A distanza di trent’anni dal loro debutto, i CLAWFINGER non hanno perso il vizio di dire ciò che pensano. La storica formazione rap-metal svedese, pioniera del genere in Europa, è tornata a far sentire la propria voce non solo attraverso la musica, ma anche con dichiarazioni frontali sulla situazione politica globale. In una recente intervista rilasciata alla testata polacca MetalSide, il frontman Zak Tell ha approfondito le tematiche che animano il nuovo singolo Scum, brano contenuto nell’album Before We All Die, pubblicato nel febbraio 2025 tramite l’etichetta Perception (divisione di Reigning Phoenix Music).
Il brano Scum è un attacco diretto alla figura di Donald Trump, ma la riflessione di Zak Tell si estende a tutto l’establishment politico di Washington. Quando gli è stato chiesto se figure del passato, come George W. Bush, potessero oggi apparire più moderate rispetto alla deriva attuale, il cantante ha risposto con pragmatismo:
Sì, forse. O forse è solo che alcuni di loro sono un po’ più astuti riguardo alla propria corruzione e alla propria morale. Ma per rispondere alla domanda, direi di sì, immagino sia così. Allo stesso tempo, credo che chiunque occupi posizioni di potere così elevate stia probabilmente nascondendo molto più di quanto noi sappiamo, e probabilmente accadono molte cose sfavorevoli. Persino con Bush o con Obama, o qualunque presidente si scelga, continuano comunque a scatenare guerre e a prendere decisioni basate sul proprio benessere economico. E quando agisci in questo modo, non ti stai occupando prima di tutto delle persone; di conseguenza, non meriti la posizione che ricopri, perché dovresti essere lì per il popolo.
I CLAWFINGER, nati a Stoccolma all’inizio degli anni ’90, hanno costruito la loro intera carriera su testi politicamente impegnati. Il loro album di debutto, Deaf Dumb Blind del 1993, fu un successo clamoroso che vinse un Grammis (il premio della musica svedese) e vendette oltre 600.000 copie. Da allora, attraverso lavori come Use Your Brain (1995) e Life Will Kill You (2007), la band ha mantenuto una linea coerente contro il razzismo, la disuguaglianza sociale e la distruzione ambientale.
Before We All Die rappresenta il primo album in studio del gruppo dopo ben diciannove anni di silenzio discografico. Il disco conferma la capacità della band di fondere groove pesanti e rime taglienti, dimostrando che il messaggio di brani storici è ancora drammaticamente attuale.
Vorrei poter dire che le cose sono cambiate. Se guardiamo a ciò che accade nel mondo e a come ci comportiamo come esseri umani, penso che non abbiamo fatto molti progressi. Sembra che ci sia un Trump per ogni Greta Thunberg: per ogni persona che vuole migliorare il mondo, c’è un idiota che vuole riportare tutto indietro. Credo che il messaggio di Deaf Dumb Blind sia ancora attuale e che abbia superato bene la prova del tempo.

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