foto di copertina di archivio
Il Rock’n’Roll non ha età. Lo si comprende quando si partecipa ad un evento come quello di ieri sera a Parma che ha visto protagonista MARKY RAMONE, longevo batterista di una band seminale nella storia del punk rock di tutti i tempi: RAMONES. La sua attuale band MARKY RAMONE’S BLITZKRIEG è approdata ancora una volta in Italia per regalare al pubblico presente un’ora, e poco più, di un racconto durato quaranta anni, mai dimenticato.
Trenta brani, una narrazione, una cronaca vissuta, un’esplosione di fantastici ricordi, passione vera, nessuna nostalgia ma solo vita. Dall’iniziale DO YOU WANNA DANCE, dal secondo album del 1977 ROCKET TO RUSSIA, fino alla conclusiva BLITZKRIEG BOP del debut del 1976, è stata pura follia, pura esaltazione musicale, puro divertimento. Un viaggio a velocità impressionante attraversando tutta la storia dei RAMONES, senza pause né compromessi, fedele a quello spirito rivoluzionario e ribelle. ONE, TWO, THREE, FOUR portato all’esasperazione, a ricordare come quel semplice rituale sputato prima di ogni assalto sonoro abbia cambiato per sempre le regole del Rock’n’Roll.
Trenta brani sparati dritti in faccia senza perdere tempo, senza doversi impegnare nel dover comunicare qualcosa quando c’è la musica a parlare.
MARKY RAMONE dietro le pelli non fa una piega: il suo tocco è ancora furioso, preciso, instancabile nel vero senso della parola. Grande la sua capacità, alla batteria, di tenere insieme memoria e presente. I musicisti che lo affiancano si dannano l’anima sul palco e la fanno dannare anche a chi, sotto il palco, si lascia travolgere da note leggendarie.
Sostituire i componenti dei RAMONES non è cosa da poco, e il rischio di scivolare nell’imitazione sterile è sempre dietro l’angolo. Qui però non accade: i musicisti sul palco, con grande rispetto, si offrono come valida alternativa e riescono perfettamente a calarsi nella parte con affetto e professionalità.
IÑAKI “Pela” URBIZU, spagnolo di Spagna alla voce, ogni tanto si rivolge al pubblico nel suo idioma latino, cercando di creare un ponte diretto con l’audience. MARCELO GALLO alla chitarra è una macchina con il suo suono secco, essenziale, senza fronzoli, esattamente come dev’essere. MARTÍN SAUAN introduce ogni singolo episodio con il classico e quasi rituale ONE, TWO, THREE, FOUR, come dicevo prima…
Che serata, che divertimento, quanti sorrisi, quanta forza e sudore. Genitori con al seguito figli – alcuni piccoli, molto piccoli – giovani ragazze e ragazzi, mariti con mogli e mogli con martiti, persone attempate con la barba bianca (non solo la mia), tutti carichi, tutti in mezzo a saltare, cantare, urlare. Vecchi e nuovi amici. INSIEME!!!
Perché quando la musica è immortale non esistono età, ruoli o distanze, esiste solo una comunità che si riconosce nello stesso battito, nello stesso rumore, nella stessa felicità primordiale e riconosce il fuoco vivo… perchè il Rock’n’Roll non ha età.
E così sia!
Di seguito la setlist:


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