E’ l’effetto Sanremo. I dintorni di San Mauro Pascoli hanno auto parcheggiate anche fra i campi infangati, dalle quali scende un fritto misto di fan, gli indomabili della prima ora accanto a quelli dell’ultima, arrivati a pioggia col successo di “Volevo essere un duro“.

Dalle voci bianche ai capelli bianchi. Tutti a cantare, ballare e ridere con i racconti di un cantastorie d’altri tempi, che unisce tutti. Lucio Corsi sale puntuale in un sold out ormai segnato da giorni per il gran finale di Acieloaperto. Suona per più di due ore. Alle sue spalle, due amplificatori formato “casa” dominano la scena. Grandi quanto la sua lunga gavetta, partita oltre dieci anni fa, da Grosseto fino a Milano, macinando concerti come fanno quelli che il futuro se lo costruiscono passo passo, dai piccoli club e dai chilometri percorsi saltellando dall’uno all’altro.

“Mi dicono, ‘non raccontare le canzoni che poi è inutile che le suoni – esordisce – ma mi diverto e lo faccio”. Sfilano i personaggi verosimili di fiabe surreali, calati in piccole cartoline d’Italia. Come il Re dei rave, che “viaggia in treno, ma in bagno” e vede la Madonna che balla, Gesù che vende braccialetti e San Francesco che cerca lo Stregatto. Ci sono Rocco il bullo della scuola media. E a pensarci bene tutti abbiamo un Francis Delacroix, l’inseparabile “amico immaginario o forse no“, che la spara grossa e a volte ci prende. Un live che sale in un tripudio rock’n’roll, per passare ai versi più distesi, poetici, degli acustici “Orme“, “Ragazza trasparente“, e un piccolo gioiello di filastrocca astrospaziale come “La Lepre“, l’incubo della conquista leporina della Luna che brucia la Nasa e mette fine alla contesa con la Russia.


E poiché, come giustamente scrive Lucio, “il vento è come il treno, poetico ma rompe il cazzo“, si riaccendono gli amplificatori e torna il rock’n’roll, unito al folk and blues, quello nelle vene di un cantautore che ha preso bene dagli insegnamenti di Bennato, Graziani e Camerini, ma che ha nel dna l’imprinting dei Genesis e di Peter Gabriel, nel prog ma soprattutto nel look.

Il viaggio nel mondo straordinario di Lucio Corsi volge verso il ritorno sull’ “Astronave giradisco“, dalla scia conclusiva che è come un gradito tributo a “The man in me” di Bob Dylan, per intenderci, l’iconica soundtrack del Grande Lebowsky. E perché “un bis non è un bis se non si ripete una canzone”, l’ultima parola il cantastorie toscano la lascia ancora all’amico Francis: l’alterego sognante che ci accompagna tutti, che siano voci bianche o fan più attempati dai capelli bianchi.

Testo di Federico Spadoni
Fotografie di Linda Fenara

Setlist del concerto di Lucio Corsi del 30 agosto 2025 a Villa Torlonia, San Mauro Pascoli (Estate 2025 Tour):

  1. Freccia Bianca
  2. La bocca della verità
  3. Danza classica
  4. Amico vola via
  5. Radio Mayday
  6. Trieste
  7. Sigarette
  8. La gente bassa (Randy Newman cover)
  9. Il Re del rave
  10. Orme
  11. La ragazza trasparente (Solo)
  12. La lepre (Solo)
  13. Senza titolo (Solo)
  14. Volevo essere un duro
  15. Situazione complicata
  16. Francis Delacroix
  17. Magia nera
  18. Let There Be Rocko
  19. Nel cuore della notte (Solo)
  20. Cosa faremo da grandi?
  21. Tu sei il mattino

Encore:
22. Questa vita
23. Altalena Boy
24. Astronave giradisco
25. Francis Delacroix (version-3)

 

 

NERVI

 

LUCIO CORSI


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