Il celebre chitarrista Marty Friedman, in forza ai Megadeth dal 1990 al 2000, ha recentemente offerto una prospettiva pacata e non drammatica sulla sua decisione di lasciare la celebre band.

Ospite del programma YouTube “Life In Six Strings” di Kylie Olsson, l’artista ha parlato del suo trasferimento in Giappone e, in quel contesto, ha fornito una spiegazione definitiva e matura per la sua fuoriuscita dal gruppo capitanato da Dave Mustaine. La sua dichiarazione, a distanza di oltre due decenni, sottolinea una conclusione naturale di un ciclo.

Ecco come Friedman ha descritto il momento della separazione:

“Quando ho lasciato i Megadeth, sapevo che era il momento giusto per andarmene. Non avevo più nulla da dare alla band, e loro non avevano più nulla da offrire a me. È stato un buon momento perché succedesse.”

Il trasferimento di Friedman in Giappone nel 2003, tre anni dopo la separazione dai Megadeth, fu una scelta dettata interamente dalla sua evoluzione musicale. Il chitarrista ha spiegato che la sua passione era ormai focalizzata sulla musica pop giapponese.

Il musicista, che all’epoca viveva in Arizona, sentiva il bisogno di un cambiamento radicale per inseguire la sua vera ispirazione.

“Stavo ascoltando J-Pop, musica giapponese, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Sapevo semplicemente che dovevo essere qui in Giappone se volevo far parte del mondo della musica nazionale giapponese. Quindi, questa è stata la ragione per cui sono venuto.”

Nonostante avesse raggiunto lo status di disco di platino con i Megadeth, la transizione nel mondo della musica giapponese non fu priva di difficoltà. Marty Friedman ha dovuto ricostruire la sua rete di contatti da zero, operando in un settore che raramente si sovrapponeva al circuito internazionale del metal.

“Non volevo essere nella scena musicale internazionale; volevo essere nella scena musicale nazionale. È un mondo diverso, persone diverse, connessioni diverse. Non conoscevo nessuno, quindi sono ripartito da zero e non avevo davvero nulla.”

Il suo primo passo significativo fu lavorare con la cantante Aikawa Nanase, un’artista di cui era un grande fan e che gli ha aperto le porte della scena locale.

Oggi, Marty Friedman è un artista solista di successo, con 15 album all’attivo (l’ultimo, “Drama”, è uscito nel 2024) e una figura di spicco nella televisione e cultura pop giapponese, tanto da essere stato nominato “Ambasciatore del Patrimonio Giapponese” dal governo.

Redazione
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