In tempi di elettronica, new-new wave, di nichilismo sonoro o del suo contrario fatto di sovrapposizioni di stili e melodie che quasi sempre non portano da nessuna parte, ci si può affidare a qualche punto fermo, fuori da tendenze imitate in modo sterile. Jon Spencer e i suoi Blues Explosion sono per questo una garanzia, un faro sempre ben illuminato e riconoscibile, più che onesti e capaci musicisti che sfornano album corposi, non costruiti a tavolino, ma ricchi di spunti e ispirazione dettata dalla creatività del momento, come nella migliore tradizione del rocknroll.

‘Damage’, ultima fatica che segue dopo un paio d’anni ‘Plastic Fang’ che aveva brillato per la sua ruvida freschezza da band al limite tra hard e punk, – strano incrocio! – appare come un lavoro più complesso, con più sfaccettature.

Il desiderio di esplorare nuovi territori da parte del trio elettrico risulta evidente ed è probabilmente questo il punto di forza che non mancherà di solleticare un auditorio vasto. Spazi forse nuovi anche per i tre epigoni degli Experience – vedere a tale proposito le foto interne al cd- creati con ammiccamenti alla pschidelia ed al folk, come in Spoiled, ballata sporca da primi anni settanta: su giri in 12 battute si vanno ad incastonare performance vocali da hiphop e rap di quello che imperversava nelle strade dell’East Coast alla fine degli anni ottanta, miscelato con estrema disinvoltura. Il soul di ‘Cruncy’ fa da contraltare alle possenti sonorità di Mars Arizona, un rock’n’roll asciutto e convincente. Stupisce la compattezza del suono della band, agitato da chitarre nervose e tamburi pestati a dovere. Il calderone Explosion sembra poi rinvigorirsi e arricchirsi di contributi, rilevante quello di DJ Shadow che fa capolino qua e là in alcuni brani – ‘Hot Gossip’ e ‘Fed Up and Low Down’ strano connubio di funkrock e acidità sonora sparsa a larghe mani. In ‘Rattling’ è il blues delle origini ad indicare la strada.

Ciò che sorprende è, che nonostante le contaminazioni da cui sembrano attratti i tre, ‘Damage’ è un lavoro smaccatamente blues, dove la sostanza della musica del diavolo la fa da padrone con tutta la sua magica attrattiva; magari sta anche in questo il talento della band che riesce a rivestire la sua anima fatta di accordi tirati e suoni straziati, di ritmiche calpestate con la voglia di non chiudersi in ghetti sonori.

Blues sì e della migliore qualità, ma aperti come forse solo il rocknroll può ispirare, ascoltare a prova ‘Blowing my Wind’ che chiude meravigliosamente e inaspettatamente ‘Damage’.

di Massimo Lorito

Matador – 2004

Tracce:
Damage
Burn it off
Spoiled
Crunchy
Hot Gossip
Mars, Arizona
You Been my Babe
Rivals
Help these blues
Fed up and low down
Rattlin
Blowing my wind

Band:
Jon Spencer – voce, chitarra
Russell Simins – batteria

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