Non il solito martedì sera in quel di Milano, ma sicuramente una data imperdibile per gli appassionati di hardcore, deathcore e trash/death metal, con quattro band pronte a far tremare le mura del Legend Club: Malevolence, Sylosis, Justice for the Damned e Guilt Trip.


Guilt Trip

Diversamente dalle altre tappe di questo tour, i Guilt Trip questa sera hanno sostituito i Justice For The Damned per l’apertura del concerto, probabilmente per questioni di orari o altro che non ci è dato sapere. Qualsiasi cosa fosse, diventa superflua appena la band britannica fa il suo ingresso sul palco alle 19:30 in punto, di fronte ad un pubblico un po’ troppo scarno per i miei gusti, ma comunque carico e pronto a sfogare tutte le proprie frustrazioni nel pit. Con un’ottima reputazione per i loro show aggressivi, è chiaro che stasera non sarà diverso, poiché l’energia nella stanza diventa travolgente fin da subito e lo rimarrà per tutta la durata del set, con una temperatura simile all’ondata di caldo dell’estate scorsa. I loro brani sono violenti al punto giusto, con strutture hardcore metal fatte di armonici naturali e pick slide, che risultano una vera e propria gioia per i moshers. Così, dopo circa 25 minuti (a mio parere, troppo poco) e dopo aver proposto diverse tracce del loro ultimo album Severance, chiudono in bellezza con la potentissima Thin Ice, assicurandosi così che tutti i partecipanti si siano adeguatamente allenati per le band che seguiranno.

 

Justice For The Damned

Direttamente dall’Australia, e per la prima volta approdati nel nostro paese, i Justice for the Damned fanno innalzare ancora di più il livello di energia con una miscela furiosa di hardcore e deathcore da far spaccare le ossa. Il quintetto ci offre, infatti, una performance carica di potenza che incoraggia il pubblico a buttarsi nel mosh pit e divertirsi. Non a caso, ci fanno subito capire di che pasta sono fatti aprendo il set con Guidance From The Pain, con cui fanno letteralmente esplodere tutti i presenti. Il cantante Bobak Raffiee ha delle abilità vocali pazzesche e una presenza scenica dello stesso livello, mostrandoci sempre un gran sorriso che confonde parecchio nel momento in cui butta fuori i suoi growl super aggressivi. La scaletta prosegue per lo più con le tracce dell’ultimo album Pain Is Power, tranne qualche aggiunta di quello precedente, ed il tutto si presenta carico di groove, con dei riff accattivanti e una tecnica impeccabile. Qualità che farebbero sorridere qualsiasi fan di artisti come i Code Orange, Vein o Emperor. Il risultato è una miscela di violenza e costruzioni orecchiabili che si mantiene fino alla fine del loro fantastico show.

 

Sylosis

Rapido cambio di palco ed è il momento dei Sylosis. Il pubblico ha ormai raggiunto un numero notevole quando la band capitanata da Josh Middleton entra in scena, con il loro sound metal estremo. Oltre a presentare alcune tracce del disco uscito lo scorso settembre, A Sign of Things to Come, ci deliziano con una scaletta ben studiata che tocca anche gli altri 3 album targati Nuclear Blast. Partendo con Poison for the Lost, fanno percepire fin dall’inizio un misto di tecnica, ferocia e brutalità che fa impazzire i fan più accaniti, la cui risposta sembra evidente vedendo le persone sempre più gasate, fra i vari circle pit e wall of death in cui non esitano a buttarsi. Nonostante l’avvertimento di Josh riguardo a dei problemi di salute che non gli permettono di dare il meglio di sé (chiede infatti al pubblico di cantare insieme a lui per aiutarlo), la sua esibizione risulta comunque fenomenale, in grado di sprigionare una grinta impressionante ed equamente divisa tra il ruolo di chitarrista e di vocalist. Non da meno sono gli altri componenti della band, che ci bombardano i timpani con dei fantastici assoli ad opera dello stesso Middleton e di Alex Bailey, o dei giri di batteria di Ali Richardson che conferiscono al tutto una particolarissima forza espressiva. Con Deadwood chiudono dopo un’ora a suon di thrash/death metal dalle sfumature hardcore, di cui non ci dimenticheremo facilmente.

 

Malevolence

Ed eccoci arrivati al momento più atteso della serata: i Malevolence. Con il locale strapieno di un pubblico impaziente di scatenarsi ancora con le ultime energie rimaste, il quintetto inglese ci spara subito una Malicious Intent che manda tutti in delirio, creando moltissimo hype per la tripletta che seguirà dopo con Life Sentence, Waste of Myself e Still Waters Run Deep; il giusto inizio distruttivo che ci aspettavamo. Il carismatico vocalist Alex Taylor, sempre con il sorriso stampato in faccia, mette in pratica le sue ottime capacità di aggregatore richiamando sotto palco una serie infinita di mosh e circle pit, per cui ormai lo spazio è diventato sempre più piccolo, date le dimensioni ristrette del Legend (forse non il miglior locale dove far suonare una band del loro calibro). Il loro stile unico lo si percepisce traccia dopo traccia, passando da un metalcore carico di groove e riff interessanti, a potenti sezioni hardcore old-school, fino a breakdown deathcore altrettanto energici. Trova spazio anche un bel momento romantico con la melodica Higher Place, con tanto di luci dei telefoni alzate e cori di tutti i presenti, durante il quale il chitarrista Konan Hall ci mostra tutte le sue capacità vocali. Il concerto prosegue con brani provenienti dagli album più vecchi, per i più nostalgici, seguiti da un pausa in cui il batterista Charlie Thorpe si esibisce in un assolo pazzesco e tecnicamente impeccabile. Tutto questo poco prima delle mazzate finali con Keep Your Distance e On Broken Glass, in cui tutti si scatenano fino allo stremo e che chiudono l’intera serata in bellezza.

Inutile dire che tutto il concerto è stato un grande successo, e sicuramente potrebbe anche aver superato le nostre aspettative.

 

Setlist Malevolence

Malicious Intent

Life Sentence

Waste of Myself

Still Waters Run Deep

Slave to Satisfaction

Self Supremacy

Higher Place

Serpent’s Chokehold

Condemned to Misery

Remain Unbeaten

Turn to Stone

Wasted Breath

Karma

Keep Your Distance

On Broken Glass

 

Testo di Valentina Ricci
A seguire gallery di Ilaria Maiorino

MALEVOLENCE

 

SYLOSIS

 

JUSTICE FOR THE DAMNED

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