2026, Puscifer – Alchemy Recordings / BMG
Maynard James Keenan è indubbiamente una delle rockstar più carismatiche e influenti da quando, nel 1993, i Tool esordirono con “Undertow”. Non contento del successo planetario di questa band, ha formato altre due band di alto livello artistico e, soprattutto, che non scendono a compromessi. Sto parlando degli A Perfect Circle, che rivedremo in Italia il 13 giugno 2026 a Ferrara al Ferrara Music Festival, e dei Puscifer, che il 6 febbraio hanno pubblicato “Normal Isn’t”, loro quinto album e successore di “Existantial Recording”, risalente al 2020.
La band ruota attorno alle figure di Maynard James Keenan (voce), Carina Round (voce, tastiera, chitarre, sintetizzatori) e Mat Mitchell (chitarra, sintetizzatori). Keenan e i suoi compari si avvalgono anche del prezioso contributo di affidati turnisti, ossia Greg Edwards (basso), Gunnar Olsen (batteria), Sarah Jones (batteria) e Josh Moreau (basso). In questo nuovo album dei Puscifer, registrato durante il tour “Sessanta” del 2025 (insieme a Primus e A Perfect Circle), sono presenti anche vari ospiti quali Tony Levin (basso in “Normal Isn’t” e “Seven One”), Danny Carey (batteria in “Seven One”) e Ian Ross (padre di Atticus Ross, affermato produttore e compositore di colonne sonore, che narra “Seven One”).
Oltre a essere stato registrato in tour l’anno scorso, l’album è stato composto anche in Arizona e Los Angeles. Presentando il lavoro, Keenan ha usato queste testuali parole:
“Ci stiamo decisamente ispirando alle nostre prime influenze. È il punto in cui il goth incontra il punk. È da lì che provengo.”
“Normal Isn’t” riesce a unire perfettamente l’elettronica dark della band con testi davvero diretti e, soprattutto, la genesi creativa del lavoro è stata indubbiamente più spontanea. “Fin dall’inizio, avevamo discusso di un elemento di crudezza e spigolosità, che la chitarra apporta”, racconta Mitchell, che ha coprodotto l’album. “Ci siamo liberati dei guardrail e abbiamo reso la musica più aggressiva”.

Il lavoro dietro “Normal Isn’t” è davvero notevole. Keenan ha scritto le canzoni usando un sistema di registrazione digitale e poi le ha sottoposte all’attenzione di Mat e Carina. La stessa Carina Round ha dichiarato in fase di presentazione: “Voglio che suoni come i Fleetwood Mac sotto cocaina se avessero avuto un figlio con PJ Harvey. Maynard ci ha mostrato le sue intenzioni, il che è stato davvero fantastico”. Il nuovo album dei Puscifer, che devono il loro nome a uno pseudonimo usato da Keenan durante un’apparizione televisiva su HBO nel 1995, durante una puntata dello show comico “Mr. Show”, è uscito in svariati formati. Vinile nero standard, arancione per rivenditori indipendenti, un’esclusiva di Puscifer.com, nero ghiaccio e trasparente con schizzi neri, e un Queen B Vinyl Café color cuoio con schizzi bianchi e neri. L’album è disponibile anche su CD, musicassetta e in digitale.
“Ci stiamo decisamente ispirando alle nostre prime influenze”, racconta Keenan. “È il punto in cui il goth incontra il punk. È da lì che provengo”. Scritto e registrato tra l’Arizona, Los Angeles e durante il tour Sessanta dello scorso anno, “Normal Isn’t” fonde l’elettronica dark e l’umorismo tagliente per cui i Puscifer sono noti con un processo creativo più spontaneo. “Fin dall’inizio, avevamo discusso di un elemento di crudezza e spigolosità, che la chitarra apporta”, racconta Mitchell, che ha coprodotto l’album. “Ci siamo liberati dei guardrail e abbiamo reso la musica più aggressiva”. Per Keenan, questa uscita rappresenta un nuovo approccio alla scrittura di canzoni. Pur essendo sempre stato profondamente coinvolto nella definizione del sound dei Puscifer, questa volta ha allestito il suo sistema di registrazione digitale e ha elaborato idee complete per i brani, per poi definirli e sottoporli all’attenzione di Mat e Carina.
