle persone era abbastanza intelligente da leggere il testo e capire il contesto generale. Penso che oggi sia più un problema rispetto ad allora, perché tutto viene estrapolato dal contesto.”

Il musicista punta il dito sulla riduzione della soglia di attenzione:

“Molte persone hanno un’attenzione di dieci secondi. Se ascolti solo un ritornello del genere, lo fraintenderai per forza.”

Nonostante la band rivendichi con orgoglio il messaggio e il valore della canzone – che è stata fondamentale per la loro carriera, vendendo oltre 600.000 copie solo con il primo disco – i Clawfinger hanno deciso di non includerla più nelle loro scalette live.

Una scelta dettata dal rispetto per il mutato clima politico e sociale, segnato da movimenti come Black Lives Matter.

“Non lo suoniamo più per rispetto verso come va il mondo oggi,” ha ammesso Zak Tell. “Non siamo una band come i Mötley Crüe che dicono ‘Fanculo, facciamo quello che vogliamo perché siamo i Mötley Crüe‘. Ci piace l’idea di cambiare con i tempi.”

Redazione
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