Frontiers Music Srl – 2021

Welcome To The Absurd Circus’ un titolo affascinante, una band affascinante e magnetica, che rappresenta da anni un’eccellenza in ambito heavy metal.
Parliamo dei Labyrinth e del loro nuovo disco, uno dei più attesi di questa nuova annata musicale, un piccolo grande evento, molte sono le aspettative quando la band italiana si appresta a pubblicare un nuovo lavoro, e praticamente mai, nel corso di quasi trent’anni di carriera, si sono verificate delusioni ascoltando la loro musica.

Partendo da ‘No Limits’ fino ad arrivare ad ‘Architecture Of God’, passando per il sommo capolavoro ‘Return To Heaven Denied’, i Labyrinth si sono evoluti, hanno sperimentato, hanno cambiato formazione, ma hanno continuato a scrivere musica che il passare del tempo non ha minimamente scalfito ne intaccato la sua estrema bellezza.
Il presente si chiama appunto ‘Welcome To The Absurd Circus’, licenziato sempre su etichetta Frontiers Music, e che registra un cambio nella line-up con l’entrata in formazione di Matt Peruzzi alla batteria (già con gli Shining Black, Shadows Of Steel, Illunia e Reason Of It All) che prende il posti di John Macaluso. Per il resto ritroviamo i volti familiari di Olaf Thörsen e Andrea Cantarelli alle chitarre, di Roberto Tiranti alla voce, di Oleg Smirnoff alle tastiere e Nik Mazzucconi al basso.

Prepariamoci a un’ora di musica intensa ed entusiasmante, dieci canzoni tra le migliori che il gruppo abbia mai scritto e una cover, ‘Dancing With Tears In My Eyes’ in origine brano degli Ultravox, qui riproposto in una bella versione elettro-power metal molto Labyrinth.
Per quanto riguarda i pezzi originali iniziamo l’ascolto del disco con ‘The Absurd Circus’ molto aggressiva nelle strofe e più “morbida” nel bridge e nel ritornello, la prima di tante dimostrazioni del talento compositivo della band, capace ancora dopo tanti anni, di creare delle canzoni che rimarranno negli annali. Di gran classe il break strumentale posto a metà brano, molto d’atmosfera inizialmente e poi via via più funambolico grazie alla gran tecnica di tutti i musicisti.
Con ‘Live Today’ mi è sembrato di fare un tuffo nel passato, un ritorno al power di ‘Return To Heaven Denied’, mentre ‘One More Last Chance’ è invece una traccia meno immediata, che parte dolcemente e poi si sviluppa in un modo imprevedibile, rimanendo in territori di confine tra hard rock e heavy metal, lasciando uno spiraglio per le influenze progressive alle quali i Labyrinth ci hanno abituato in tutti questi anni.
Un altro brano di gran classe è sicuramente ‘As Long As It Last’ dove la band sembra non porsi il problema di come essere classificata, se power, se heavy metal o progressive, semplicemente i Labyrinth danno sfogo alla loro infinita creatività, senza briglie che costringono i musicisti a frenarsi e a compiacere chi gli sta accanto.
Altro pezzo da novanta è ‘Den Of Snakes’ inizialmente quasi maideniana nell’introduzione, poi un roccioso heavy metal con diversi cambi di tempo che donano dinamicità e varietà insieme ad una linea vocale e all’interpretazione di Roberto Tiranti come al solito superlative, un vocalist assolutamente completo e in grado di cantare qualsiasi cosa, il suo timbro e la sua vasta estensione gli permettono di rendere facile quello che per molti è impossibile.
Grande spazio alla melodia nella successiva ‘Word’s Minefield’ che ha nel ritornello il proprio apice, difficile da dimenticare, stesso discorso per ‘Sleepwalker’ un mix tra sonorità anni ottanta (principalmente per quanto riguarda le tastiere) e un metal più attuale.
The Unexpected’ è la motivazione per cui, Helloween a parte, ho sempre reputato i Labyrinth una tra le migliori power metal band, ovviamente il termine power potrà suonare riduttivo vista la varietà e la personalità che la band italiana ha sviluppato nella sua carriera. Notevole la prestazione di Matt Peruzzi, inserito perfettamente nella famiglia Labyrinth.
Una dolce chitarra apre ‘A Reason To Survive’, un brano lento e molto intenso, non la solita ballad, un piccolo viaggio durante il quale spesso si incontra una parola ricorrente: emozione.
Siamo quasi giunti al capolinea di questa giornata passata al circo dell’assurdo, ‘Finally Free’ chiude l’album, un’ultima sferzata d’energia, di aggressività e di melodia.

Signore e signori ‘Welcome To The Absurd Circus’ non esitate e non abbiate timori, i Labyrinth sono tornati alla grande con un album che spacca e che spazza via la “concorrenza” e che dimostra ancora una volta la grandezza di questo grandissimo gruppo italiano.

www.facebook.com/labyrinthitaly

Tracklist:

1.The Absurd Circus
2.Live Today
3.One More Last Chance
4.As Long As It Lasts
5.Den Of Snakes
6.Word’s Minefield
7.The Unexpected
8.Dancing With Tears In My Eyes
9.Sleepwalker
10.A Reason To Survive
11.Finally Free

Band:

Roberto Tiranti – voce
Olaf Thörsen – chitarra
Andrea Cantarelli – chitarra
Oleg Smirnoff – tastiere
Nik Mazzucconi – basso
Mattia Peruzzi – batteria

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