Martedì 21/10/2025 Curtis Harding si è esibito al TPO di Bologna con un concerto che conferma il suo status di nuova leggenda del soul contemporaneo. Nella tappa bolognese del suo tour europeo l’artista di Atlanta ha regalato una serata intensa, calda e profondamente emotiva, mescolando groove, psichedelia e spiritualità in una formula che solo lui sembra saper maneggiare con tanta naturalezza.
Accompagnato da una band impeccabile — tra cui spiccavano Aaron Steele alla batteria e Will Montgomery alla chitarra — Harding ha aperto il live con brani tratti dal suo acclamato album “If Words Were Flowers”, pubblicato nel 2021.
Nato ad Atlanta nel 1979, Curtis Harding è uno dei nomi più originali e riconosciuti della nuova scena soul internazionale. Cresciuto in una famiglia profondamente legata alla musica gospel — la madre era cantante in chiesa — Harding ha assorbito fin da giovane le radici spirituali e ritmiche della black music. Dopo aver collaborato come corista e chitarrista con artisti hip-hop come CeeLo Green, ha intrapreso una carriera solista che unisce soul, R&B, rock e psichedelia con uno stile personale e contemporaneo.
Il suo album di debutto, “Soul Power” (2014), ha attirato subito l’attenzione della critica per il suo sound vintage e moderno al tempo stesso. Con “Face Your Fear” (2017), prodotto da Danger Mouse, ha consolidato la sua fama internazionale, mentre “If Words Were Flowers” (2021) ne ha confermato la profondità artistica, fondendo introspezione, groove e messaggi di speranza.
Con la sua voce calda e la presenza magnetica, Curtis Harding è oggi considerato uno dei principali interpreti del soul del XXI secolo, capace di rendere omaggio alle radici senza smettere di guardare avanti.
Fotogallery a cura di Emanuel Giordani

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