Mariah Carey è stata celebrata come MusiCares Person of the Year durante l’evento tenutosi venerdì sera al Los Angeles Convention Center, a due giorni dalla cerimonia dei Grammy Awards.
Il riconoscimento, assegnato dall’organizzazione benefica MusiCares per i risultati artistici e l’impegno filantropico, è stato accompagnato da una lunga serata di esibizioni tributo da parte di artisti di generazioni e generi diversi.
Uno dei momenti più significativi è arrivato quando i Foo Fighters, affiancati da Taylor Momsen, hanno eseguito “Hermit” e “Love Is a Scam”, brani tratti dall’omonimo album grunge segreto “Someone’s Ugly Daughter”inciso da Mariah Carey negli anni Novanta sotto lo pseudonimo Chick. Seduta al suo tavolo in prima fila, Carey ha seguito l’esibizione cantando e applaudendo con evidente entusiasmo.
L’album “Someone’s Ugly Daughter” venne registrato nel 1995 e co-prodotto da Mariah Carey insieme all’amica Clarissa Dane. All’epoca, per ragioni legate all’etichetta discografica, Carey partecipò al progetto solo come corista, lasciando a Dane le parti vocali principali. La vera identità dell’autrice fu resa pubblica soltanto nel 2020, con l’uscita della sua autobiografia.
Foo Fighters and Taylor Momsen perform a song off of Mariah Carey’s unreleased 1995 grunge album “Someone’s Ugly Daughter” by Chick pic.twitter.com/xCLC1OfsRk
— Variety (@Variety) January 31, 2026
La storia delle Chick
Nel 1995, nel pieno del successo pop di Mariah Carey, nasce Chick, un progetto parallelo e volutamente anonimo che segna una deviazione netta dal suo percorso pop. Sotto questo nome viene pubblicato “Someone’s Ugly Daughter”, unico album della band, inciso ai The Hit Factory di New York mentre Carey stava lavorando al suo quinto album solista “Daydream”. Il disco, orientato verso l’alternative rock e il grunge, viene pubblicato il 5 settembre 1995 da Epic Records / 550 Music, con Clarissa Dane come voce principale e Carey accreditata solo come corista.
Dietro le quinte, però, Mariah Carey è co-autrice, co-produttrice e inizialmente anche cantante principale del progetto. Come rivelato solo nel 2020 nella sua autobiografia “The Meaning of Mariah Carey”, l’album nasce come valvola di sfogo creativa in un periodo personale complesso, segnato da frustrazione e dal desiderio di esplorare sonorità più ruvide, ispirate a band come Hole, Garbage e Sleater-Kinney. Le preoccupazioni dell’etichetta discografica, timorosa di compromettere l’immagine pubblica dell’artista, portarono però alla decisione di rimuovere la sua voce solista e pubblicare il disco sotto pseudonimo.
Il progetto Chick viene concepito e registrato in modo spontaneo, spesso nelle ore notturne, con un approccio diretto e privo di sovrastrutture. Singoli come “Malibu” e “Demented” non trovano spazio nelle radio alternative dell’epoca e l’album resta ai margini, rapidamente ritirato dalla promozione ufficiale. Col tempo, “Someone’s Ugly Daughter” diventa un oggetto di culto, difficile da reperire e assente dalle piattaforme di streaming.
Gli altri tributi
Nel corso della serata si sono alternati numerosi artisti. Teddy Swims ha interpretato “Without You”, Flo ha proposto “Dream Lover”, Billy Porter ha riletto “Always Be My Baby”, mentre Jennifer Hudson ha aperto la propria esibizione con “I Don’t Wanna Cry”, collegandola poi a “Vision of Love”. Busta Rhymes, insieme a Chanté Moore e Spliff Star, ha eseguito “I Know What You Want”, mentre John Legend si è seduto al pianoforte per “Hero”. Tra gli altri omaggi, Charlie Puth ha cantato “I Still Believe”, Laufey “It’s Like That”, Adam Lambert “Can’t Let Go”, Kesha “Obsessed” e Maggie Rogers “Honey”.
Durante la cerimonia, Babyface, storico collaboratore di Mariah Carey, ha voluto sottolinearne l’importanza artistica.
“È unica. Mariah, sei il sogno di ogni autore e produttore. Sei un modello di grande songwriter.”
Il finale della serata, più breve rispetto alla tradizione, ha visto Jon Batiste guidare un gruppo di artisti in “All I Want for Christmas Is You”, con Mariah Carey salita sul palco per unirsi al coro negli ultimi istanti.
Visibilmente emozionata, Carey ha ringraziato il pubblico con un breve intervento.
“Sentire le mie canzoni reinterpretate da alcuni dei più grandi artisti del mondo è surreale. Quando da bambina scrivevo testi nel mio quaderno di notte, potevo solo sognare che qualcuno si riconoscesse in quelle parole.”
In precedenza, il titolo di MusiCares Person of the Year era stato assegnato, tra gli altri, a Bruce Springsteen, Barbra Streisand, Joni Mitchell, Dolly Parton e Tom Petty.
Visualizza questo post su Instagram

Comments are closed.