Il tour degli Eagles ha vissuto un momento unico, seppur non per ragioni musicali. Durante il recente concerto tenutosi alla Sphere di Las Vegas lo scorso 24 gennaio, il leggendario chitarrista Joe Walsh è stato costretto a dare forfait a causa di una brutta influenza. Si tratta di un evento eccezionale: è la prima volta in oltre cinque decenni che la band si esibisce senza di lui.
Nonostante l’assenza di uno dei suoi pilastri, la band ha deciso di non cancellare lo spettacolo. Don Henley, rivolgendosi al pubblico presente nel futuristico impianto di Las Vegas, ha spiegato la situazione con estrema trasparenza:
“Avevamo una scelta da fare: cancellare tutto o rimboccarci le maniche e fare lo show”.
Il gruppo ha optato per la seconda opzione, organizzando una prova d’emergenza di due ore nel pomeriggio stesso per riorganizzare le parti di chitarra e le armonie vocali. Don Henley ha poi rassicurato i fan sulle condizioni dell’amico, dichiarando che Joe Walsh sta bene ma ha semplicemente bisogno di tempo per recuperare le forze.
Per colmare il vuoto lasciato da Joe Walsh, gli altri membri della formazione hanno dovuto fare gli straordinari. Le parti soliste e vocali solitamente affidate a Walsh sono state suddivise tra i compagni di palco.
In particolare, Vince Gill si è fatto carico delle voci soliste in classici come “In the City“, “Life’s Been Good” e “Rocky Mountain Way“. Per quanto riguarda l’iconica “Hotel California“, il celebre assolo di chitarra è stato eseguito da Deacon Frey insieme al turnista Chris Holt.
La storicità di questo evento sta tutta nei numeri. Joe Walsh si unì ufficialmente agli Eagles nel 1975, sostituendo il membro fondatore Bernie Leadon, e da quel momento non aveva mai saltato un singolo concerto. Quella della scorsa settimana è stata dunque la sua prima assenza in ben 51 anni di militanza.
Durante lo show precedente, svoltosi il 23 gennaio, Joe Walsh era salito sul palco nonostante i primi sintomi del malessere, riuscendo a portare a termine gran parte della scaletta, sebbene avesse dovuto saltare i saluti finali.
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