Wanikiya Records ”“ 2021

It Will Last, un nome affascinante, profetico e positivo, ma anche un nuovo gruppo davvero interessante, un progetto che ha visto la nascita nel 2018 grazie alla tenacia di Simone Carnaghi, polistrumentista, compositore e insegnante di musica.
Nightmares In Daylight’, registrato presso i Rock & Music Studio di Rescaldina (Milano) è il titolo di questo primo album, un concept della durata di cinquantasette minuti, dodici brani che affrontano temi differenti, con un comun denominatore che è molto attuale, ossia i numerosi aspetti che lentamente stanno “consumando” il mondo nel quale viviamo.
Il nome It Will Last, prende spunto da un brano omonimo contenuto in un precedente album dal titolo ‘Slender Hopes’ pubblicato nel 2010 sempre ad opera del mastermind Simone Carnaghi.

Questo viaggio musicale inizia con ‘Prelude Of Sins’ breve intro arpeggiata dal sapore malinconico, seguita dalla title track dove abbiamo il primo impatto con la voce che ci accompagnerà  per tutto l’album. Si tratta di Daniel Reda, ex cantante dei Pandaemonium e Dying Moon e ora in forza in questa nuova band di Simone.
Sono sincero, la prima impressione non è stata totalmente positiva, forse mi aspettavo una timbrica diversa, ascolto dopo ascolto posso invece dire che la voce di Daniel risulta si ben inserita nelle trame musicali scritte e suonate da Simone, anche se a mio avviso nelle parti dove sale di tonalità  perde un po’ di incisività  e mordente e non sempre riesce a convincere.
Per quanto riguarda l’aspetto strumentale come dichiarato nella biografia, si sente un amore viscerale per gli Iron Maiden del periodo d’oro, sia per quanto riguarda le chitarre, sia per il basso, strumento “preferito” da Simone, e il progressive proposto è forse piùmetal che progressive, dunque non troviamo virtuosismi a volte un po’ stucchevoli, ma tanta sostanza ed energia.

Proseguiamo l’ascolto con ‘Bound’ epic progressive track seguita da ‘Global Warning’ introdotta da un breve “duello”chitarra/basso, un brano a mio avviso molto intenso dove a una strofa molto compatta e dura si contrappongono delle aperture melodiche nel bridge/ritornello.
It Will Last’ è la canzone che dà  il nome al gruppo, sicuramente uno dei pezzi piùimprevedibili dell’album, nonché personali, dove si passa tranquillamente da momenti dark/wave anni ottanta, al progressive, al metal alla Iron Maiden.
Deadly Poison’ e ‘Time Is Life’ si mantengono su buoni livelli qualitativi, mentre con ‘The Winner’ una sorta di ballata medioevale (non sfigurerebbe in un album dei Blind Guardian) possiamo godere di un’altra sfaccettatura del sound degli It Will Last.
Selfish Pride’ l’avrei vista bene in un disco del grande e mai troppo compianto Ronnie James Dio, una song dai connotati epici e solenni tra le migliori del lotto.
Il trittico finale composto da ‘Money And Power’, ‘On The Road To Redemption’ e ‘Flying To The Rainbow’ presenta alcuni momenti non proprio riusciti (in particolar modo ‘Money And Power’ mi è sembrata un po’ zoppicante per quanto riguarda la linea vocale e alcuni arrangiamenti) ma dovendo dare un giudizio complessivo la mia votazione è sicuramente positiva.

La proposta musicale degli It Will Last non è di facile presa, è complessa ma anche per questo va presa in considerazione e apprezzata. Personalmente inserirei piùcori e seconde voci per completare meglio e rendere così più“corpose” le linee vocali.
A tal proposito bisogna dire che la voce di Daniel è particolare e di quelle che divide l’ascoltatore. C’è chi sicuramente l’apprezzerà , chi no.
Ovviamente sono dettagli (non trascurabili), il tessuto principale è piùche buono, ma appunto per questo, la band può secondo me crescere ancora e arrivare ad un risultato migliore e perché no fare il famoso salto di qualità .

www.facebook.com/itwilllastband

Tracklist:

1.Prelude Of Sins
2.Nightmares In Daylight
3.Bound
4.Global Warning
5.It Will Last
6.Deadly Poison
7.Time Is Life
8.The Winner
9.Selfish Pride
10.Money And Power
11.On The Road To Redemption
12.Flying To The Rainbow

Band:

Simone Carnaghi – basso, chitarra, batteria
Daniel Reda – voce

 

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