Mark Morton, il celebre chitarrista dei Lamb of God, ha raggiunto un traguardo fondamentale nel suo percorso personale: sette anni di sobrietà.
Oggi, sabato 27 dicembre, il musicista 53enne ha condiviso una riflessione profonda sui suoi canali social, spiegando non solo il valore di questo traguardo, ma anche il motivo per cui continua a parlarne pubblicamente.
Morton ha esordito ringraziando la comunità che lo ha sostenuto:
“Stamattina mi sono svegliato pulito e sobrio da 7 anni. Devo letteralmente la mia vita ai tossicodipendenti e agli alcolisti in recupero che mi hanno insegnato come liberarmi dalla dipendenza… un giorno alla volta.”
L’artista ha poi risposto a una domanda che molti gli pongono: perché continuare a contare i giorni e a parlarne, invece di voltare semplicemente pagina?
“La risposta è semplice,” spiega Morton.
“In questo momento ci sono tantissime persone che hanno perso ogni speranza di poter vivere senza droga o alcol. Lo so perché io ero uno di loro. Non ne parlo per ricevere complimenti, ma perché qualcuno là fuori ha bisogno di sentire che il recupero è possibile. Se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu. Giuro che ne vale la pena.”
Nella sua autobiografia, “Desolation: A Heavy Metal Memoir”, Morton dedica spazio a un’icona del rock che è stata fondamentale per il suo percorso: Slash.
Intervenendo al podcast Appetite For Distortion, Mark ha raccontato come il chitarrista dei Guns N’ Roses lo abbia aiutato nei momenti più bui:
Slash è stato sempre presente, offrendo prospettive e intuizioni preziose.
Per Morton, l’idea di “essere rock” era indissolubilmente legata all’abuso di sostanze. Vedere Slash sobrio e ancora incredibilmente carismatico ha cambiato tutto.
“Sono il tipo di persona che ha bisogno di pensare che qualcosa sia ‘fico’ per volerlo fare,” ha ammesso Morton con estrema onestà. “Slash ha reso la sobrietà affascinante ai miei occhi. Gli sono grato perché era ciò di cui avevo bisogno per cambiare rotta.”
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