InsideOut Music – 2020

The Absence Of Presence’ è il sedicesimo album in studio per i Kansas, una leggenda della musica rock che in passato ha scritto pagine indelebili e che nonostante tutto non ha smesso di fare musica, riuscendo a produrre album di qualità che reggono bene il confronto con i classici del passato.

Quando si parla di band storiche è inevitabile pensare ai grandi dischi che hanno fatto grande la nostra amata musica, in fondo canzoni (mi riferisco ai Kansas) come ‘Dust In The Wind’, ‘Carry On Wayward Son’ o ‘The Wall’ si scrivono una volta sola, però è anche sbagliato sottovalutare o addirittura snobbare le nuove composizioni e i nuovi album partoriti dai grossi nomi. E’ vero che molti artisti non hanno più molto da dire e se non fosse per i concerti potrebbero tranquillamente ritirarsi, però esistono ancora gruppi come i Kansas che continuano a produrre nuova musica che ha una freschezza e una bellezza davvero invidiabili.

Della prima formazione rimangono oramai solo il chitarrista Rich Williams e il batterista Phil Ehart, più Billy Greer al basso che ormai suona con la band da più di trent’anni.

Nonostante questo e nonostante non ci sia più neanche Steve Walsh alla voce, i Kansas di oggi hanno ancora una ragione di esistere, e ‘The Absence Of Presence’ ne è la dimostrazione lampante.

Iniziamo con la title track, otto minuti abbondanti che sono una summa dello stile Kansas, progressive, arena rock, un pizzico di hard rock, un brano letteralmente stupendo, un susseguirsi di emozioni e sentimenti, dove la voce di Ronnie Platt non fa rimpiangere la mancanza di Walsh.

Che dire di ‘Throwing Mountains’, un fulgido esempio di cosa vuol dire mantenere il proprio marchio di fabbrica (bastano due note di violino per capire che sono i Kansas) e risultare al passo coi tempi.
Jets Overhead’ ci pone davanti a delle meravigliose aperture melodiche, con ancora una volta Ronnie Platt sugli scudi, merito del suo timbro vocale molto bello e melodico. In questo brano il violino di David Ragsdale (anche lui con i Kansas da moltissimi anni) è uno dei protagonisti regalando parti soliste sognanti e inserite alla perfezione nella struttura della canzone.

Propulsion 1’ è una strumentale di breve durata, progressive rock d’altri tempi che farà impallidire molte nuove band, che classe signori.
Memories Down The Line’ e ‘Never’ le due ballate del disco si muovono in territori vicini all’aor, dolci, suadenti e rassicuranti melodie che prendono il posto dei virtuosismi e delle fughe strumentali.
Siamo ancora nell’aor, quello più energico, con ‘Circus Of Illusion’ un brano di gran classe che esalta la produzione ariosa e ben equilibrata.

Ancora due songs, ‘Animals On The Roof’ con alcune influenze Deep Purple e ‘The Song The River Sang’ (alla voce il tastierista Tom Brislin) imprevedibile e complessa nella struttura, con questi musicisti i limiti non esistono.

Grande album questo ‘The Absence Of Presence’, una conferma che i Kansas hanno ancora molto da dire e da dare alla musica rock.
Per chi ancora compra i dischi, consiglio vivamente l’acquisto.

www.kansasband.com

Tracklist:

1.The Absence Of Presence
2.Throwing Mountains
3.Jets Overhead
4.Propulsion 1
5.Memories Down The Line
6.Circus Of Illusion
7.Animals On The Roof
8.Never
9.The Song The River Sang

Band:

Ronnie Platt – voce
Rich Williams – chitarra
Zak Rizvi – chitarra
Tom Brislin – tastiere, cori
David Ragsdale – violino, cori
Billy Greer – basso, cori
Phil Ehart – batteria

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