Il divorzio tra David Ellefson e i Megadeth continua a far discutere, non solo per le circostanze della separazione, ma anche per le opinioni musicali che l’ex bassista esprime oggi sulla sua storica band. In una recente intervista rilasciata a Chris Akin Presents e ripresa da Blabbermouth, Ellefson ha condiviso le sue riflessioni sull’ultimo disco del gruppo capitanato da Dave Mustaine, sollevando perplessità sulla sua direzione sonora.

Nonostante sia stato un pilastro dei Megadeth per decenni, partecipando alla creazione di capolavori come Rust In Peace e Countdown to Extinction, David Ellefson sente oggi un distacco netto rispetto all’attuale produzione della band. Riferendosi all’ultimo omonimo lavoro in studio, il bassista ha dichiarato che, pur riconoscendo il valore tecnico dei musicisti, il risultato finale non trasmette più le emozioni del passato..

“Lo ascolto e, per me, semplicemente non suona come i Megadeth”, ha affermato Ellefson.

Secondo il musicista, l’identità del gruppo è sempre stata legata a un particolare amalgama sonoro e a una alchimia che, a suo avviso, sembra essersi trasformata o smarrita nelle ultime registrazioni.

Per meglio lumeggiare sui rapporti tra gli ex componenti, è importante ricordare che le parti di basso originariamente registrate da Ellefson per l’album The Sick, the Dying… and the Dead! furono rimosse dopo il suo allontanamento nel 2021, venendo sostituite da quelle di Steve Di Giorgio (Testament) per la versione finale del disco.

Nonostante le critiche, Ellefson non ha espresso astio personale verso i nuovi componenti, come il chitarrista Teemu Mäntysaari o il batterista Dirk Verbeuren, ma ha sottolineato come la “logica” dei Megadeth sia sempre stata guidata più dal cuore e dall’istinto che da calcoli a tavolino.

Mentre i Megadeth proseguono il loro ultimo capitolo globale, David Ellefson non è rimasto a guardare. Il musicista è impegnato in numerosi progetti, tra cui i Kings of Thrash (insieme a un altro ex membro storico, Jeff Young) e i The Lucid, dimostrando di voler continuare a esplorare nuove strade musicali pur mantenendo vivo il legame con le proprie radici thrash metal.

L’uscita di scena di Ellefson ha segnato la fine di un’era, e le sue parole confermano quanto sia difficile, per chi ha contribuito a definire un genere, accettare l’evoluzione di una creatura che ha sentito propria per quasi quarant’anni.

 

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