Keenan ha aggiunto:
“Come narratori e artisti, il nostro compito è osservare, interpretare e raccontare. Osserviamo l’ambiente circostante e condividiamo ciò che vediamo, e ciò che vediamo intorno a noi non sembra normale. Nemmeno lontanamente. Musicalmente senza alcuna preziosità, e tutti sono a bordo, non diversamente da un manicomio. Ci siamo trovati perché siamo dementi in modo simbiotico”.
“Normal isn’t” è composto da undici brani ed è stato presentato con un’esibizione esclusiva all’Exchange LA, in cui la band ha presentato al pubblico l’album, eseguendolo totalmente live.
In quell’occasione, i Puscifer hanno registrato anche il video per “Self Evident”, primo singolo pubblicato per introdurre l’album.
Quando ascolti i Puscifer non sai mai cosa aspettarti. È come quel regalo di Natale che insegui da anni e che a sorpresa arriva. Questo è l’effetto della loro musica, così raffinata e così non scontata.
Sessantuno anni e la voglia di creare acora musica che prima di tutto piaccia a lui stesso, poi agli altri.
Mr. Keenan è così. Lunga vita al rock ’n’ roll e quindi anche a Mr. Keenan. In questo disco troviamo innanzitutto e certamente parecchie influenze dark, gotiche e pop rock raffinato anni Ottanta: The Cure, Depeche Mode, Tears for Fears, Sisters of Mercy, The Jesus and the Mary Chain, And Also the Trees, Killing Joke. Ci sono riferimenti anche ad artisti affermatissimi quali Kendrick Lamar e Portishead.
Analizzando il disco, si colgono gli ormai consueti riferimenti al contestatissimo presidente Donald Trump nel singolo “Self Evident”, cantilena sonora fatta da distorsioni, batteria quasi militaresca, rallentamenti sonori d’effetto e voce effettata di Keenan, che senza troppi indugi definisce Trump “un idiota”. “Normal isn’t” si apre con un pezzo ipnotico ed etereo quale “Thrust”, con le voci di Maynard e Carina che duettano alternandosi in cinque minuti e sedici di assoluto piacere. Nella title track, dominata da un riff di chitarra predominante, è presente anche un autentico big name al basso: Tony Levin. Levin impreziosisce il brano oscuro, con alcune parti che piaceranno anche ai fan dei Nine Inch Nails.
“The Quiet Parts” è invece un brano claustrofobico e cullante allo stesso tempo, davvero intenso e suonato con una maniacale cura del particolare e delle sonorità, con svariati rallentamenti. Con “Pendulum”, l’oscurità domina tutto il brano, palesemente vicino a sonorità di alcune composizioni dei primi Depeche Mode, mixate agli immortali Einstürzende Neubauten. Da segnalare anche “Seven One”, pezzo che ospita la voce narrante di Ian Ross, che impreziosisce un brano oscuro e ballabile allo stesso tempo, dominato dal basso dell’ospite Tony Levin e dalla batteria selvaggia di Danny Carey, batterista dei Tool.
Chiude questo lavoro non banale, che richiede diversi ascolti per poterlo sempre di più apprezzare, un’intensa versione live di “The Algorithm”, originariamente contenuta nella colonna sonora dell’album a fumetti “American Psycho”, che si fa notare per i vocalizzi perfetti di Maynard e soprattutto di Carina, che raggiunge note davvero alte. Attualmente è in rotation il nuovo singolo “Bad Wolf”. Keenan lo ha presentato al mondo con queste testuali parole:
“La tradizione orale, ovvero la pratica di tramandare leggende, miti e metafore, mi ha sempre affascinato. Queste storie contengono storia, insegnamenti importanti, valori e contratti sociali. Una delle mie preferite è sempre stata la leggenda Cherokee dei due lupi. Questo racconto è una metafora della nostra battaglia interiore tra scelte buone, sagge e amorevoli e scelte sbagliate, egoiste e cariche di odio. Il lupo che prospera è quello che scegli di nutrire.”
La band partirà in tour negli Stati Uniti e Canada nel mese di marzo.
Come opener è stato scelto il comico Dave Hill.
Mauro Brebbia
Scaletta
- “Thrust”
- “Normal Isn’t”
- “Bad Wolf”
- “Self Evident”
- “A Public Stoning”
- “The Quiet Parts”
- “Mantastic”
- “Pendulum”
- “ImpetuoUs”
- “Seven One”
- “The Algorithm (Sessanta Live Mix)”

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