In vista dell’evento oramai epocale del “Back To The Beginning”, ultimo capitolo di Ozzy Osbourne con i Black Sabbath, Nuno Bettencourt – storico chitarrista degli Extreme – ha riflettuto sull’importanza di quel concerto e come vi si è preparato.

Bettencourt racconta che quando è stato contattato ha pensato: “Oh mio Dio, mi è dato di suonare due canzoni”.
Tuttavia, il numero di brani da preparare alla fine è stato ben superiore, arrivando fino a dodici. Ha spiegato:

“Quando mi hanno chiamato per partecipare, ho pensato: «Oh mio Dio, che figata! Posso andare lì e suonare due brani!»
Tutti gli altri ne facevano due, quindi mi sentivo tranquillo. Poi mi dicono: «Ehi, puoi fare un pezzo di Randy Rhoads e qualcosa da Bark At The Moon, visto che sai suonare quel tipo di roba?»
E io, ovviamente: «Perfetto, contaci!»

Ma dopo tre o quattro giorni mi richiamano e mi fanno: «Possiamo aggiungerne altri tre?»
Io resto un po’ di stucco e chiedo: «Aspettate, che succede?»
E loro: «Ah, Wolfgang Van Halen ha dato forfait.»
E io: «Come? E quali sarebbero i pezzi?»

Poi capisco il motivo: è stato furbo. Nessuno vuole suonare quei maledetti assoli di Randy Rhoads o Jake E. Lee — perché se sali su quel palco, davanti a Ozzy e a tutti i tuoi colleghi, e sbagli… beh, la tua carriera è fottuta.

Così, da due brani, sono diventati cinque. Mi sono chiuso in una stanza e ho pensato: «Ok, devo darci dentro e imparare per bene tutto questo materiale.»
E indovina un po’? Mi chiedono di aggiungerne altri tre. Alla fine mi sono ritrovato a suonare dodici canzoni!

E conoscendomi, non potevo semplicemente “impararle”.
Mi sono detto: «Devo farle a modo mio, devo metterci tutto. Tempo, dedizione, precisione. Devo essere al top.»

Bettencourt ha inoltre ricordato l’emozione di trovarsi davanti a Ozzy in un momento così significativo:

“L’ultima cosa che gli ho detto è stata: grazie per tutto quello che hai significato per me.”

Riguardo all’atmosfera fra i musicisti durante l’evento, ha dichiarato:

“È stato come un campo estivo per l’heavy metal: niente ego, solo amore e sostegno reciproco.”

Per Bettencourt, non è stato soltanto imparare note e assoli, ma entrare nella parte, rispettare le canzoni e vivere l’occasione come un evento che meritava tutto l’impegno possibile.

“Tutto quello che volevo era mostrare di sapere il mio mestiere e impegnarmi al massimo.”

Redazione
Author

Comments are closed.